OGGI “SO TONIGHT THAT I MIGHT SEE” DEI MAZZY STAR COMPIE 25 ANNI

 
5 ottobre 2018
 

Arrivare al secondo disco e dimostrare di essere meritevole di adorazione. Questo è quello che Hope Sandoval compie, riempiendo di grazia assoluta un disco magnifico come il secondo album della carriera dei Mazzy Star. Certo, mi si potrebbe dire che dietro a quella grazia e quell’incanto vocale ipnotico e magico c’è la chitarra di un ispiratissimo David Roback, e io non posso che ribatter…”si, è vero”. La divina brilla anche (e proprio) in virtù dei dipinti sonori pennellati con perizia assoluta da David, che trova l’equilibrio perfetto tra popedelia e folk sognante.

“So Tonight That I Might See” è quel disco in cui tutto funziona, quel lavoro dentro al quale ci si perde e non si ha più voglia di ritrovare la strada per casa, perché navigare e perdersi in questo mare è troppo dolce e come si può voler tornare indietro?

Il sogno impalpabile si fa dilatato, con una fisicità che tende a slabbrarsi in modo dolcissimo e sottili fili impercettibili ci elevano nella dimensione delle sensazioni e delle apparenze mistiche. Ritmi languidi, alla moviola, carezze interminabili che provocano sussulti e pelle d’oca. Atmosfere inquiete, tetre e mantra riccho di oscurità (“Mary Of Silence”) che vengono prontamente accomagnate a momenti ricchi di innocente candore folk (“Five String Serenade” o “Into Dust”). Estremi in cui i Mazzy Star si trovano perfettamente a loro agio, in una scuola musicale che guarda tanto a uno spirito narcolettico e allucinato (Velvet Underground) quanto a uno spirito romantico e decadente (“Fade Into You” è qualcosa che va oltre lo splendore, da questo punto di vista). In mezzo a questi punti fermi ecco la chitarra acida e distorta di “She’s My Baby” o la ballata da lacrimoni (“Blue Light”), quella che ogni coppia dovrebbe ballare almeno una volta, guardandosi negli occhi senza fiatare, perché tanto ci pensa Hope a dire già tutto lei.

Il colpo di grazia arriva con la title track. 7 minuti che definire puramente visionari e psichedelici è dire poco. Pochissimo. Si, lo confermo e lo sottoscrivo. Hope merita adorazione. E noi, devoti, siamo già in ginocchio. Ormai da 25 anni.

Mazzy Star – So Tonight That I Might See
Pubblicazione: 5 ottobre 1993
Durata: 51:36
Tracce: 10
Etichetta: Capitol
Produttore: David Roback

Tracklist:
Fade Into You
Bells Ring
Mary Of Silence
Five String Serenade
Blue Light
She’s My Baby
Unreflected
Wasted
Into Dust
So Tonight That I Might See

 

Oggi “The Smiths” degli ...

Il 20 febbraio del 1984 usciva l’omonimo album di esordio degli Smiths, la band che, in quattro anni di attività e altrettanti album, ...

Oggi “The Runaway ...

Il 16 febbraio 2004 usciva “The Runaway Found”, l’album d’esordio dei The Veils. Anticipato dai singoli “Lavinia” (24 ...

The Weekender: ascolta gli album di ...

Da qualche anno ormai il venerdì è il giorno della settimana consacrato alle uscite discografica. Quale migliore modo allora per ...

Wolftrips Podcast 8 febbraio 2019 ...

In questa puntata di WOLFTRIPS, faremo un viaggio musicale nelle netlabel più underground, ascoltando musica che spazia dal nu jazz – ...

Oggi “Crooked Rain, Crooked ...

Era il 1992 quando i Pavement di Stephen Malkmus e soci se ne uscirono con il mitico “Slanted & Enchanted”: capolavoro di ...