OGGI “WAR” DEGLI U2 COMPIE 35 ANNI

 
Tags: ,
28 febbraio 2018
 

Cosa succede ad un teen ager in cerca di novità musicali se si imbatte in un album come “War” degli U2? E’ difficile da dire ex post senza cadere nella retorica di terza mano. Cercherò di farlo in maniera sintetica raccontandolo in prima persona. All’epoca la tecnologia non ti permetteva di accedere agli album quando uscivano quindi per sapere cosa c’era di nuovo chiedevi a qualche amico oppure andavi di tanto in tanto a vedere la vetrina del negozio più fornito della città, di solito indietro di qualche mese (se non anno) sulle uscite UK. Già l’Italia aveva un ritardo fisiologico, Bolzano poi non ne parliamo.
D’un tratto, però, ricordo mi colpì quella faccia di bambino incazzato sulla copertina del vinile. Chi erano quelli? Da dove venivano? Che musica facevano. Dopo qualche tempo recuperai una cassetta registrata piuttosto male e capii che si trattava degli stessi di “October”. E nacque l’amore adolescenziale…

In an apartment on Times Square
You can assemble them anywhere
Held to ransom, held to pay
A revolution every day
U.S.S.R., D.D.R.
London, New York, Peking
It’s the puppets,
It’s the puppets pulling the strings

Il mondo bellicoso affrontato da Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. risulta adesso piuttosto datato: l’Irlanda non ha più la sua armata rivoluzionaria (I.R.A.), la DDR è tornata ad essere Germania e l’Unione Sovietica si è divisa.
Ma la musica di sottofondo seppe lasciare il segno e segnare l’ascesa dei ragazzi venuti dalla pioggia, un sound semplice, ripetitivo, con tratti distintivi quali le ottime capacità vocali di Paul Hewson, i riff armonici di chitarra di The Edge al secolo David Ewans e la batteria roboante di Larry Mullen.
Rispetto ai primi due album della band, piuttosto banali, il sound di War fa un piccolo passo in avanti risultando però decisivo. Ad esempio l’alternanza del pianoforte e della chitarra in “New Year’s Day” rende un brano piuttosto semplice una rock-track ballabile. La batteria attorcigliata di “Sunday Bloody Sunday” diventerà qualcosa di simile a “We Will Rock You” dei Queen, qualcosa che da sola ricorda il brano.
Anche ballate quali “Drowning Man” e “40” scalderanno gli animi dei adolescenti per alcuni decenni a venire.

Pur se piuttosto asciutto nella forma, l’album prodotto da Steve Lillywhite risulta maturo anche a distanza di 35 anni e riesce ancora a sorprendere.
E non meravigliamoci se riascoltandolo oggi, col senno di poi, vi sorprenderete a canticchiare:

I will be with you again
I will be with you again

Data di pubblicazione: 28 febbraio 1983
Tracce: 10
Lunghezza: 42:03
Etichetta: Island
Produttori: Steve Lillywhite

Tracklist
1. Sunday Bloody Sunday
2. Seconds
3. New Year’s Day
4. Like a Song…
5. Drowning Man
6. The Refugee
7. Two Hearts Beat as One
8. Red Light
9. Surrender
10. 40

 

Oggi “A Storm in ...

Quando i Verve diedero alle stampe il loro album di debutto, esattamente 25 anni fa (21 giugno 1993), qualcosa di eccitante e sconvolgente ...

Oggi “Synchronicity” dei Police ...

Il titolo del quinto e ultimo album prodotto dai Police, “Synchronicity”, è un chiaro riferimento al principio di sincronicità ...

Oggi “Acido Acida” dei ...

Come spesso accade guardandoci indietro e constatando delle ricorrenze, si resta increduli dalla velocità con cui ogni cosa è stata ...

Oggi “Hail To The ...

Il tempo scorre veloce, così tanto che ti guardi indietro e ti rendi conto che sono già 15 gli anni trascorsi dall’uscita di un album ...

Oggi “The Good Will ...

Contestuale all’uscita del settimo lavoro in studio “Love Is a Basic Need”, i fratelli McNamara e soci hanno annunciato ...