BARBARISMS
West in the Head

[ A Modest Proposal Records - 2018 ]
7.5
 
Genere: pop-rock, songwriting
 
18 Giugno 2018
 

Il titolo del nuovo lavoro dei Barbarisms, “West in the Head” prende spunto da un saggio dello scrittore William H. Gass, autore statunitense scomparso nel 2017.
William H. Gass è stato uno scrittore notevole, famoso anche per i suoi romanzi come il monumentale “The Tunnel”.

Un autore complesso, le cui opere necessitano spesso di ulteriori letture, poiché offrono sempre spunti nuovi e riferimenti diversi.
È stato accostato anche a James Joyce, e questo, per chi ha avuto il coraggio di affrontare “Ulisse”, credo che spieghi tutto.

Questo accostamento tra scrittore e la band non si limita solo al titolo del nuovo lavoro, ma ha punti in comune anche con la scrittura del loro frontman Nicholas Faraone, confermando senza dubbio lo spessore culturale della band.
Ogni loro brano permette chiavi di lettura diverse, lasciando all’ascoltatore, la possibilità di ricercare il significato che più si avvicina alla propria sensibilità.
I testi prendono vita su un tessuto musicale che ha riferimenti al sound americano degli anni 70, ma rivisto in una chiave moderna, trovando una nuova naturale e spontanea bellezza.
La canzone di apertura dell’album è “Bone Beach” dove Nicholas Faraone ci porta sull’isola del ricordo, fatta di rocce, dove è impossibile scavare e così seppellire il proprio passato, i propri ricordi.
“Bone Beach” fa subito capire la complessità della scrittura di Nicholas Faraone, che così finisce per lasciare all’ascoltatore la possibilità di lettura e interpretazione delle sue liriche.
Il brano successivo “My take” rimanda a Lou Reed e alle sue atmosfere, ma sicuramente da sottolineare sono “First Try”e “Royal Ballet Academy”, che sono i miei personali singoli.
L’album si chiude con “Common Tongue”, un brano che fa venire in mente i The Veils e nel quale Faraone, in modo sarcastico e malinconico, ci parla delle scelte, i cambiamenti, e le sorprese della vita, che determinano ogni viaggio per quanto personale.
Il lavoro dei Barbarisms è un lavoro complesso e dalle molte letture, è un viaggio che ha tutte le qualità per avere un posto speciale nella propria personale playlist.

Tracklist
1. Bone Beach
2. My Take
3. Moaning Teresa
4. First Try
5. Focus Group
6. Public Places
7. Royal Ballet Academy
8. Soulful Lingo
9. Freewheeling Through The Old World
10. Common Tongue
 
 

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