OGGI “SUBSTANCE” DEI JOY DIVISION COMPIE 30 ANNI

 
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11 luglio 2018
 

Celebriamo oggi i 30 anni dall’uscita di una compilation in realtà molto significativa per la comprensione totale dei Joy Division, band mancuniana che con due soli dischi dei quali uno postumo ha rivoluzionato la musica alternativa e le cui influenze si sentono fino ai giorni nostri. Pur essendo in linea di principio contrario alle raccolte, “Substance” rappresenta una rara occasione per comprendere appieno l’opera del quartetto di Salford, alle porte di Manchester, nella sua vera e propria sostanza.

Infatti raccoglie, tra gli altri, singoli e B-sides ormai introvabili, magari anche pubblicati con il nome di Warsaw, in onore del brano di David Bowie “Warszawa” contenuto in “Low”, dalla trilogia berlinese, cui Ian Curtis era particolarmente affezionato. Fin dalle origini infatti i Joy Division volevano distaccarsi dal fenomeno punk che impazzava nel Regno Unito inserendo tastiere e sonorità new wave, ispirandosi ai Kraftwerk, ai Can, ai Neu! oltre che ai Velvet Underground e Siouxsie And The Banshees.

Per comprendere bene questa compilation occorre ripercorrere sommariamente la storia dei Joy Division che originariamente, nel dicembre del 1976, si chiamavano Stiff Kittens e della line-up avevano il solo Bernard Summer alla chitarra e Peter Hook al basso. Ian Curtis venne reclutato all’inizio del 1977 che cambiò il nome della band in Warsaw. Con questo nome entrarono negli studi per la prima volta per registrare “Warsaw e “Leaders Of Men”, primi due brani di “Substance”.

Durante queste sessions venne rimpiazzato il batterista con Stephen Morris a comporre la line-up finale. Nel dicembre del 1977 i Warsaw debuttano con un EP dal titolo “An Ideal For Living” che conteneva “Warsaw”, “No Love Lost”, “Leaders Of Men” e “Failures”, tutte contente in Substance.

Il sound è ancora piuttosto acerbo e vivacemente punk, della new wave non c’è ancora traccia.

Nel gennaio del 1978 cominciò ad esserci un certo rumore attorno a questi Warsaw ma venivano confusi con i londinesi Warsaw Pakt quindi Ian Curtis, ispirandosi al libro “House Of Dolls” di Ka-Ztetnik 135633 (nome da deportato di Yehiel De-Nur), cambiò il nome della band in Joy Division, la divisione del piacere dove le deportate erano costrette a dedicarsi al piacere sessuale degli ufficiali tedeschi o i collaborazionisti dei lager nazisti. Una scelta che provocò alcune incomprensioni, assieme ai titoli “Leaders Of Men” ed ai successivi “New Order” dopo lo scioglimento della band: questi riferimenti di ultra destra nella cultura popolare del punk non piacquero.

Ma la fama della band crebbe e durante un’esibizione nell’aprile del 1978 vennero notati da Tony Willson che conduceva un programma televisivo ed aveva appena fondato una casa discografica di nome Factory Records. I Joy Division parteciparono al lancio della stessa (“A Factory Sample”) con due brani “Digital” e “Glass” presenti nella raccolta. Ai brani ci lavorò Martin Hannet che produsse poi entrambi gli album dei Joy Division ma soprattutto seppe dare al sound una tonalità dark che si intrecciava perfettamente all’atmosfera post punk e moderatamente wave che la band aveva di suo.

Durante un concerto nel dicembre del 78 Ian Curtis venne colpito da una crisi epilettica, malattia che lo accompagnò fino alla sua morte anche se non ne fu la causa. Nel gennaio del 1979 la band entrò negli studi della BBC per registrare una storica John Peel Session durante la quale incisero “She Lost Control”. Seguì un memorabile concerto al Marquee di Londra dove fecero spalla ai Cure allora già superstars.

Ad aprile dello stesso anno la band entrò negli Strawberry Studios di Stockpor e registrò il primo album, “UnknownPleasure”: la copertina è tutt’ora una delle più ammirate della storia della musica. Durante il tour europeo cominciò il declino inesorabile di Ian Curtis, in crisi con la moglie sposata ancora adolescente, complice anche la relazione con la giornalista belga Annik Honorè: dallo stato di frustrazione nasce il capolavoro dei Joy Division: “Love Will TearUsApart”, questo amore ci dilanierà.

 

When the routine bites hard
And ambitions are low
And the resentment rides high
But emotions wont grow
And were changing our ways,
Taking different roads
Then love, love will tear us apart again

 

Ricordo che comprai “Substance” SOLO perchè conteneva questo brano…

Al ritorno dal tour europeo la band rientrò in sala di incisione per registrare tra gli altri “Incubation” e “Komakino”. Nell’aprile dell’1980 Ian Curtis venne salvato dalla moglie dal primo tentativo di suicidio, proprio mentre la band si accingeva ad entrare in studio per registrare il secondo album, “Closer”. La pressione sulla band era enorme, con il tour americano programmato che doveva partire e l’album da finire.

Il 18 maggio del 1980 Ian Curtis venne trovato impiccato dalla moglie nella cucina di casa.

Della raccolta “Substance” abbiamo detto quasi tutto, eccetto spendere due parole per la sbilenca “Atmosfere” registrata assieme a “Dead Souls” come singolo dal titolo “Licht und Blindheit” (Luce e cecità): in questi brani l’influenza wave è più evidente e si sentono per la prima volta le tastiere etere che ai giorni d’oggi possono apparire un tantino datate, ma erano straordinarie all’epoca. Assieme ai due album “UnknownPleasures” e “Closer” consiglio vivamente di includere “Substance” per completare la discografia dei Joy Division e comprenderne la sostanza.

Per i fan della band di Manchester consiglio inoltre la visione del film “Control” del 2007, diretto da Anton Corbijn, fotografo e regista dei maggiori artisti musicali contemporanei.

Joy Division – “Substance”
Pubblicazione: 11 luglio 1988
Etichetta: Factory Records

Tracklist:
“Warsaw” – 2:25 released on An Ideal for Living
“Leaders of Men” – 2:35 released on An Ideal for Living
“Digital” – 2:50 released on A Factory Sample
“Autosuggestion” – 6:08 released on Earcom 2: Contradiction
“Transmission” – 3:36 single FAC 13
“She’s Lost Control” – 4:45 (4:59 on later pressings) B-side to single FACUS 2 “Atmosphere”
“Incubation” – 2:52 instrumental B-side to single FAC 28 “Komakino”
“Dead Souls” – 4:56 B-side to single “Atmosphere” on Licht und Blindheit
“Atmosphere” – 4:10 single FACUS 2
“Love Will Tear Us Apart” – 3:25 single FAC 23
“No Love Lost” – 3:43 released on An Ideal for Living
“Failures” – 3:44 released on An Ideal for Living
“Glass” – 3:53 released on A Factory Sample
“From Safety to Where…?” – 2:27 released on Earcom 2: Contradiction
“Novelty” – 4:00 B-side to single FAC 13 “Transmission”
“These Days” – 3:24 B-side to single FAC 23 “Love Will Tear Us Apart”

 

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