SPIRITUALIZED: LA TOP 10 DEI BRANI

 
21 settembre 2018
 

Ad inizio anni novanta l’Inghilterra è andata nello spazio. Merito di una band di Rugby (Warwickshire) chiamata Spiritualized e del capo astronauta nonché chitarrista J. “Spaceman” Pierce, che aveva già sconvolto le menti britanniche con la psichedelia degli Spacemen 3 negli anni ottanta. Finita quell’esperienza e anche il sodalizio con Peter “Sonic Boom” Kember, J. Pierce si è dedicato completamente agli Spiritualized continuando a viaggiare tra un pianeta musicale e l’altro (blues, gospel, psych rock) con qualche visitina nell’amata atmosfera terrestre. A settembre è uscito “And Nothing Hurt”, primo vero album degli Spiritualized dopo sei anni e per l’occasione dedichiamo a J. Pierce e soci una top ten (anche se scegliere dieci brani per una band come loro è difficile e ovviamente riduttivo).

SHE KISSED ME (IT FELT LIKE A HIT)

2003, da “Amazing Grace”

Buon rock immediato, grintoso, martellante. Si lascia ascoltare con piacere, pur non arrivando al livello dei grandi classici degli Spiritualized. “Amazing Grace” è un album a due facce, aggressivo o tranquillo, senza vie di mezzo. Non particolarmente innovativo ma capace di regalare comunque qualche momento di classe.

SOUL ON FIRE

2008, da “Songs in A & E”

Gli Spiritualized versione pop e easy listening in una ballata ben orchestrata e ben diretta da J. Pierce che si toglie la soddisfazione di scrivere un pezzo radiofonico (finito anche in uno spot pubblicitario). Un pizzico di Oasis,
un pizzico di Verve per dare un po’ di leggerezza a un disco cupo che aveva in “Death Take Your Fiddle” la vera gemma.

I AM WHAT I AM

2012, da “Sweet Heart Sweet Light”

Chissà perché le canzoni di “Sweet Heart Sweet Light” live hanno un altro sapore. “I Am What Am” è stata scritta da J. Pierce insieme all’amico Dr. John, un bel pezzo soul elettrico che dal vivo si incattivisce come si vede e si sente in questo video girato a Londra dove le proiezioni usate dagli Spiritualized fanno bella mostra di sé.

DO IT ALL OVER AGAIN

2001, “Let It Come Down”

Forse il più ambizioso album degli Spiritualized. Coro, orchestra, una sezione di fiati, un centinaio tra musicisti e collaboratori per dar forma alle idee di J. Pierce, che dimostra ormai di poter fare ciò che vuole.
Passando dall’energia di “On Fire” all’ epopea western di “Out Of Sight” fino a una “Do It All Over Again” tutta da cantare

I’M YOUR MAN

2018, da “And Nothing Hurt”

Non poteva mancare un brano dall’ultimo disco, uscito qualche settimana fa. Chitarre squillanti, l’ormai immancabile sezione di fiati e quel ritmo tra soul e gospel con cui J. Pierce e soci hanno spesso giocato in passato. Sarebbe un bel modo di salutare se dopo “And Nothing Hurt” non dovessero pubblicare altro (come ha dichiarato lo stesso Pierce ma pare che ci abbia già ripensato).

GOOD DOPE GOOD FUN (LAY BACK IN THE SUN)

1993, da “Greenpeace Single”

Versione solare, gioiosa e sfrenata di “Lay Back In The Sun” che sarebbe stata pubblicata ufficialmente in “Pure Phase” due anni dopo. Cori e atmosfere quasi californiane per gli Spiritualized che condividevano questo singolo di beneficenza con i Mercury Rev di “Boys Peel Out”.

LET IT FLOW

1995, da “Pure Phase”

Tre minuti e quarantadue secondi, quasi una pillola musicale per un gruppo che ha abituato a minutaggi ben più elevati. Ma una pillola di qualità, delicata e sognante, con uno dei testi più onesti mai scritti da J. Pierce e quelle armonie ripetute all’infinito,
che pochi altri gruppi possono permettersi.

FEEL SO SAD (Rhapsodies)

1991, da “Feel So Sad” 7” single

Il secondo singolo degli Spiritualized dopo la cover di “Anyway That You Want Me” dei The Troggs. Di “Feel So Sad” esiste anche una versione più corta finita su “Recurring” degli Spacemen 3. Un brano struggente in bilico tra passato e futuro, che diceva forte e chiaro: c’è ancora vita sul pianeta dell’astronauta J. Pierce.

SHINE A LIGHT

(1992), da “Lazer Guided Melodies”

Difficile scegliere qualcosa dal primo disco di J. “Spaceman” Pierce e soci.
Le canzoni sono strettamente legate tra loro e si sente ancora l’influenza degli Spacemen 3. Andiamo quindi sul classico, con questa “Shine A Light” in cui gli strumenti sono soffusi e misurati fino all’incredibile crescendo finale.

ELECTRICITY

1997, da “Ladies And Gentlemen We Are Floating In Space”

“Ladies And Gentlemen We Are Floating In Space” è ormai considerato il capolavoro degli Spiritualized. Trascinante, distorto, melodico, fuori dagli schemi. Le “solite” chitarre arrembanti, armonica e organo trasformano “Electricity” in un blues elettrico sporco, molto psichedelico impossibile da ascoltare stando seduti.

BONUS TRACK
ALWAYS FORGETTING WITH YOU (THE BRIDGE SONG)

2014, da “The Space Project”

Una vera sfida questa compilation uscita nel 2014 per l’etichetta Lefse, che aveva proposto a quattordici artisti di scrivere brani che contenessero suoni registrati nello spazio dalle sonde Voyager. Gli Spiritualized compaiono col nome di Spiritualized Mississippi Space Program e J. Spaceman scrive uno dei pezzi migliori degli ultimi anni.

 

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