GENE: LA TOP 10 BRANI

 
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5 giugno 2018
 

Eh si, ogni tanto la nostalgia per i Gene riaffiora. Ultimamente mi sono trovato a leggere i deliri di Morrissey e ho pensato bene di passare oltre, ascoltandomi qualcosa. Non gli Smiths, no, ma la band che per un momento sembrava davvero poterne raccoglierne in modo definitivo lo scettro (anche se poi Martin e soci hanno sempre detto di non amare i paragoni con il gruppo di Manchester, ma piuttosto Jam e Style Council), i Gene. Ho dei ricordi incredibili legati a questo gruppo, quelli li tengo per me, la top 10 invece la condivido. Sperando possa trovare la vostra approvazione.

LET ME MOVE ON

2001, dal singolo omonimo

Iniziamo dalla fine. L’ultimo singolo della band è una magnifica dimostrazione di vitalità, melodia e competenza guitar-pop: come se ci dicessero “il sipario si chiude” ma sentite un po’ che roba. Una delizia smithsiana che brilla di luce propria.

AS GOOD AS IT GETS

1999, da “Revelations”

“Revelations” è il disco della svolta nel look di Martin e della band che abbandona l’eleganza per qualcosa di più “casual”. Quando vidi il mio idolo con quei capelli rasati rimasi senza fiato. Sta di fatto che questo terzo album non fece fare il salto di qualità alla band ma, anzi, segnò l’inizio del loro declino artistico e commerciale. Disco non perfettamente a fuoco, con una notevole carica politica e sociale che emerge già in questo incalzante singolo che ben apre un lavoro, che poi, purtroppo, non manterrà tutte le buone premesse.

HAUNTED BY YOU

1995, da “Olympian”

Che partenza magnifica per un disco magnifico. “Haunted By You”. Mentre i media sono impegnati a chiedersi se i Gene saranno i nuovi Smiths loro sfornano una delizia dopo l’altra. Qui tutto è perfetto in una brano che già dal primissimo giro di chitarra è subito incalzante ed incisivo. Martin giganteggia.

SLEEP WELL TONIGHT

1995, da “Olympian”

Posso dire che di questo brano ho sempre amato alla follia la sobrietà e l’eleganza? Steve Mason disegna parabole morbide che poi si sublimano nel ritornello, in cui il cuore nel petto sembra esploderci, per non parlare del magnifico assolo!

WHERE ARE THEY NOW

1997, da “Drawn To The Deep End”

La mia ballata preferita dei Gene. Che poi non è neanche una ballata, questo è struggimento totale in musica. Martin canta in un modo superlativo la sua disperazione (“I’m incapable of breathing, Incapable of love“) e gli arpeggi di Mason trasudano malinconia e senso di smarrimento. Dalla frase “I know your sort, But I just can’t ignore you, I’m lost in the fog” ci siamo passati tutti…

YOU’LL NEVER WALK AGAIN

1999, da “Revelations”

“Revelations” non sarà il grande disco che molti si aspettavano, però la perla che viene lasciata per il finale è davvero da applausi. Una canzone di speranza, supportata da un piano delicato e magnifico e da Mason che poi nel finale entra con tutta la sua intensità.

BE MY LIGHT BE MY GUIDE

1994, dal singolo omonimo

Il secondo singolo della carriera dei Gene è un giro sulle montagne russe. Tanto delicato e morbido in certi frangenti, tanto rabbioso in altri, con Mason che piazza degli strappi clamorosi (per non parlare dell’assolo!) e Martin che guida il pezzo in modo supremo, tra le sue fascinazioni di sempre: “So please be my guide, Be my light, can you really help me now. I’m lost and there’s no way out“.

FOR THE DEAD

1994, dal singolo omonimo

Dio mio che purezza cristallina, che gentilezza e che sapienza musicale assoluta. E’ con questo brano che i Gene mettono sul piatto un biglietto da visita irresistibile e tutta la stampa inizia a parlare dei nuovi Smiths. Eleganza e perfezione guitar-pop. Da notare, sulla chitarra di Mason in questo video, l’adesivo degli Sp!n, la formazione pre Gene dal sound sicuramente un po’ diverso.

OLYMPIAN

1995, da “Olympian”

A tutt’oggi credo di non aver mai ascoltato un brano con un crescendo simile. E’ come un mare in tempesta che ci entra nel cuore e nella testa. Martin sale sempre più di tono nell’esclamare: “I wanted to be there with you, For I can only be normal with you, I’m taking your life for you” e noi veniamo letteralmente rapiti da un coro al quale è impossibile resistere. La stampa inglese era andata in estasi, parlando di una magica fusione tra “Bowie e Roxy Music. Da restare senza fiato.

LONDON CAN YOU WAIT

1995, da “Olympian”

No vabbè, io non ce la faccio. Parlare di questa canzone mi è impossibile. Umanamente impossibile. Questa è la perfezione assoluta. Punto.

 

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