INDIANIZER
Zenith

[ EdisonBox – 2018 ]
7.5
 
Genere: Psych Rock, Word Beat, Word Fusion, Indie Electro
 
25 aprile 2018
 

Allora, parlare di questa band non è facile per molteplici motivi: sono un calderone di generi mischiati insieme, sono difficili da codificare e sono perfino italiani (cosa non indifferente), ma direi di partire dal principio, effettivamente, chi sono gli Indianizer?
Il gruppo nasce nel 2013, partorito dalle menti di alcuni psiconauti ispirati dai deliri selvaggi degli Animal Collective, dalle ritmiche tropicali dei Django Django, gli Os Mutantes e il movimento Tropicalia e il kraut-rock dei Can.(Fonte RockIt).
Adesso che ho ascoltato il loro lavoro posso dire che tutto sommato ci siamo e, allora, mettiamoci a parlare di questo “Zenith”, secondo disco per il gruppo di Torino.

Ascoltando la prima traccia dell’album ovvero “Dawn” la descrizione citata prima non mi sembrava coincidere col vero: si, è psych, ok, ma mi risultava un pezzo abbastanza normale”. Poi, come spesso accade, ho capito di sbagliare, perché, andando avanti con l’ascolto, vengo travolto da una valangata di Word Beat quasi innaturale rispetto alla traccia iniziale. Ecco che tutto quanto avevo letto sopra diventa immediatamente chiaro e lampante, ma sinceramente io ci trovo anche dell’altro, oltre a Django Django o Animal Collective, ovvero  King Gizzard & The Lizard WizardGoat. Vi starete chiedendo: “Ma sto qua è scemo? E’ impazzito? Non ci assomiglia per niente”, e invece sbagliate! Se ascoltate con attenzione si può riconoscere alcuni giri e suoni di album come: “Requiem” (appunto dei Goat), “Oddments” (dei King) oppure “Float Along – Fill Your Lougs” (sempre dei King Gizzard).

In conclusione “Zenith” è davvero un buon album, figlio di un approccio libero e fantasioso, che arriva forte anche all’ascoltatore, coinvolgendolo. Non riesco a trovare particolari difetti, se non per quella traccia iniziale che stona rispetto alla vitalità del resto. Per il resto voglio vedere come si svilupperà questa band: possono dire (e dare) ancora moltodi più, ne sono convinto e sopratutto sono curioso di vedere come  e se si svilupperà o modificherà il loro stile, magari con l’avvento di altri modelli da seguire.

Tracklist
1. Dawn
2. Hypnosis
3. Get Up!
4. Mazel Tov II
5. Hermanos Nascondidos
6. Bunjee Ginger
7. Bidonvile
8. Dusk
 
 

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