KING GIZZARD & THE LIZARD WIZARD
Gumboot Soup

[ Flightless – 2017 ]
7.5
 
Genere: Jazzy, Metal, Prog, Microtonal Rock, Art Rock
 
18 Aprile 2018
 

Mantenere le promesse è un casino, almeno per quanto riguarda la mia persona, faccio sempre fatica perché solitamente, per casi di forza maggiore, non riesco a rispettare la parola data, ma, questo giro, i King Gizzard & The Lizard Wizard hanno rispettato ciò che avevano detto, ovvero sfornare 5 album in un anno. Rimasi incredulo al tempo, molto semplicemente perché, con tutti i tour con cui avrebbero avuto a che fare, difficilmente avrebbero avuto il tempo di registrare…ma, sapete quanto è bello sbagliarsi?! In un “lontano” freddo e grigio mattino di capodanno esce l’ultimo album dei King Gizzard del 2017 “Gumboot Soup”.

Il titolo dice tutto, un bella zuppa ricca delle cose più disparate: molto semplicemente ogni traccia dell’album è un genere differente, partendo ad esempio dalla prima, “Begginer’s Luck”, una delle canzoni più belle, molto “beatlesiana”, che strutturata così ti rimane per forza in testa. Ci sono brani come “Muddy Water” che dentro “Polygondwanaland” sarebbero stati perfetti e delle tracce microtonali come “All Is Known” e “Greenhouse Heat Death” che nel contesto di quest’album ci stanno bene.

Però “Gumboot Soup” non è esente da difetti, contenendo, secondo me, la canzone più brutta fra i cinque album usciti nel 2017, ovvero “The Great Chains Of Being”. Cos’è sto obrobrio? Son serio, davvero, sembra una parodia delle canzoni metal degli anni ’80, ma riuscita male. In più voglio sottolineare una cosa (forse un delirio mio): in “I’m Sleeping In” si sente che nella registrazione qualcosa non va, man mano che la canzone va avanti sembra che il gain della batteria e del battere delle mani aumenti, non so se è voluto ma dà davvero molto fastidio.

Ascoltando “The Wheel”, con il rimando al futuro, beh, capisco che ci stiamo dirigendo verso un nuovo livello, sia della band, sia del mondo della (loro) musica e sono già pronto a divertirmi. Ascoltatevi “Gumboot Soup”, vi ritroverete a giocare d’azzardo con una mano più che fortunata, farete il bagno nell’acqua sporca e vi troverete sull’ultima oasi (musicale) rimasta al mondo.


Photo: Jamie Wdziekonski

Tracklist
1. Begginer's Luck
2. Greenhouse Heat Death
3. Barefoot Desert
4. Muddy Water
5. Superposition
6. Down The Sick
7. The Great Chains Of Being
8. The Last Oasis
9. All Is Known
10. I'm Sleeping In
11. The Wheel
 

Got Something To Say:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

 

Jamie T – The Theory Of ...

Il suo quarto album, “Trick”, era uscito a settembre 2016: da allora Jamie T aveva preparato ben 180 canzoni, scrivendole e ...

Hater – Sincere

Dopo quasi quattro anni dall’uscita di “Siesta”, a maggio gli Hater sono tornati con questa loro opera terza, pubblicata ancora ...

Dune Rats – Real Rare Whale

Tornano a farsi sentire i Dune Rats con questo loro quarto album, che arriva a due anni e mezzo di distanza dal precedente, “Hurry Up And ...

Traams – Personal Best

Dopo sette lunghi anni di attesa ecco finalmente tornare i TRAAMS con il nuovo attesissimo album. Una pausa davvero molto lunga considerato ...

Amanda Shires – Take It Like ...

Amanda Shires è sempre stata una ribelle nel mondo del country, non necessariamente rivoluzionaria nello stile ma decisa a non lasciarsi ...

Recent Comments