OASIS: LA TOP 10 DELLE B-SIDES

 
13 marzo 2018
 

Si sarà capito che ho una “passionaccia” per la saga dei fratelli Gallagher, d’altronde lo struggimento dato da scelte e rinunce nella precedente lista che riguardava i dieci migliori singoli della storia degli Oasis è lì a testimoniarlo… Sono davvero troppe le belle canzoni che il gruppo è stato in grado di regalarci, al punto che, come suggerito da qualcuno, mettendo in fila le loro B-sides, altri al loro posto c’avrebbero costruito intere carriere. Con Liam di passaggio anche in Italia per presentare in tour le canzoni del suo esordio solista (che tutto sommato apprezzo pur essendo lontano da quanto fatto insieme a Noel e soci) la nostalgia canaglia è tornata a bussare alla mia porta, dandomi il gancio per farvi (ri)scoprire altre meraviglie.
Ho voluto provare così a mettere in fila queste perle ai più nascoste: ecco di seguito le 10 migliori B-sides degli Oasis

10 – FADE AWAY

1994, da “Cigarettes and Alcohol”

Probabilmente rimasta fuori dalla scaletta per esubero, vista la grande prolificità di Noel Gallagher nella primissima fase del gruppo. E’ una canzone che aveva tutti gli ingredienti per ben figurare nel debut album della band con i suoi suoni sonici, sferraglianti e vibranti. Ma una prassi del periodo per molte band, non solo inglesi, era proprio quella di sfornare ottimi lati B… e questo appunto è solo l’inizio della nostra graduatoria.

9 – LET’S ALL MAKE BELIEVE

2000, da “Go Let It Out”

Un bel salto temporale ed eccoci giunti in un primo periodo di “restaurazione” del gruppo, o a vederla da un’altra prospettiva, di “nuova vita”, visto il cambio repentino di line-up e nuovi equilibri. Questo pezzo non sfigura certo al cospetto del “titolare” del singolo, battendolo anzi per linea melodica e dolcezza.

8 – TALK TONIGHT

1995, da “Some Might Say”

Canzone di grande classe, amatissima dai fans per la sua aura intimista e l’atmosfera che è in grado di evocare. Un Noel in stato di grazia, in veste pure di cantante, in una fase in cui forse non era ancora così conscio delle sue qualità di lead voice. Anche se presto questa cosa verrà confutata dalla presenza di una signora ballad che andrà a comporre l’album “What’s The Story…”

7 – HALF THE WORLD AWAY

1994, da “Whatever”

Tra primo e secondo album  gli Oasis non hanno voluto far perdere ai loro sempre più numerosi fans le notizie e soprattutto le delizie. Prova ne è questo lato B delizioso, magari meno dirompente di “Whatever”, canzone scelta a rappresentare il singolo, ma di certo non meno emozionante.

6 – STEP OUT

1995, da “Don’t Look Back In Anger”

Una canzone scanzonata, diretta, senza fronzoli, esemplificativa della straordinaria vena compositiva di Noel al periodo. Scartare qualcosa dal “famoso” album del ’95 non era cosa semplice e la “sfortuna” di questa canzone è che, seppur notevole in ambito britpop, mai avrebbe potuto competere con la titolare del singolo, passata ai posteri per future generazioni da qui a probabilmente l’eternità.

5 – STAY YOUNG

1997, da “D’You Know What I Mean?”
Al primo ascolto l’impressione è che questa canzone fosse quella perfetta per rappresentare al meglio la band dei fratelli Gallagher in tutte le sue sfaccettature. Irruente, sfrontata, immediata, e con un testo semplice, innodico, di quelli in cui tanti giovani potevano ben riconoscersi. Difatti, pur essendo una B-side, è tra le loro più amate e conosciute canzoni, oltre che spesso presente in illuminati dj set.

4 – ACQUIESCE

1995, da “Some Might Say”

Canzone assolutamente trascinante, dall’andamento rockeggiante, così come l’attitudine e l’interpretazione sublime di Liam suggerisce, ma dalla carica clamorosamente pop, come si evince dalle melodie vincenti e dall’insita vivacità. A mio parere tra l’altro è uno degli episodi in cui meglio si amalgamano le voci dei due fratelli.

3 – GOING NOWHERE

1997, da “Stand By Me”

Se pensiamo che molti critici hanno storto il naso all’uscita di “Be Here Now”, proprio perchè a detta di molti gli Oasis sembravano essersi seduti prematuramente sugli allori dopo due album clamorosi, beh, allora forse fu un errore quello di non inserire in scaletta un brano di rara intensità e bellezza come “Going Nowhere”, dove anche il songwriting di Noel appare più maturo e meno stereotipato.

2 – IDLER’S DREAM

2002, da “The Hindu Times”

Una dichiarazione d’intenti appena sussurrata ma che arriva al cuore dell’ascoltatore, toccando corde recondite e profonde. Noel si mette a nudo e dimostra di non aver smarrito la sua musa ispiratrice. Commovente.

1 – THE MASTERPLAN

1995, da “Wonderwall”
Scelta che mi rendo conto può apparire scontata, ma in fondo cos’era passato per la testa ai discografici per relegare a b-side un brano come “The Masterplan”? Si tratta di una canzone pop stupenda, in grado di competere con i classici del gruppo, grazie a una musica che da lieve e melanconica si fa maestosa nel ritornello, per via di un arrangiamento sublime. Il cantato di Noel poi è davvero sentito, l’interpretazione sincera e accorata. Il fatto che comunque lo sia diventata un “classico”, significa che a volte la forza di un brano, la capacità di emozionare, di significare qualcosa prevarica anche scelte razionali e logiche come possono essere quelle legate alla scelta di una scaletta per un disco. Che poi, chiaro, quel disco si chiama “(What’s The Story?) Morning Glory”, uno dei migliori della storia del pop inglese, ma in fondo bastava aggiungere una traccia, o no?

 

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