WEEKLY RADAR #19: LOWTIDE

 
19 Febbraio 2018
 

Attiviamo il radar e scandagliamo in profondità un universo musicale sommerso. Ogni settimana vi racconteremo una band o un artista ‘nascosto’ che secondo noi merita il vostro ascolto. Noi mettiamo gli strumenti, voi orecchie e voglia di scoperta, che l’esplorazione abbia inizio (e mai una fine)…

Andiamo a Melbourne, in Australia, nel nostro Weekly Radar settimanale, a conoscere meglio i Lowtide, terzetto di forte impronta shoegaze formato da Lucy Buckeridge (basso, voce), Gabriel Lewis (chitarra, voce) e Anton Jakovljevic (batteria). La band si forma nel 2008 con il nome di Three Month Sunset, ma è con il 2010 che assumono il nome di Lowtide che tutt’ora li caratterizza. Il primo biglietto da visita è l’EP “You Are My Good Light”, uscito proprio nel luglio del 2010. Il sound è caratterizzato da un mood piuttosto malinconico e autunnale, con questi suoni riverberati che si fanno avvolgenti, eppure non manca un brano come “Hey Rose” in cui i ritmi, inaspettatamente si alzano. I brani che vi proponiamo sono la già citata “Hey Rose” e la magnifica “No Horizon” che apre l’EP che nelle chitarre iniziali ci fa venire in mente gli House Of Love, ma in una versione decisamente più eterea.

Nell’aprile 2011 la band piazza una doppia A-side, ovvero “Underneath Tonight / Memory No. 7”. Si sente che il lavoro sulle melodie inizia ad essere sempre più accurato e se “Underneath Tonight” è un mid tempo decisamente incalzante ecco che “Memory No. 7” si fa struggente e carezzevole.

Ci vorranno ben 3 anni prima di arrivare all’album omonimo d’esordio, che uscirà per Lost and Lonesome Recording Co. il 17 luglio del 2014. La band si muove in perfetto equilibrio tra visioni dream-pop a basso voltaggio, ma magnificamente suggestive e frammenti più pop e melodici. Quello che conquista è la grazia assoluta della band nel dipingere i suoi paesaggi sonori eterei, con questi synth carezzevoli che ben s’intrecciano con il lavoro chitarristico, mentre l’alternanaza di voce maschile e femminile funziona alla perfezione. Hanno una loro personalità i Lowtide e questa non è una cosa da poco, che parte da basi tracciate da gruppi come Tamaryn, The Cure e Slowdive, con la band australiana stessa che dichiara fondamentali musicisti come Christian Saville o i gruppi della Sarah Records. “Still Time” rappresenta il lato più etereo della band, mentre “Held ” e “Wedding Time” accentuano il lato pop.

La band non si ferma e dopo le ottime recensioni per l’album, l’anno dopo pubblica già un nuovo singolo 7″ A-side, ovvero “Julia​/​Spring”. La prima è una cover degli Asylum Party, mentre la seconda è un inedito, registrato durante le session per l’esordio.

Il 16 febbraio del 2018 la band pubblica il nuovo album “Southern Mind” via Rice Is Nice. Ancora una volta incanti mesmerici s’incontrano con suggestioni più pop, creando un rigoglioso giardino di splendori sonori shoegaze. Un brano come “Alibi”, ad esempio, è pura magia sonica in cui la voce di Lucy Buckeridge emerge dal pregevole lavoro chitarristico, ma come non lasciarsi trascinare dall’impeto quasi anni ’80 di “Elizabeth Tower”, mentre “On The Fence” crea un paradiso musicale sostenuto dalle bellissime melodie vocali. In “Window” sembra quasi di sentire i Sundays in una pazzesca versione shoegaze, da pelle d’oca. Un disco prezioso, decisamente curato sul lato melodico, un nuovo passo avanti rispetto al già ottimo esordio.

 

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