SAINTSENECA
Pillar Of Na

[ Anti - 2018 ]
8
 
Genere: folk-rock,indie-folk
 
7 Settembre 2018
 

A distanza di tre anni dal loro LP precedente, “Such Things”, i Saintseneca sono ritornati proprio questo weekend con il loro quarto disco, “Pillar Of Na”: registrato agli ARC Studios di Omaha, Nebraska, l’album è stato prodotto e mixato dal sempre stimato e prezioso Mike Mogis dei Bright Eyes e dei Monsters Of Folk.

Ancora una volta ricco di strumentazione piuttosto particolare (bouzouki e mandola, per esempio, sono presenti in “Pillar Of Na”), questo nuovo disco non nasconde comunque le origini folk-rock del frontman Zac Little.

Il primo singolo estratto da questa fatica, “Frostbiter”, che abbiamo potuto già assaggiare lo scorso giugno, vede l’uso dei synth e ci trasporta verso un mondo più elettronico, senza snaturare, però, il suono della band di Columbus, Ohio: l’aggiunta della voce di Caeleigh Featherstone, la nuova bassista dei Saintseneca, impreziosisce ulteriormente la traccia, aggiungendo grazia e una sensazione dancey al già gradevole pezzo.

Se l’inizio è quello che ci deve far capire come andrà l’album, qui siamo certo su buone strade, perché “Feverer”, la seconda canzone, è sicuramente uno dei brani più interessanti di “Pillar Of Na”: il mellotron, le chitarre e un adrenalinico drumming ci trasportano verso le sue ottime armonie (a noi tornano in mente i Fleet Foxes, anche se qui sono presenti anche voci femminili).

Molto piacevole anche il recente singolo “Beast In The Garden”, che inizia molto tranquillo e in maniera semplice, per poi arricchirsi e fiorire con l’aggiunta di strumenti come bouzouki e mandolino, che riescono a creare una bella atmosfera.

Il vecchio singolo “Moon Barks At The Dog”, realizzato lo scorso anno, è riflessivo e relativamente semplice a livello strumentale, mentre la lunghissima title-track “Pillar Of Na”, che chiude il disco con i suoi quasi nove minuti, ci trasporta su territori folk più tradizionali, citando pure Dolly Parton e Bob Dylan: in continua crescita, il pezzo conclusivo dell’album, si chiude riprendendo “Circle Hymn”, il brano a cappella che lo aveva aperto.

Bisogna fare i complimenti a Zac Little e compagni perché ancora una volta non hanno avuto paura a scrivere un disco che andasse fuori da quelli che sono i confini “tradizionali” del folk-rock, aggiungendo altri nuovi elementi e regalandoci un nuovo album di valore: una prova decisamente convincente.

Tracklist
1. Circle Hymn
2. Feverer
3. Beast In The Garden
4. Ladder To The Sun
5. Good Hand
6. Moon Barks At The Dog
7. Denarius
8. Timshel
9. Frostbiter
10. Pillar Of Na
 
 

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