“E’ PIACIUTA A TUTTI L’IDEA DI TORNARE ALL’HIGH SCHOOL E FARE UN DISCO ROCK”. L’INTERVISTA CON I MASTERSYSTEM.

 
4 aprile 2018
 

I Mastersystem sono un gruppo composto da due coppie di fratelli, Grant e Scott Hutchison (Frightened Rabbit) e Justin (Editors) e James Lockey (Minor Victories). Questa collaborazione, nata nel 2016, ha portato ora alla pubblicazione di un album, “Dance Music”, in uscita il prossimo 6 aprile via Physical Education Recordings. Noi di Indieforbunnies.com abbiamo contattato la band britannica via e-mail e ci siamo fatti raccontare maggiori dettagli sulla creazione di questo progetto, sul loro esordio, sul titolo del disco, sulle loro ispirazioni e sui loro programmi per il futuro. Ecco cosa ci hanno detto:

Ciao, come state? Benvenuti sulle pagine di Indieforbunnies.com. Per prima cosa potete raccontare ai nostri lettori com’è nata l’idea di formare questa nuova band?
Ciao. Stiamo bene, grazie mille. I fratelli Lockey hanno lavorato su queste tracce piene di chitarre fuzzy per un paio di settimane prima di inviarmele. E’ piaciuta a tutti l’idea di tornare all’high school e fare un disco rock. Dato che le nostre altre band sono cresciute in una maniera molto diversa, questo è stato un cambiamento di tono importante per tutti noi. Loro hanno inviato questi brani a me e a Grant e noi abbiamo semplicemente aggiunto le nostre idee personali. E’ stato qualcosa di rapido e indolore, che per me è una vera novità.

Tutti voi avete anche altri progetti: vi posso chiedere come avete fatto a trovare il tempo per registrare questo nuovo album?
Non volevamo affaticare il processo e la risposta più onesta è che per mettere insieme le canzoni non ci è voluto molto tempo. Credo che Justin abbia tirato tardi per qualche notte per editare i pezzi prima del mixing, ma quel ragazzo non smette mai di lavorare in ogni caso. I testi e le melodie sono stati scritti in una settimana, mentre le registrazioni sono durate cinque giorni.

La vostra band è formata da due coppie di fratelli: credete che questa cosa abbia influenzato in qualche modo il vostro processo di scrittura?
Credo che la famigliarità di lavorare con un fratello possa rendere le cose più facili e più difficili allo stesso tempo. Ci sono alcuni battibecchi, ma non si va oltre. Sto lavorando insieme a Grant da oltre una decina d’anni così abbiamo una vicinanza simile a uno strano matrimonio. Se i Lockey fossero sposati tra loro, ora sarebbero definitiavemente divorziati.

Editors, Minor Victories, Frightened Rabbit: quali sono stati i principali elementi delle vostre altre band che avete messo in questo disco?
Per me è stato uno sforzo stare troppo lontano dalla classica “Rabbit-ness”. Queste canzoni avevano bisogno di contenuti che fossero più conflittuali, meno ponderati e più liberi. Questa è un’altra ragione per cui non ho lavorato troppo a lungo sulle parole, perché per me le tracce strumentali avevano un tale slancio spericolato e non volevo rovinarlo con dei contenuti lirici studiati. Parla di seguire un sentimento e non pensarci troppo.

Mi piace molto il titolo del vostro album, “Dance Music”, ma non credo che abbia molto a che fare con ciò che si puo’ ascoltare sul disco: come mai avete scelto questo titolo? Da dove proviene? Che significato ha per voi?
Ovviamente non è affatto dance music. Prima e soprattutto è un po’ uno scherzo. Questa musica non si adatta al clima di ciò che è popolare oggi. Infatti è uno sforzo concentrato per essere esattamente l’opposto. Forse solo con un side project è ok fare musica che sia così poco cool!

Quello che mi ha più sorpreso, quando ho ascoltato “Dance Music” per la prima volta, è stato il drumming di Grant. Non credo di aver mai ascoltato qualcosa di così pesante nei dischi dei Frightened Rabbit: è stato qualcosa fatto intenzionalmente o è stata una cosa che è uscita in maniera naturale?
E’ stato davvero molto naturale. Non credo che nessun altro stile fosse adatto per la musica che si trova su questo disco. Justin mi aveva già data un’idea molto buona di ciò che stava cercando e, dopo il primo ascolto, ero già sicuro di dove sarei voluto andare. Quando stavo registrando con James mi ha detto di incarnare il David Grohl che avevo al mio interno, quindi quella era una direzione abbastanza ovvia da prendere. E’ stato bello non pensare troppo alle cose e sedersi e colpire la batteria. Con i Frightened Rabbit gran parte del processo prevede parti revisitate o considerare quali parti extra possono essere aggiunte per complimentare quello che accade, mentre questo è stato più un caso di sedersi e suonare cià che ci fa stare bene.

Mi piace veramente molto la voce di Scott, ma questa volta, a parte nella conclusiva “Bird Is Bored Of Flying”, anche se è ancora piena di passione non riesco a trovare la natura epica delle canzoni dei Frightened Rabbit: è una cosa che è stata fatta di proposito?
E’ stata una cosa fatta di proposito e hai centrato il punto dicendo che “Bird Is Bored Of Flying” è la canzone che suona più come i Frightened Rabbit. Era una melodia troppo bella per essere buttata. Il punto centrale di un side project è quello di allungare un muscolo diverso. Ovviamente la mia voce è la mia voce, non posso nasconderla, ma volevo essere più aggressivo su questo disco, volevo che fosse meno “ben cantato”. Inoltre abbiamo fatto solo tre registrazioni per ogni traccia vocale e abbiamo preso le parti migliori, quindi non eravamo troppo esigenti riguardo ai momenti fuori tono o alle parti leggermente incomplete. Sembrava avere senso regredire anche in quel modo.

Parlando dei testi, di che cosa trattano? Da che cosa avete preso l’ispirazione, mentre stavate scrivendo?
Per me questo album è stato come prendere quel sentimento grezzo di angoscia adolescenziale e aggiornarlo per descrivere come ci si sente a trentacinque anni e ancora fare un po’ di casino. L’ispirazione è venuta da molti whisky e da pause tempestive per fumare fuori dalla finestra, considerando dove ero a quel punto e chiedendomi quale fosse il punto di tutto.

Come funziona il processo creativo nella vostra band? C’è una persona in particolare che scrive la musica o i testi?
E’ qualcosa di molto separato rispetto ai fratelli Hutchison. Ci sono state mandate queste tracce quasi completamente formate e io ho scritto su quello che mi è stato dato, mentre Grant ha messo il suo timbro sulle parti di batteria. Non voglio nemmeno sapere dell’oscuro processo in cui sono andati i fratelli Lockey. Meglio non chiedere.

Quali sono i vostri programmi dopo che il vostro disco sarà pubblicato? Andrete in tour in Europa nel 2018? C’è la possibilità di vedervi dal vivo qui in Italia nei prossimi mesi?
Non siamo ancora sicuri di quali programmi ci sono per l’Europa. Abbiamo tutti altri impegni, quindi è difficile trovare il tempo per andare in tour, ma se c’è qualche offerta, si potrebbe fare. Ci piacerebbe venire in Italia!

Avete qualche nuova band o musicista interessante da suggerire ai nostri lettori?
Mi è piaciuto molto l’album di un produttore francese chiamato Rone. Non credo che sia nuovo, ma è nuovo per me e mi piace molto. Ottima miscela di suoni organici ed elettronici.

Un’ultima domanda: potete scegliere una vostra canzone da usare come soundtrack per questa intervista?
Che ne dici di Old Team?

 

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