SUPERGRASS: LA TOP 10 BRANI

 
16 maggio 2018
 

Poche settimane fa vi abbiamo dato notizia del nuovo singolo di Danny Goffey, noto per essere l’ex batterista dei Supergrass, all’insegna di un pop molto piacevole, fresco e vivace – che non avrebbe sfigurato di certo all’interno del canzoniere del gruppo madre. Anche Gaz Coombes, che della band era voce e leader riconosciuto, ha annunciato il suo ritorno in pista con il terzo album da solista dopo le eccellenti prove di “Here Come the Bombs” del 2012 e “Matador” del 2015.
Nell’attesa dei loro nuovi album (per Goffey si tratterà dell’esordio su lunga distanza), ci è tornata fortissima la voglia di andare a riascoltare le canzoni dei Supergrass che, a detta di chi scrive, furono tra i massimi esponenti della “rinascita” del rock britannico di fine millennio. E non solo tra i riconosciuti big del britpop (grazie alla potenza fragorosa del singolo bomba “Alright”), dei quali seppero anzi smarcarsi in fretta proponendo di album in album delle felici variazioni sul tema universale del pop.

Ecco quindi la mia Top 10 dei migliori brani dei Supergrass

Bonus Track – ALRIGHT

1995, da “I Should Coco”

Proprio con la famosissima “Alright” vogliamo iniziare la nostra rassegna, inserendola però “fuori classifica”, come bonus, proprio per la straordinaria portata e risonanza che ebbe all’epoca. Scanzonata, leggera, irresistibile, proprio come quei tre ragazzini impertinenti che la interpretavano con assoluta naturalezza. Negli anni divenuta non solo un classico della band, ma rappresentativa di un genere (britpop) e di un periodo ben definito, i nineties.

10 – DIAMOND HOO HA MAN

2008, da “Diamond Hoo Ha Man”

Canzone d’apertura del disco eponimo, il sesto e ultimo di inediti dei Supergrass, ha indubbiamente un bel tiro e si dipana potente e spigolosa per tutta la sua durata.

9 – MARY

1999, da “Supergrass”

Terzo singolo tratto dal terzo album, si tratta di una canzone affascinante, misteriosa, evocativa, corredata inoltre da un azzeccato video dai toni noir tendenti all’horror.

8 – GRACE

2002, da “Life on Other Planets”

Uscita come singolo in un album un po’ disomogeneo (e che segnò una piccola prima flessione nelle classifiche di vendite), spicca in effetti per la sua carica positiva, la sua schiettezza e i suoi umori che rimandano ai primissimi imberbi episodi del gruppo.

7 – CAUGHT BY FUZZ

1995, da “I Should Coco”

Primissimo singolo della band, uscito nel 94 quando i tre componenti erano appena maggiorenni (il tastierista Rob Coombes, fratello di Gaz, che da sempre collaborava con loro, divenne membro ufficiale solo in seguito all’uscita del secondo album), mette in tavola gli ingredienti principali della “cura Supergrass” all’insegna di un pop senza fronzoli, sfrontato, ruvido e che si muoveva ben sospeso tra i mostri sacri Beatles e Rolling Stones, scusate se è poco!

6 – TALES OF ENDURANCE (PARTS 4,5 & 6)

2005, da “Road to Rouen”

Canzone che apre in modo sorprendente il quinto album e che mostra uno scarto evidente dal punto di vista puramente compositivo rispetto a quanto sentito in precedenza. Ci si muove leggiadri per altri sentieri, se ne tracciano di nuovi e nel mentre si avvertono tante atmosfere differenti.

5 – GOING OUT

1997, da “In It For The Money”

Inserita nel secondo album, quello della fragorosa conferma dopo l’esordio da primo posto in classifica, è caratterizzata da uno splendido arrangiamento che rimanda ai magici e psichedelici sixties.

4 – SUN HITS THE SKY

1997, da “In It For The Money”

Altro singolo contenuto nel fortunatissimo secondo album, dal provocatorio titolo, è uno degli episodi più solari (come già sta a suggerirci il titolo), trascinanti e liberatori fino allora realizzati. Splendido l’assolo di organo Hammond di Rob Coombes a spezzare in due la canzone.

3 – PUMPING ON YOUR STEREO

1999, da “Supergrass”

Canzone tra le più note dei Supergrass, grazie a un mix micidiale di rilevanti elementi: gli efficacissimi riff “stonesiani”, il cantato sicuro e declamatorio di un Gaz Coombes che gioca a fare il Mick Jagger, la sezione ritmica imperniata sul roboante basso di Mick Quinn, i magnifici coretti in sottofondo e un ritornello che ti si appiccica in testa. Il brano è indubbiamente rimasto nell’immaginario anche grazie al suo video per metà animato molto divertente.

2 – LATE IN THE DAY

1997, da “In It For The Money”

Parte delicatamente acustica (fatto piuttosto insolito), ed è già maledettamente affascinante, intrisa di magica malinconia, ma poi si dispiega in un esaltante ritornello in crescendo. E’ di fatto una canzone d’amore, che Gaz ci consegna con grande trasporto ed emozione.

1 – MOVING

1999, da “Supergrass”

Una perla assoluta, una canzone che si staglia su tutte le altre e che merita un posto d’elite tra le più belle in assoluto pubblicate nei mitici anni ’90. L’arrangiamento per archi è sublime, dona maestosità e solennità non appesantendo però il tutto, con il brano che si muove libero su più registri sonori. Il ritornello giunge maestoso e improvviso, a scuotere dall’ammaliamento iniziale. Chapeau!

 

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