OGGI “AUGUST & EVERYTHING AFTER” DEI COUNTING CROWS COMPIE 25 ANNI

 
14 settembre 2018
 

Facciamo finta che dentro la discografia dei Counting Crows non ci sia il pezzo più importante della mia vita, sorvoliamo sul fatto che sono almeno quattordici anni che questo disco continua a sgretolare le mie mura interiori. Sorvoliamo su tutto questo, ma non sul fatto che, in pieno periodo grunge, un buffo ebreo americano con i dreadlocks chiamato Adam Duritz e la sua band sfornano un esordio folgorante, di quelli che segnano una generazione di ascoltatori, così in controtendenza rispetto alle mode del momento. “August & Everything After” ha le radici ancorate alla tradizione americana, quella classica e allo stesso tempo non è mai stato un disco formalmente vecchio. E’ semplicemente southern rock cantautorale baciato dall’ispirazione del suo leader, imbevuto di un lirismo che, ad oggi nel suo genere, non teme confronti. Inizia con undici secondi di assoluto silenzio, interrotti da una chitarra elettrica poco amplificata e sin dalla prima strofa si capisce di che pasta sia fatto il signor Duritz.

Step out the front door like a ghost
into the fog where no one notices
the contrast of white on white.
And in between the moon and you
the angels get a better view of the crumbling difference
between wrong and right

“Round Here” è semplicemente di una bellezza e di una profondità abbagliante, è l’inizio del viaggio interiore nei sogni e soprattutto negli incubi del suo autore, che vorrebbe tanto somigliare a Bob Dylan, come canta in Mr. Jones, il loro più grande successo e ad oggi il loro più grande fardello, tanto è vero che per un lungo periodo preferiscono non proporla dal vivo. Nei brani vivono personaggi femminili che spesso non si identificano in una persona reale, piuttosto sono idee di persone o semplicemente l’immaginazione di se stessi vista dagli occhi di qualcun altro. Il disco è un percorso nell’insonnia di ognuno di noi, in quello che non ci fa dormire la notte, nei rimorsi, nei ricordi e nelle complicazioni quotidiane del nostro vivere. Non è difficile riconoscersi nelle parole di una qualsiasi canzone, in cui tutto quello che vogliamo è ritrovare la strada di casa (Sullivan Street)

Take the way home that leads back
to Sullivan Street
Where I’m just another rider
burned to the ground
Come tumbling down

Oppure quando sentiamo di provare qualcosa per qualcuno e ne abbiamo paura, mentendo a noi stessi (Anna Begins)

It seems like I should say “As long as this is love…
But it’s not all that easy
so maybe I should just snap her up in a butterfly net
Pin her down on a photograph album
I am not worried
I’ve done this sort of thing before

Non c’è solamente un momento, ascoltando il disco e leggendo i testi, in cui non ti senti di avere di fronte qualcosa di così grande da poter cambiare le tue giornate, i tuoi mesi, i tuoi anni. Eppure era semplicemente una giovane band americana che cercava il suo posto nel firmamento di stelle, un diario interiore bagnato di pioggia le cui pagine sembrano non ingiallirsi mai. E’ un disco per chi ha voglia di riscoprisi, di mettersi in gioco. E’ un disco per chi non dorme bene la notte, per chi steso nel letto riesce a vedere qualcosa in più del soffitto che gli copre la testa. Un fottutissimo disco generazionale che se ti entra dentro peserà come un macigno e prenderà il volo come fosse una piuma. Qui non ci sono idee particolarmente geniali, ma sentimenti reali, sogni che ti graffiano le mani,appagante disperazione emotiva, quella di cui tutti avremmo bisogno di tanto in tanto. E’ splendido non doversi inventare niente per essere grandi, ma lasciar uscire le cose con una chitarra, un basso, una batteria, un pianoforte e una voce che canta la propria poesia. E non è solo il mio capolavoro, è un disco così grande che non ve ne accorgerete nemmeno. Agosto e tutto ciò che viene dopo…potrebbe essere la storia di ognuno di voi.

Prendetevi il vostro tempo tanto Round here we stay up very, very, very, very late.

Counting Crows – August & Everything After
Data di pubblicazione:
14 settembre 1993
Tracce: 11
Lunghezza: 51:42
Etichetta: Geffen Records
Produttore: T Bone Burnett

Tracklist:
1. Round Here
2. Omaha
3. Mr. Jones
4. Perfect Blue Buildings
5. Anna Begins
6. Time And Time Again
7. Rain King
8. Sullivan Street
9. Ghost Train
10. Raining In Baltimore
11. A Murder Of One

 

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