AUTOMI DELLA SOCIETA’, TORTELLINI E MUSICA DA CAMERA: INTERVISTA DOPPIA A ROBOX E ZEUS!

 
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20 Febbraio 2018
 

Il 20 gennaio fa sono andato a sentirmi Robox e ZEUS! allo Smartlab di Rovereto (unica data in Trentino).
Robox è un progetto Jazzcore/Math-core nato circa un paio di anni fa, con membri degli One Dimensional Man e Il Teatro Degli Orrori, che non ha ancora realizzato un album, anche se sono in procinto nel farlo (ma in compenso nel loro profilo soundcloud ci sono una manciata di pezzi); gli ZEUS! invece sono una band math che bazzica nella penisola da ormai un po’ di anni, con due album alle spalle ed esperienze in altre band (tra cui i Calibro 35), dimostrando di conoscere alla perfezione la materia.
Dopo le loro esibizioni sono andato a scambiare due chiacchiere veloci con loro.

ROBOX:

LEGENDA:

G = Gioele Maiorca (Indie For Bunnies)
C = Carlo Veneziano (Chitarra)
F = Francesco Valente (Batteria)

C: Noi siamo Robox, siamo una band che suona in strumentale, io e Cesco (il bassista, non presente all’intervista) veniamo da Treviso, mentre Franz viene da Trieste.

G: Perché Robox?
F: Sono gli automi, qualcosa che va avanti da sola, il lavoratore.
C: Ci esprimiamo anche attraverso la musica e anche la roboticità della società moderna. Possono esserci vari livelli di lettura.

G: Come vi definite?
F: Dai pezzi che abbiamo fatto ci definiamo Jazzcore. Non facciamo né Jazz ne Hardcore, però può dare l’idea di questo incontro di generi molto diversi.

G: Qual è il vostro cibo preferito?
F: Gli involtini primavera.
C: L’insalata alle mandorle.

G: Cosa ne pensate della politica?
F: Sono tutti dei furfantelli, anche se la seguo indirettamente.
C: Se mi chiedi com’è la politica adesso è esibizionismo, è così che attualmente viene espressa.

G: Avete qualcosa in programma per il futuro?
C: Abbiamo in programma di registrare un album, siamo un gruppo che fa poche cose mirate.

ZEUS!

LEGENDA
G = Gioele Maiorca (Indieforbunnies)
L = Luca Cavina (Bassista)

L: Dati anagrafici: Luca Cavina, nato a Casa San Pietro il 13/12/1981

G: Perché ZEUS?
L: L’intuizione è venuta a Paolo (il batterista, che non era presente all’intervista NdR), chiaramente è il nome della divinità, ma invece è partito da un tipo di petardo, molto più potente dei miniciccioli. Insomma c’è venuto in mente prima il petardo che la divinità.

G: Come vi definite?
L: In generale la cosa di definirci non l’abbiamo mai voluta fare, quantomeno con le etichette. Ci piace di più il fatto che in chi ascolta la nostra musica riusciamo anche a rievocare delle musiche lontane da quello che facciamo nello specifico, nel senso che abbiamo degli ascolti molto differenziati e magari delle cose molto lontane ci influenzano nel progetto ZEUS!; è successo che a Brixton un ragazzo ci ha fermato dicendo “Cavolo, ma quello che ho sentito sembra musica da camera contemporanea, nei vostri concerti dovreste mettere le poltrone per sedersi”. Nel senso, è chiaro che se vedi un nostro live da un punto di vista attitudinale non lo diresti mai, però in realtà ascoltiamo molta di quella roba che ha detto il ragazzo e quindi evidentemente ha intuito da dove veniamo.

G: Qual è il tuo cibo preferito?
L: Il mio cibo preferito potrebbe anche essere il mio batterista. No, scherzo, essendo che sono emiliano-romagnolo, esattamente sul confine, direi i tortellini imolesi, più grossi rispetto a quelli normali.

G: Avete qualcosa in programma per il futuro?
L: Diciamo che abbiamo qualcosa in programma per il futuro immediato, abbiamo un tour a maggio con i Valerian Swing, dobbiamo registrare un brano con M¥SS Keta – fa strano dirlo, ma sì – e abbiamo anche intenzione di fare qualcosa per il disco nuovo, ma solo quando sarà il momento giusto.

 

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