MITSKI
Be The Cowboy

[ Dead Oceans – 2018 ]
8.5
 
Genere: Indie Rock
 
20 agosto 2018
 

I fell in love with a war
Nobody told me it ended

Mitski – A Pearl

Mitski Miyawaki (o più semplicemente Mitski, nome di battesimo diventato nome d’arte e di battaglia) ama dare titoli curiosi ai suoi album. Il primo si chiamava “Lush” (un classico) il secondo era già più avventuroso: “Retired From Sad, New Career in Business”. “Bury Me at Makeout Creek” parafrasava abilmente una frase dei Simpson e due anni fa è arrivato “Puberty 2”, la seconda giovinezza di un’artista che stava ancora vivendo la prima. Il disco della consacrazione, che ha cambiato la carriera di Mitski e le ha permesso di dividere il palco con Pixies e Lorde oltre a collaborare con i Xiu Xiu. Niente male per una giovane donna di ventisette anni, che è nata in Giappone ma da bambina ha viaggiato molto prima di stabilirsi a New York.

“Be The Cowboy” è stato prodotto da Patrick Hyland, come buona parte dei dischi precedenti, ed è l’ennesima evoluzione musicale per Mitski che negli anni è stata capace di passare dagli arrangiamenti piano e voce dei primi album al suono distorto e lo-fi di “Bury Me at Makeout Creek” alle chitarre feroci di “Puberty 2”. Questo quinto album parla di donne: donne ironiche, indipendenti, vivaci, romantiche, forti e vulnerabili. Donne di ghiaccio che improvvisamente perdono il controllo come la protagonista di “Geyser” o sbarazzine e nostalgiche come quella di “Nobody” che sogna ad occhi aperti un bacio da film. Tante identità diverse che Mitski interpreta con naturalezza, senza paura di mescolare synth pop e sassofoni, piano, chitarre e batteria in uno stile più vario e leggero rispetto a “Puberty 2”. Fortemente personale e difficilissimo da etichettare, sfrenato e intenso.

E’ una fine osservatrice Mitski e quando racconta una storia (l’amicizia spezzata di “Old Friend” ad esempio) quando descrive un attimo che sembra quasi rubato come fa in “A Pearl” o nel lungo viaggio in taxi di “Lonesome Love” si mette in gioco completamente, cercando di essere autentica più che perfetta. Le sue sono donne che soffrono, lasciano e vengono lasciate e quando decidono di restare lo fanno tra mille dubbi e qualche ripensamento (“Me and My Husband” docet). In quello che è probabilmente il suo album meno autobiografico Mitski Miyawaki è diretta, intima e graffiante come non mai e conferma di essere una delle voci al femminile più interessanti e originali di questi ultimi anni.

Tracklist
1. Geyser
2. Why Didn't You Stop Me?
3. Old Friend
4. A Pearl
5. Lonesome Love
6. Remember My Name
7. Me and My Husband
8. Come into the Water
9. Nobody
10. Pink in the Night
11. A Horse Named Cold Air
12. Washing Machine Heart
13. Blue Light
14. Two Slow Dancers

 
 

I Feel Like A Bombed Cathedral ...

Ad Amaury Cambuzat, già leader degli Ulan Bator e chitarrista dei faUSt, è stato sufficiente un giorno per dare forma alle quattro tracce ...

The Doormen – Plastic ...

Diamo il bentornato ai ravennati The Doormen che giungono al quarto album. Il loro post-punk abbracciava una forte carica ...

Circa Waves – What’s It ...

La band indie-pop di Liverpool è ritornata questo weekend con la sua terza fatica sulla lunga distanza – la prima per la PIAS – dopo ...

Martha – Love Keeps Kicking

Sono passati già due anni e i ricordi romantici sono tanti: era la fine di marzo del 2017, quando chi scrive prese un volo low-cost per ...

Chris Cohen – Chris Cohen

Già membro di numerose formazioni, tra cui i Deerhoof, The Curtains, Natural Dreamers e Cryptacize, Chris Cohen ha iniziato la sua carriera ...