OGGI “MODERN LIFE IS RUBBISH” DEI BLUR COMPIE 25 ANNI

 
Tags: ,
10 maggio 2018
 

Damon arriva al posto giusto al momento giusto, questa volta si. Il primo album, “Leisure”, arrancava un po’, cercando di prendere gli ultimi bagliori di uno shoegaze popedelico in odore di ‘Madchester’, ma con il secondo il tempismo è eccellente. In America spadroneggia il grunge e in Inghilterra ci vuole una risposta seria, prima che le camicie a quadrettoni prendano il sopravvento. Gente come Luke Haines e Brett Anderson è già al lavoro, Damon (con la sparata “Popscene”) pure. E’ quello di cui l’Inghilterra ha bisogno: il brit-pop è in arrivo. Guarda caso nel 1993 usciranno proprio i debutti di Suede e The Autuers,  ma il 10 maggio arriva anche il secondo album dei Blur che cambia decisamente rotta rispetto all’esordio e sancisce il passaggio a un guitar-pop pimpante e ficcante, debitore di eroi come XTC, Jam, Small Faces o Kinks, ma che non disdegna qualche passaggio più popedelico e visionario, sancendo di fatto il primo esempio di quella variegata scrittura che poi accompagnerà per sempre la band, così come quella sapienza melodica decisamente fuori dal comune che sarà un marchio di fabbrica.

Il look cambia rispetto ai primi anni, il piglio ironico sale (mentre Brett e soci alzano il livello teatrale e drammatico) e la cultura della madrepatria è celebrata (con la giusta ironia però) a dovere, nei testi e nel sound. Perle ce ne sono, eccome, basti pensare a “For Tomorrow”, “Bulue Jeans”, “Chemical World” o “Sunday Sunday”, anche se, è giusto dirlo, non tutto funziona a dovere, sopratutto verso la fine dell’album che accusa un po’ di stanchezza.

La corsa dei Blur parte comunque qui, con gli eclettismi di Coxon e la frangetta deliziosa di Albarn, mentre Alex inizia a diventare quella specie di sex simbol incansapevole, un figo assurdo dall’aria perennemente disincantata. Una corsa che, dopo 25 anni, è ancora ammirevole.

Blur – Modern life Is Rubbish
Data di pubblicazione: 10 maggio 1993
Lunghezza: 58:57
Label: Food
Produttori: Blur, John Smith, Steve Lovell, Stephen Street

1. For Tomorrow
2. Advert
3. Colin Zeal
4. Pressure on Julian
5. Star Shaped
6. Blue Jeans
7. Chemical World
8. Intermission
9. Sunday Sunday
10. Oily Water
11. Miss America
12. Villa Rosie
13. Coping
14. Turn It Up
15. Resigned
16. Commercial Break

 

Oggi “Cure For Pain” ...

Ci sono album che si riconoscono da una sola nota. Basta il sassofono di Dana Colley in “Dawna” ad esempio, per sapere che stiamo ...

Oggi “This Is My Truth Tell ...

Per identificare quei gruppi che negli anni ’90 si presentarono sulla scena del rock-pop britannico sfacciati, istrionici ed ...

Oggi “August & Everything ...

Facciamo finta che dentro la discografia dei Counting Crows non ci sia il pezzo più importante della mia vita, sorvoliamo sul fatto che ...

Libri: Songbook – di Nick ...

“Songbook” – per l’editoria italiana “31 Songs” – è un libro selvaggio, e anche un pochino ...

Oggi “Last Splash” dei ...

Che band strana sono i (o le?) Breeders! Lo realizzo proprio ora che si celebra il quarto di secolo di questa pietra miliare, “Last ...