DRINKS ‎– HIPPO LITE

[ Drag City - 2018 ]
7
 
Genere: Post punk, Art pop
 
25 maggio 2018
 

Il secondo lavoro dei Drinks sembra proiettarci alla fine degli anni 70, quando il rock e il punk si trasformavano in quello che poi sarebbe stato etichettato in modo semplicistico come New Wave.

Questa trasformazione, alimentata da una sperimentazione elettronica a volte anche eccessiva, finì col produrre una serie infinita di lavori, più o meno riusciti.
Alcuni artisti riuscirono ad esprimere, già dal primo album, una certa completezza e sicurezza stilistica come i Talking Heads con “Talking Heads: 77” o i Devo con “Q: Are We Not Men? A: We Are Devo! ”, mentre altri iniziarono con un sound in evoluzione, ancora grezzo, ma affascinante, come per esempio i Tubeway Army di Gary Numan o gli Adam and the Ants di “Dirk Wears White Sox ”.
I Drinks sembrano far più parte di questa seconda categoria, ci propongono un lavoro in bilico tra sperimentazione e riferimenti al passato, dando una sensazione generale ma ingannevole d’ improvvisazione.

L’utilizzo della chitarra e del piano crea un’atmosfera post-punk e se, alcuni brani strumentali come “If it” e “When I was young” sembrano suonare come un album demo di Laurie Anderson, altri come “Real Outside” e “Corner Shops” ricordano i Talking Heads, ma in una forma grezza come fossero registrazioni degli esordi mai pubblicati.
È chiaro che, da parte dei Drinks, questa è una precisa ricerca stilistica, come d’altronde la scelta della copertina del disco conferma, ma per quanto interessante l’intero lavoro convince solo a tratti.
Presley e Le Bon sono artisti brillanti e promettenti, sicuramente coraggiosi, tracciano un percorso ambizioso ma che ha bisogno di conferme e magari di liberarsi di una certa ruvidezza stilistica.

Il lavoro è stato registrato nel sud della Francia, a Saint Hippolyte du Fort, il titolo all’album “Hippo Lite” ne è chiaro riferimento, in un posto isolato dove la band si e divertita a registrare vari rumori e a inserirli nei brani.

I Drinks sono in fase evolutiva, l’unione tra Presley e Le Bon funziona, anche vocalmente, ma avrà bisogno di una svolta che li liberi dall’auto compiacimento e trasformi  le pietre  in diamanti, magari attraverso la produzione e la supervisione di un Brian Eno di oggi .

Tracklist
1. Blue From The Dark
2. If It
3. Real Outside
4. When I Was Young
5. In The Night Kitchen
6. Greasing Up
7. Corner Shops
8. If It... (Reprise)
9. Ducks
10. Leave The Lights On
11. Pink Or Die
12. You Could Be Better
 
 

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