ARCTIC MONKEYS: LA TOP 10 BRANI

 
4 aprile 2018
 

Nell’attesa del nuovo album, che dovrebbe uscire a maggio, gli Arctic Monkeys di Alex Turner faranno visita anche in Italia per due imperdibili concerti: il 26 maggio a Roma e il 4 giugno a Milano.
Quale occasione migliore per ripercorrere la loro straordinaria carriera in 10 canzoni?

Ecco quindi la mia Top Ten della band di Sheffield.

Bonus Track – FAKE TALES OF SAN FRANCISCO

2006, da “Whatever People Say I Am,That’s What I’m Not”

Si parte inevitabilmente dal primo album, generoso di brani da mandare a memoria e divenuti poi dei classici dell’indie rock del nuovo millennio. In questa scanzonata “Fake Tales of San Francisco” si vagheggia sornioni tra sogni e ironia.

10 – MARDY BUM

2006, da “Whatever People Say I Am, That’s What i’m Not”

L’onore di aprire la nostra lista spetta a una delle canzoni più dolci del debutto da record del gruppo britannico (“Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not”), capace di bruciare ben 364.000 copie in una settimana, stracciando così il record degli Oasis che resisteva da 12 anni, quando i fratelli Gallagher diedero alle stampe “Definitely Maybe”.
L’esibizione presa da You Tube è quella del Festival di Glastonbury 2007

9 – TEDDY PICKER

2007, da “Favourite Worst Nightmare”

Una canzone ben caratteristica della prima parte della carriera dei 4 ragazzi di Sheffield. Al basso non c’è più Andy Nicholson, la cui natura poco si sposa col successo sempre più crescente della band, sostituito dall’amico Nick ‘O Malley. Suoni garage e attitudine 70’s la fanno da padrone.

8 – CRYING LIGHTNING

2009, da “Humbug”

Nonostante qualche oscurità emersa tra le pieghe di “Humbug”, terzo lavoro in studio degli Arctic Monkeys, sono tra coloro che, pur amandoli nei primi due album, che sprizzavano energia da tutti i pori, furono poi colpiti positivamente dalla svolta rock più tendente alla psichedelia. Una canzone come “Crying Lightning”, anticipatrice del disco, mette subito le carte in tavola, presentandoci una band più matura anche nell’atteggiamento.

7 – FLUORESCENT ADOLESCENT

2007, da “Favourite Worst Nightmare”

Uno dei singoli più noti della band, tratto dal secondo album “Favourite Worst Nightmare”, e anche una delle canzoni più amate del gruppo, musicalmente un po’ ingenua ma altresì trascinante, oltre che una delle più melodiche. Come titolo suggerisce, la tematica è dai toni giovanilistici (e non potrebbe essere altrimenti, visto che ai tempi del disco d’esordio Turner e compagni avevano 20 anni) con il leader che si rivolge a una ragazza, volendola quasi confortare e rassicurarla riguardo le prime delusioni amorose che la vita le ha riservato.

6 – WHY’D YOU ONLY CALL ME WHEN YOU’RE HIGH?

2013, da “AM”

Canzone d’amore “sballata” di Turner, ammonito da una ragazza che gli rinfaccia di cercarla al telefono solo quando è su di giri. Il video “visionario” è forse un po’ didascalico nel mostrarci il leader nel suo buffo incedere ubriaco. La musica cadenzata ben si presta all’argomento.

5 – SUCK IT AND SEE

2011, da “Suck It And See”

Canzone che dà il titolo al quarto disco del gruppo e che musicalmente è tra le più ariose, sia per il cantato meno aspro rispetto agli esordi che per la musica leggiadra. Eppure nel testo Turner si mostra più audace che romantico, intento a conquistare la donna dei suoi sogni.

4 – MY PROPELLER

2009, da “Humbug”

Brano che apre “Humbug” e che da subito ci fa capire che qualcosa è cambiato nel suono del gruppo, ora più elaborato e oscuro, meno dirompente e brioso. Sublime la chitarra di Jamie Cook, mai così minacciosa, a dettare l’atmosfera del brano, pervadendola di austera magia.

3 – WHEN THE SUN GOES DOWN

2006, da “Whatever People Say I Am, That’s What i’m Not”

Autentico cavallo di battaglia dal vivo, “When The Sun Goes Down” mischia melodia e rumore, conquista da subito i fans inglesi bissando l’exploit del singolo d’esordio e finendo al primo posto della Uk Single Chart. L’hype attorno agli Arctic Monkeys sale a livelli clamorosi. Il testo è uno dei più narrativi scritti da Alex Turner, una storia di degrado che vede come protagonista (ancora una volta) una giovanissima ragazza.

2 – R U MINE

2013, da “AM”

Facciamo un grande salto temporale e veniamo a quello che fu il singolo di lancio dell’ultimo album pubblicato da Turner e soci. Lavoro che impone gli Arctic Monkeys come uno dei fenomeni più interessanti del rock contemporaneo. Il ritorno al grande successo è evidente anche dagli oltre 187 milioni di views del video su You Tube. “R U Mine” condensa al meglio le istanze più primitive della band, con i suoi suoni grezzi e il bel tiro, senza eccedere nelle cupezze di “Humbug”.

1 – I BET YOU LOOK GOOD ON THE DANCEFLOOR

2006, da “Whatever People Say I Am, That’s What i’m Not”

Che dire? Con un simile singolo d’esordio, la strada verso il successo globale del gruppo parve da subito in discesa. Trascinante, energica, diretta, urgente, con gli efficaci controcanti del batterista Matt Helders, autentico motore del gruppo, è una canzone in cui tutti i giovani potevano riconoscerci. Ed è ancora adesso capace di fare impazzire la gente nei dancefloor di tutto il mondo.

 

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