OGGI “MEZZANINE” DEI MASSIVE ATTACK COMPIE 20 ANNI

 
20 aprile 2018
 

Dopo aver sorpreso il mondo agli inizi degli anni novanta con album solari ed estroversi come “Blue Lines” e “Protection” i Massive Attack di Bob Del Naja aka 3D, Grant Marshall e Andrew Vowles tornano in sala di incisione per un nuovo capitolo della loro discografia: “Mezzanine”.

L’album viene prodotto dalla band nel proprio studio di Bristol, assieme a Neil Davidge, non senza problemi e dissidi interni tra i membri del combo. L’uscita infatti era inizialmente prevista sotto Natale del 1997 ma Del Naja continuava a tornare indietro sui suoi passi e remixava i brani in maniera ossessiva talvolta attorcigliandovisi sopra più volte. Spendeva giorni e nottate alla consolle in maniera inconcludente ed arzigogolata.
Il risultato lasciò gli ascoltatori ed i fans di tutto il mondo sbalorditi: un sound cupo, invernale, introverso. Un’elettronica pesante, arricchita di chitarre ossessive, un cantato femminile arioso sovrapposto a voci sussurrate da teatro degli orrori.
Ma il successo fu istantaneo ed il Bristol sound cominciò a fare davvero il giro del mondo. Ad oggi è l’album dei Massive Attack più venduto in assoluto e la critica lo giudica spesso come la migliore produzione del terzetto di Bristol.

Già l’incipit “Angel” mette subito le cose in chiaro: un ritmo lento incede su una batteria da cadenza cardiaca di un paziente in coma farmacologico. Poi sul brano si spalancano chitarre distorte sul campionamento rallentatissimo di “Last Bongo in Belgium” degli Incredible Bongo Band (ripreso anche dai Beastie Boys, dai Leftfield e dai St. Etienne). La voce è di Horace Andy, a scaldare una texture glaciale di sottofondo.
Segue “Risingson” dove una linea di basso esageratamente amplificata guida la voce sussurrata di Del Naja:

I seen you go down to a cold mirror
It was never clearer in my error
You click a shine upon your forehead or
Check it by the signs in the corridor
You light my ways through the club maze
We would struggle through the dub daze

Ma il brano capolavoro è il terzo: “Teardrop”.
Il brano ha alcune storie come background: la traccia vocale doveva inizialmente essere di Madonna con la quale i Massive Attack avevano collaborato all’arrangiamento del brano “I Want You”. Ma le preferirono Elizabeth Frazer, vocalist dei Cocteau Twins, per la sua voce più eterea che meglio si intersecava con la ritmica cadenzata come una goccia che scava il buco e la tessitura di arpeggi harpsichords. Il testo lo scrisse la stessa Frazer, proprio mentre ricevette la notizia dell’annegamento dell’amico Jeff Buckley, di qui forse la lacrima del titolo “Teardrop”.
Nel video del brano si vede un feto che canta il brano, a testimonianza della voglia un po’ macabra di stupire dei “ragazzi” inglesi.
Il quarto brano del disco è ancora una volta qualcosa di memorabile: un sound arabeggiante su di una ritmica roboante sulla quale si adagia di nuovo il sussurrato del vocalist di origini napoletane:

In my home no chrome as clear as
See me now with my nearest dearest
Been there when I’m over careering
Room shifting is endearing
Between us is our kitchen
Would you found my irritant’s itching
Been here before
Been here forever

Dopo quattro soli brani l’album ha già detto tutto. Il lato B dell’opera cala un pochino, anche se vi sono due ottimi passaggi della Frazer la cui voce si esalta sulle trame oscure dei Massive Attack: si tratta di “Black Milk” e “Group Four”.
Persino la cover di “Man Next Door” di Garnet Mimms vive una seconda giovinezza all’interno dell’album degli inventori del trip-hop, che la arricchiscono di un sample dei Led Zeppelin, “Where The Levee Breaks”.

Nei vent’anni successivi questo album è stato ripreso in spot pubblicitari, sigle di serie televisive, film e quant’altro da renderlo universalmente familiare.
Chiunque ormai conosce quel sound e ne digerisce il suo essere senza compromessi.
Se dovessi usare una metafora definirei Mezzanine come un vaccino: ci ha rinforzato il sistema immunitario inoculandoci suoni ed atmosfere estreme che ci hanno fatto apprezzare e comprendere altri tipi di musica che magari prima avremmo ignorato. Dopo averlo ascoltato (ripetutamente) sarete pronti per qualsiasi sonorità e vi accorgerete di aver ampliato i vostri orizzonti.
Obbligatorio.

Massive Attack – “Mezzanine”
Data di pubblicazione: 20 aprile 1998
Tracce: 11
Lunghezza: 63:29
Etichetta: Virgin
Produttori: Neil Davidge, Massive Attack

1. Angel
2. Risingson
3. Teardrop
4. Inertia Creeps
5. Exchange
6. Dissolved Girl
7. Man Next Door
8. Black Milk
9. Mezzanine
10. Group Four
11. (Exchange)

 

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