HALEY HEYNDERICKS
Live @ Paradiso (Amsterdam, 30/08/2018)

 
5 settembre 2018
 

Se vogliamo essere banali possiamo dire che Amsterdam è famosa per i suoi coffee-shop e per il suo quartiere a luci rosse: non essendo mai stati nella capitale olandese, in questi due velocissime giornate a nostra disposizione, rimaniamo invece affascinati dai suoi splendidi musei, dalla tranquillità e dalla vivibilità della città, dai suoi canali e dai confortevoli parchi.

Non è tutto, però, perché ciò che ci riguarda maggiormente sono le venue musicali e ci basta citare Melkweg e Paradiso per chiudere immediatamente i giochi con una grande vittoria.

Proprio quest’ultimo locale ospita oggi il concerto di Haley Heyndericks, che arriva a presentare il suo bellissimo esordio, “I Have To Start A Garden”, uscito all’inizio di marzo via Mama Bird Recording Co., e prodotto da lei stessa insieme a Zak Kimball.

Ci troviamo al piano superiore nella sala piccola e le presenze si aggirano intorno alle sessanta, qualcuno è pure seduto ai tavolini, altri invece per terra davanti al palco: con un piccolissimo ritardo – dovuto al fatto che la musicista di Portland doveva stamparsi il biglietto per il treno che, poco dopo il concerto l’avrebbe portata verso il Vlieland, dove domani a mezzogiorno suonerà all’Into The Great Wide Open Festival – alle otto e cinque Haley si presenta sul palco del famosissimo locale della capitale olandese.

La ragazza di origini filippine è sola per questo tour europeo (“non tutti i musicisti della mia band erano disponibili”, spiegherà nel corso del suo live-show) e questo limiterà un po’ le capacità del suo sound, ma di certo non la scoraggia.

Timida, ma comunque determinata e molto garbata, Haley trova sempre la parola giusta per il pubblico dei Paesi Bassi, mentre accorda la sua chitarra tra una canzone e l’altra.

E’ “The Bug Collector” a introdurci nel suo mondo fatato: dopo un lungo intro strumentale, è la voce della Heynderickx a incantarci immediatamente. I suoi gentili arpeggi la aiutano a creare un brano dall’atmosfera rilassata e pacifica.

Ovviamente, a causa appunto della mancanza degli altri musicisti sul palco, la successiva “Show You A Body” non ci regala le stesse sensazioni jazz che avevamo ascoltato sul disco, ma rimaniamo comunque colpiti dalla interessanti accelerazioni della chitarra e ancora una volta dai vocals della folk-rocker statunitense, che sembra avere qualcosa di magico.

Ancora le doti vocali di Haley si rendono protagoniste in “Tour Song”, nuova canzone quasi completamente a cappella, che racconta delle sue esperienze in tour negli ultimi mesi.

La vecchia “Fish Eyes”, title-track del suo primo EP datato 2016, continua a crescere e ci propone belle armonie, mentre “Simple Song”, con il suo fingerpicking semplice, ci sa donare tanta leggerezza.

La lunghissima “Worth It” si divide in due parti, la prima intensa e con ottime melodie, la seconda passionale, calma e piena di sentimenti intensi: se non l’avessimo mai ascoltata prima, avremmo senza dubbio pensato di trovarci di fronte a due canzoni separate.

Il set si chiude con “Oom Sha La La”, il brano più “commerciale” – se così possiamo dire – del suo disco: il pubblico è invitato da Haley a cantare il coro, assolutamente catchy, insieme a lei.

E’ passato più di un’ora e la musicista di Portland, dopo un breve passaggio al banco del merch, deve volare alla pur vicina Centraal Station, perchè il suo treno non l’aspetta: noi, invece, rimaniamo ancora con l’opinione che ci siamo fatti all’inizio del suo concerto. Magia pura. E nonostante non ci fosse una band a supportarla! La Heyndericks è stata molto brava a trasmettere i sentimenti e le emozioni attraverso le sue canzoni e noi non possiamo che restare incantati dalla sua musica e dalla sua splendida voce.

 

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