“LA MIA MUSICA HA UNA FORTE VALENZA TERAPEUTICA”. È STATO UN VERO PIACERE CHIACCHIERARE CON HATCHIE

 
31 luglio 2018
 

Se mi chiedeste il nome della rivelazione musicale del 2018 non potrei che rispondervi con una  parola sola: “Hatchie“. La fanciulla australiana ha colpito nel segno con il suo mix riuscitissimo di guitar-pop, dal sapore anni ’80, e dream-pop e ora l’uscita dell’ EP “Sugar & Spice” ha rafforzato la sua posizione di artista in piena ascesa. Il fatto che in America sia in tour con Alvvays e Snail Mail la dice lunga sulle quotazioni sempre più in rialzo di Hatchie.

Per chi vi scrive intervistarla è stato coronare un piccolo (grande) sogno.

Ciao Harriette, come stai? da dove stai scrivendo?
Ciao, sto bene! Sto scrivendo dalla Gold Coast, che è proprio vicino alla mia città natale, Brisbane.

Negli ultimi mesi, molte riviste e siti web parlano molto di te…ti ci stai abituando?
Beh, Penso che la cosa sarà sempre un po’ strana per me, ma mi ci sto abituando dai!

Lo so, è una domanda sciocca, ma sono davvero un grande fan della tua musica e ho un sacco di curiosità su di te: da dove viene il nome Hatchie?
I miei genitori mi chiamavano Hatchie quando ero giovane, perché suonava un po’ come Harriette.

Ho letto le recensioni dell’ EP: sono tutte molto positive. Ti piace leggere articoli che parlano, in modo critico (positivi o negativi che siano) della tua musica?
Sono sempre lusingata quando ricevo una recensione, ma cerco di non lasciarmi influenzare troppo. Mi ricordo sempre che sto scrivendo musica per me, non per loro. Anche se finora ho avuto solo recensioni positive, so che probabilmente, prima o poi, arriverà anche quella negativa, ci mancherebbe altro e va bene così.

Non ho capito se, anche dopo le tue canzoni soliste, i Babaganoüj esistano ancora come band…
Babaganouj sono ancora una band, stiamo provando in questo momento per iniziare a suonare di nuovo tra qualche mese, ma in realtà quest’anno ci siamo presi una pausa, per avere il tempo di dedicarci ai nostri altri progetti e all’università.

Le canzoni dell’EP hanno mostrato, sempre di più, la tua abilità nello scrivere canzoni che mixano melodie pop e suoni dream-pop. I recensori sono tutti spiazzati e li vedi unire, ad esempio, Carly Rae Jepsen, Sky Ferreira e Cocteau Twins quando parlano di te. Cosa ne pensi?
Sai, io penso che però questi accostamenti abbiano un senso, perché comunque ascolto tutti quegli artisti che vengono citati e accostati al mio sound e, mi sembra sia chiaro, mi piace mescolare i suoni pop con il dream pop e lo shoegaze.

Le canzoni dell’EP risalgono ormai al 2015. In questi 3 anni, il tuo modo di scrivere canzoni è cambiato?
Si, penso che sia cambiato un po’, i miei testi parlano di cose diverse ora e il suono si sta facendo più strutturato.

Nei tuoi testi parli di gioie che spesso però si mescolano a problemi, così come delle ansie e delle cose negative che ci sono in una relazione tra due persone. Nelle tue foto e nei video non ti vedo quasi mai sorridere, sei sempre molto seria. Immagino quindi che tu non sia una persona molto solare. È solo una mia impressione?
È divertente quello che mi dici perché io stessa l’ho notato, proprio di recente! La verità? Sono davvero molto nervosa di fronte a una telecamera così come una macchina fotografica. Posso essere rilassata e dire una sacco di stupidaggini con gli amici, ma mi imbarazzo molto se ho intorno altre persone che non conosco o quando vengo filmata.

C’è una forte componente autobiografica nella tua musica. Scrivere di cattivi sentimenti è terapeutico?
Sicuramente ha una forte valenza terapeutica, ecco perché ho iniziato a scrivere e a fare musica.

Qual è il contributo di Joe Agius alla tua musica?
Penso che il suo intervento mi faciliti le cose perché è molto comprensivo nei miei confronti. Mi ha aiutato a finire alcune demo e registra con me in studio. È il migliore che conosca nel capire e nell’usare i suoni di synth e poi suona anche la chitarra acustica per me. Capisci quanto è importante.

Qual è stata la tua reazione quando hai sentito che Robin Guthrie voleva remixare la tua canzone?
Figurati, ero scioccata ed emozionata nello stesso momento! Non ci potevo credere. E’ stata una cosa che mi ha molto intimorito, te lo confesso, ma lui è stato adorabile e mi ha tranquillizzata.

Sai che l’inizio di ‘Sure’ mi ricorda sempre l’inizio di “Pearl” dei Chapterhouse?
Adoro quella canzone. Si, hai ragione, sembra simile!

Ho sempre amato la musica dei Sundays (adoro il loro secondo album, che è forse il loro disco più oscuro). Penso che se tornassero, beh, suonerebbero proprio come te. Le tue chitarre e l’uso delle tastiere mi ricordano molto quella band. Cosa ne pensi?
Beh, penso che sia molto bello quello che dici. Sai, i Sundays sono una delle mie band preferite e sono lusingata di essere paragonato a loro. Anche io vorrei tanto che tornassero per un altro album o addirittura un tour!

In Inghilterra, i tuoi compatrioti DMA’s sono molto noti. Anche in Italia hanno un buon seguito. Li conosci? Sai qualcosa sull’Italia?
Oh si, conosco bene i DMA’s, sono una loro amica e mi piace la loro musica. Sull’Italia no, non so se potrei dirti qualcosa di preciso, ammetto di non saperne molto.

Grazie ancora per la tua gentilezza Harriette e scusa ancora per le tante domande, ma per me stato davvero è un sogno scriverti. Volevo congratularmi con te per la fanzine che hai realizzato per “Sugar & Spice” EP: è un lavoro fantastico e mi ha riportato agli anni ’90. Com’è nata l’idea?
Grazie mille a te Ricky! Per la fanzine, beh, volevo creare qualcosa di personale per i fan, proprio come hanno fatto molte band negli anni ’90, come dici anche tu. Penso che questa idea della fanzine sia stato un ottimo modo per entrare in contatto con persone a cui piace la tua musica, è un qualcosa in più rispetto al disco, una cosa speciale. Sono felice che ti sia piaciuto!

 

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