ANNA CALVI
Hunter

[ Domino - 2018 ]
9
 
Genere: art-rock
 
3 Settembre 2018
 

Attesissimo questo terzo LP di Anna Calvi: sono passati quasi cinque anni da “One Breathe”, ma la stella della musicista di origini romane non sembra comunque essersi mai spenta, nonostante tutto.

Già i nomi che vi hanno lavorato annunciano che ancora una volta possiamo e dobbiamo aspettarci qualcosa di grande dalla ragazza londinese: Nick Launay (Nick Cave, Grinderman) alla produzione e le collaborazioni di Adrian Utley dei Portishead e di Martyn Casey dei Bad Seeds sono veri e propri sigilli di garanzia sulla qualità del prodotto, se mai ce ne fosse stato bisogno.

Proprio come la divina PJ Harvey, anche Anna non ci ha mai deluso con i suoi lavori, probabilmente a causa dell’universalità della sua musica.

Come dichiarato dalla stessa Calvi in alcune interviste pre-uscita il suo nuovo album vuole essere queer, femminista, ma allo stesso tempo sexy e bello: la musicista di origini italiane, infatti, vuole superare le barriere dei generi e dei ruoli tra i sessi, che li rendono limitati e vuole vedere la donna che abbia le stesse possibilità dell’uomo (“Don’t Beat The Girl Out Of My Boy”, “As A Man”, “Alpha” e anche la title-track “Hunter” – che vede la donna “cacciatrice”, ruolo tipicamente maschile – possono essere titoli abbastanza chiarificatori di questo concetto).

Una delle poche critiche che possiamo fare a questo terzo lavoro di Anna ha un nome ed è “Indies Or Paradise”, che la porta su territori industrial, un po’ troppo rumorosi e cupi per la sua bellissima voce, che comunque nel coro riesce a suonare angelica: la canzone è sicuramente apprezzabile per il suo stile sperimentale, ma troppo noir e “cattiva” per la Calvi che conosciamo noi (quella che proviene da un background di compositori classici).

Quel suono pesante e sporco lo ritroviamo anche nella seconda parte di “Alpha”, ma qui si tratta, a nostro avviso, più di un’esplosione, magari inaspettata, tra due parti più gentili e ricche di sensualità.

La bellezza compositiva della già citata title-track è qualcosa di unico, con quelle adrenaliche percussioni che introducono le tastiere e soprattutto la profonda e intensa voce della Calvi, che sa donare emozioni a tutto il pezzo.

Il primo singolo, “Don’t Beat The Girl Out Of My Boy”, che parla appunto della distruzione dei ruoli maschili e femminili, è una delle migliori cose del disco: forse uno dei pochissimi pezzi di Anna per cui possiamo utilizzare il termine pop. Il coretto che la apre – e che poi ascolteremo più volte nel corso dei successivi quattro minuti – vale già da solo il prezzo del biglietto. E poi, ancora una volta, le doti vocali della musicista londinese, rendono il brano qualcosa di davvero unico: la Calvi, infatti, non ha paura, all’interno della stessa canzone, di variare l’ampia gamma di tonalità vocali a sua disposizione, centrando sempre il bersaglio in pieno.

Eccellente anche “Swimming Pool”, che ricorda certi brani presenti nel suo omonimo debutto: il senso cinematico presente al suo interno non fa che accrescerne l’aspetto emotivo.

“Away”, invece, è una ballata chitarristica piuttosto morbida e malinconica, che vede la Calvi utilizzare la sua voce in un modo ancora differente – più dolce e sentimentale rispetto al solito.

Il risultato ancora una volta è qualcosa di ottimo: anche con “Hunter” Anna riesce a incantarci grazie al fascino delle sue canzoni e agli incredibili sentimenti che sa descrivere. Una musa capace di creare musica senza tempo: le nuove generazioni prendano bene gli appunti.

Tracklist
1. As A Man
2. Hunter
3. Don’t Beat The Girl Out Of My Boy
4. Indies Or Paradise
5. Swimming Pool
6. Alpha
7. Chain
8. Wish
9. Away
10. Eden
 
 

Pernice Brothers – Spread The ...

Sono passati ben 9 anni dall’ultimo album dei Pernice Brothers. Decisamente un sacco di tempo. Avrebbero potuto essere qualche in meno se ...

I Quartieri – ASAP

L’etichetta 42 Records, che negli ultimi anni in Italia ha fatto brillare gioiellini dal calibro di  Massimo Volume, I Cani, Colapesce, ...

Elbow – Giants of All Sizes

di Fabio Campetti Tornano in pista, direi puntualissimi, anche gli Elbow. “Little Fictions” il loro penultimo lavoro era giusto ...

The Early November – Lilac

Il ritorno degli Early November era decisamente atteso, dopo il lungo silenzio di quattro anni dal precedente ” Imbue “, e ...

Big Thief – Two Hands

Che ci fosse urgenza di mettere sul piatto pulsioni e creatività è apparso inconfutabile alla sola notizia di questo nuovo lavoro, il ...