I GENGAHR, LA LORO PSICHEDELIA SPENSIERATA IN MEZZO ALLA NATURA E A CONCERTI SEGRETI.

 
9 marzo 2018
 

In occasione dell’imminente uscita del nuovo album “Where Wildness Grows” abbiamo chiacchierato con Danny Ward il batterista dei Gengahr, band inglese che è sulla scena psichedelica dal 2013. Amici degli Alt-J, stupiscono con questo disco ricco di riferimenti alla natura e alla libertà e ai paesaggi incontaminati. Ecco, qui sotto, cosa ci ha raccontato Danny mentre si trovava in metropolita a Londra, dal disco al creare musica e alla libertà di suonare!

Ciao ragazzi, come andiamo? Dove vi trovate?
Tutto bene, siamo sulla metropolitana di Londra!

Ho avuto la possibilità di ascoltare il nuovo album, è molto eterogeneo e frizzante! Come vi sentite all’imminente uscita?
Penso che tutti noi ci sentiamo un po’ preoccupati come chiunque quando rivela qualcosa alla quale ha lavorato instancabilmente per così tanto tempo. Ma ovviamente estremamente orgogliosi di quello che abbiamo creato ed eccitati all’idea che tutti ne potranno godere.

Stavo ascoltando il vostro primo album e ho scoperto che le canzoni come “Embers” è molto sperimentale, la linea di basso groovy che a volte si ritrova anche in canzoni come “Carrion”… Cos’era quello che stavate cercando al momento dell’uscita di “A Dream Outside” nel 2015 e cosa state cercando ora?
Quando stavamo scrivendo e registrando il primo album era davvero una sperimentazione su temi, idee e con strumenti che non avevamo mai utilizzato prima. Non sapevamo davvero cosa stavamo facendo, il che è stato estremamente emozionante, saltare nell’ignoto. Abbiamo imparato molto nel processo di produzione e il risultato ottenne molto più di quanto ci aspettassimo. Ora, avendolo fatto una volta, c’è stata, per la creazione del secondo album, molta più pressione, anche per le aspettative della gente, ma basta credere in ciò che si fa! Può essere facile ripiegare su metodi che ti fanno sentire a tuo agio, ma penso che sia davvero importante spingersi fuori dalla tua comfortzone, ed è li che le idee veramente emozionanti si nascondono.

Mi piace molto lo stile delle copertine degli album.  Ma da dove vengono? Arrivano da qualcuno di voi che ha delle paint vibes ? Èd è lo stesso tipo di pittura del video di “Carrion”?
È Hugh [Schulte bassista del gruppo ndr] che dipinge le cover. All’inizio abbiamo avuto l’idea per l’album dell’immagine di una natura molto libera e sciolta che si è davvero espansa durante tutto il corso della registrazione e quindi artwork e musica sono cresciuti insieme. Penso che la nascita della musica e dell’arte percorra simili tracciati quando si costruisce qualcosa che all’inizio è molto semplice e mano a mano evolve in qualcosa di molto più completo e sviluppato che si ha coltivato lungo il percorso. Ancora una volta, i video di “Carrion” e “Mallory” sono stati ideati con un animatore per continuare sul tema della natura e della pittura estetica.

Ascoltando il vostro nuovo album “Where Wildness Grows” e quello del 2015, ho notato che il nuovo sembra esser più chiaro, più pulito. Più tropicale per esempio “Before Sunrise”. È cambiato qualcosa nell’approccio che avete con il fare musica?
Il processo di scrittura della musica non è cambiato troppo. Noi abbiamo cercato di creare il maggior numero possibile di idee e poi prendere quelle che ci emozionavano di più per poterle sviluppare nella sala prove. Eravamo abituati a fare la produzione del disco noi stessi, quindi per il processo di registrazione del nuovo album è stato entusiasmante lavorare in studio a fianco di un produttore. È stata una grande esperienza avere qualcuno al di fuori della band, che portava idee e competenze al progetto. A volte avere quella voce in più nella stanza può davvero aiutare.

Per quanto riguarda il video di “Before Sunrise”, che davvero trasmettere pace e good vibes, mi piace il punto di vista che si è dato alla crew di ragazzi, creano situazioni semplici stando insieme. Perché avete scelto Casablanca per girare il video?
Before Sunrise” è una canzone che parla di libertà e di fuggire che si può sperimentare perdendosi nella notte; gli Anfa Riders dal Marocco sembrano vivere gli  stessi ideali di sentirsi senza limiti e sentirsi liberi cavalcando le  loro moto. Credo che la canzone abbia una calda atmosfera estiva e Casablanca con il sole al tramonto era lo sfondo perfetto.

Com’è stato avere collaborare con Ellie Rowsell dei Wolf Alice?
Volevamo espandere il nostro suono con questo disco e avere una voce ospite  era un’ idea che ci interessava da tempo, soprattutto una voce femminile.  Siamo grandi fan del canto di Ellie e pensavamo che sarebbe stata una grande aggiunta all’album.

Ho visto che avete suonato a Dijon in Francia una intimate session . Allora mi chiedevo com’è esibirsi in un festival (ad esempio a Glastonbury) e in un luogo più piccolo come un pub? È diverso il vostro rapporto con il pubblico?
I concerti possono avere impostazioni molto diverse, ma anche se si sta tuonando sul palcoscenico di un festival o stai suonando un concerto più intimo per una più piccola folla è sempre un brivido per noi.

Siete pronti per il tour? Cosa dovrebbero sapere i fans prima di venire ad un vostro concerto?
Il tour è qui dietro l’angolo e siamo davvero gasati! I fan possono aspettarsi un sacco di materiale nuovo e alcune canzoni sarà la prima volta per chiunque dal vivo, abbiamo lavorato sodo per ottenere lo show che è oggi e ora siamo pronti per mostrarlo a tutti.

L’ultima domanda, se dovessi scegliere solo un brano dal nuovo album, quale sarebbe ? Il mio preferito è “Left in space”!
Questa è una decisione difficile!!La mia canzone preferita cambia ogni volta e credo sia una cosa buona, credo! Al momento è “I’ll be waiting”.

Grazie Ragazzi, buon tour e ci vediamo il 7 aprile al Covo Club di Bologna!

 

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