ALLA SCOPERTA DI COMPUTER SCIENCE, IL VOLTO LO-FI DEL NORTH CAROLINA

 
22 agosto 2018
 

Computer Science è un progetto innovativo guidato dal giovanissimo Timothy Brozowski che si intreccia con l’estetica lo-fi, l’etica DIY e tutte le nuove tendenze della musica contemporanea.

In Italia è ancora poco conosciuto, per questo abbiamo deciso di intervistarlo per farlo conoscere al meglio al pubblico italiano, che si sta aprendo sempre di più a questi interessanti panorami sonori.

Cosa significa per te il progetto Computer Science? Quali sono i tuoi padri spirituali (riferimenti musicali)?
Il progetto Computer Science è stato avviato come un progetto parallelo, che consisteva in musica il più possibile legata a me e al mio gusto. È uno sbocco per qualsiasi tipo di musica che voglio scrivere, oltre ad essere il mio lavoro più emozionante. Finora sono stato molto ispirato dalla Fox Academy con il mio lavoro più recente.

Happy Summer è una delle canzoni più rappresentative nell’EP. Qual è la tua idea di estate felice?
“Happy Summer” dovrebbe essere una canzone ironica. Molti dei testi sono “positivi”, come “Happy Summer” o “I’m so excited to breathe it in”, ma in realtà “Happy Summer” racconta una storia di solitudine e difficoltà.

La canzone parla di come le persone che sembrano a posto all’esterno, in realtà non lo siano poi tanto.

Qual è il legame tra il fumo del carbone e la tua limonata? (in riferimento al testo di Happy Summer)
Bellissima domanda! Il fumo del carbone è una metafora che simboleggia qualcosa di brutto, come un qualcosa di fortemente inquinante nella vita. In particolare, è un simbolo per la depressione ( respirarlo significa accettarne le difficoltà). La parte della limonata seguita dal “it makes me cold” lascia intendere qualcosa di positivo, ma in realtà sta descrivendo un impatto duro e freddo sulla vita.

Come “costruisci” i tuoi testi?
Costruisco i miei testi scrivendoli per primi, senza musica. Spesso scrivo testi durante la mia giornata, nella routine quotidiana, scrivendo su qualunque cosa sia nella mia mente, o in base a come mi sento. Mentre scrivo, canto spesso una melodia nella mia testa, per strutturare i testi per il processo di scrittura delle canzoni. Non ricordo mai la melodia che ho originariamente cantato, ma questo processo mi aiuta a tenere a mente la musica mentre ragiono sulla ritmica di un pezzo e del testo stesso.

Quale canzone dell’ep è particolarmente importante per te? Perché?
Questa è una domanda difficile! “Purpleheadrest” è probabilmente la mia canzone preferita musicalmente, ma penso che liricamente mi piaccia “Carboncopydog”. È una canzone semplice, ma è stata la prima che ho scritto per l’EP.

È stata scritta durante un periodo emotivo della mia vita e avevo bisogno di toccare da fuori il sentimento di quel periodo, ovvero la confusione di una relazione finita (c’è anche un messaggio telefonico lasciato da mia mamma alla fine, che è sempre un surplus divertente). “Carboncopydog” si può dire che ha avviato l’intero progetto.

Questo indirizzo musicale, molto legato al DIY e all’estetica lo-fi, sta avendo molto seguito in Europa. Pensi che dietro questo genere / estetica ci sia bisogno di autenticità?
Sì, penso che ci siano molti artisti e musicisti in questo genere. Sinceramente, la mia estetica non è particolarmente originale, ma cerco di rendere speciale la mia musica utilizzando diversi strumenti. L’estetica lo-fi è fantastica ed è molto divertente da curare.

Come hai iniziato a fare musica?
Io e mio fratello cantavamo canzoni sui loop di garageband. La mia prima canzone originale è stata scritta probabilmente quando avevo circa 11 anni. Ho iniziato a fare produzioni con Logic Pro. Ho iniziato a scrivere musica rock solo due anni fa, prendendo ispirazione da progetti come Jerry Paper, Band of Horses, Mild High Club e Loving.

 

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