L’ULTIMO PROGETTO DI LINDSAY KEMP: WHAT LOVE WOULD WANT

 
10 ottobre 2018
 

di Ben Pelchat (originariamente pubblicato su The Quietus)

Diversità, uguaglianza, inclusività e amore come diritti umani? Mentre il mondo si polarizza tra Me Too negli Stati Uniti e rifugiati gay in Cecenia, Lindsay Kemp si è unito al cantautore Tim Arnold per assicurarsi che il suo ultimo ballo sarebbe rimasto un faro di amore e luce per unire tutti.

Sono salito a bordo del progetto “What Love Would Want” di Tim Arnold completamente per caso. Non avevo mai conosciuto Tim, ma è venuto a una festa nel mio studio a Toronto e ha cantato, per la prima volta, la canzone durante il Canadian Music Week del 2017. Ha immediatamente attirato l’attenzione di tutti nella stanza e tutti noi, uscendo, cantavamo quella canzone. Ispirati sia all’iniziativa per l’eguaglianza delle donne di He For She che da numerose campagne LGBTQ, sapevamo di far parte di qualcosa di veramente speciale, e questo ancora prima di vedere il video che Tim aveva realizzato per la canzone.

Meno di un mese dopo, mi ha chiamato, per dirmi che gli era stato chiesto da Amnesty International di cantare la canzone all’ambasciata russa a Londra, quando erano emerse notizie secondo cui c’erano campi di concentramento gay in Cecenia e il governo aveva detto “La gente ‘gay’ non esiste in Cecenia“. Tim si è unito a Sir Ian McKellan e Peter Tatchell in uno spettacolo di solidarietà dove ha cantato la canzone fuori dall’ambasciata. Successivamente, abbiamo partecipato al The Isle of Wight Festival insieme ad Amnesty UK. Le bandiere raffiguranti “Love Is A Human Right” erano ovunque al Festival dell’Isola di Wight nel 2017 e hanno mostrato l’impegno di Tim per le molte cause che ha affrontato nella canzone. Ho registrato la mia performance per il video e non è passato molto tempo da quando la canzone ha ottenuto il primo passaggio a BBC 6 Music.

Andy Fallon e Tim Arnold di Steve Iggulden © 2018

La mia introduzione al progetto è stata come musicista e produttore. Eppure la visione di Tim e del fotografo Andy Fallon stava andando verso qualcosa di più di una semplice canzone e di un video musicale. Il primo video è stato creato in un piccolo seminterrato a Soho, Londra. Tim avrebbe incontrato e filmato ogni coppia che si era offerta volontaria per partecipare, poi avrebbero girato l’angolo dello schermo e Andy avrebbe fatto loro uno scatto. C’erano coppie gay, coppie etero, coppie lesbiche, transgender e disabili. Era un vero ritratto d’amore. Fatto e dipinto dagli stessi soggetti, solo con la loro apparizione e presenza. Il risultato finale è stato così commovente che ho invitato Tim e Andy a fare un altro video a Toronto con coppie canadesi, ho tradotto la canzone in francese e ho insegnato a Tim le parole, per la sua registrazione nella versione canadese della canzone. Dopo questo, la canzone è diventata un progetto di installazione di ‘live arts’, aperto al pubblico, che ha potuto vedere ogni coppia mentre veniva filmata e testimoniare l’atmosfera di emozioni vere. Il concetto era così eccitante, e, grazie a The Bridgewater Hall, improvvisamente abbiamo spostato di nuovo il progetto da Toronto al Regno Unito, ma questa volta, a Manchester.

Tim riprende una coppia di Steve Iggulden © 2018

Ecco che Tim mi disse che Lindsay Kemp si sarebbe unito al progetto.
Tim aveva già collaborato con Lindsay nel 2017 sul suo singolo ‘Change’, con Lindsay che interpretava la canzone attraverso una processione di espressioni facciali. Era assolutamente affascinante e un modo unico per comunicare i testi delle canzoni.

Ero sbalordito ed emozionato nel sentire che Lindsay avrebbe fatto parte del progetto “What Love Would Want”. Dopotutto, questo era l’uomo che aveva diretto lo spettacolo teatrale per Ziggy Stardust di Bowie. Eppure non ero sicuro di come avrebbe funzionato. Ho detto a TimI video sono solo di coppie, Lindsay è in una relazione??”
E non dimenticherò mai quando Tim mi ha detto “Lindsay sarà l’amore tra tutte le coppie“.
Ed è esattamente su questo che abbiamo lavorato per realizzare “What Love Would Want” alla Bridgewater Hall di Manchester. Dopo 2 giorni di prove con la compagna di ballo di Lindsay, la prima ballerina Daniela Maccari, il risultante video musicale di 6 minuti è stato girato in diretta, la domenica della performance.

Lindsay e Tim di Steve Iggulden © 2018

Siamo stati tutti in piedi per gran parte della giornata, ma Tim è stato sul palco per 10 ore con un cambio di costume di 30 minuti, prima di tornare sul palco con The Manchester Lesbian e Gay Chorus e il pianista Emmanuel Vass. C’erano circa 100 persone che lavoravano alla produzione, per un giorno solo, per creare un singolo video musicale, con Lindsay Kemp.

What Love Would Want Manchester di Giulia Zonza © 2018

La sua esibizione è stata mozzafiato e nessuno di noi ha pensato per un secondo che sarebbe stato il suo canto del cigno. Mentre Tim portava i fiori di Kate Bush sul palco per Lindsay, tutti non potevano che dire che il ritorno di Lindsay sul palcoscenico inglese era un momento cruciale per lui e forse qualcosa che lui stesso aveva aspettato per molto tempo. In effetti, avevamo già iniziato a parlare con Lindsay di dove lo avremmo fatto dopo. Era entusiasta di portarlo in tour.

Durante il giorno dell’evento, Tim e Andy hanno incontrato e filmato 18 coppie. Questa è stata una performance in sé e per sé. Stavo registrando e monitorando più microfoni, che seguivano costantemente sia Tim, sia Andy e tutte le coppie che parlano tra loro dell’amore, nelle mie orecchie. È stato un incredibile paesaggio sonoro che mi è passato per le cuffie per 7 ore, stimolante e molto commovente, sopratutto quando le coppie si sono fatte prendere dall’emotività o hanno pianto. Stavamo registrando e filmando l’amore, mentre la gente del pubblico camminavano nella sala e attraversava il palco per vedere il progetto prendere vita. Come ha commentato Katie Pucrick nel ‘Q & A’ dopo lo show, questo sarebbe stato proprio il tipo di evento che John e Yoko avrebbero messo in scena negli anni ’60. È stato un successo.

Lindsay, Emmanuel Vass e Tim di Steve Iggulden © 2018

Alla fine di quella prima parte della giornata non avevo idea di come Tim si sarebbe trasformato da regista a cantante / performer in mezz’ora, ma lo ha fatto come se fosse un qualsiasi altro concerto. Penso di sapere perché: stava per esibirsi con Lindsay Kemp sul palco per la prima volta.
Il viaggio di Tim per lavorare finalmente con Lindsay ha richiesto 30 anni. Ha letto di Lindsay da bambino e ne è stato ispirato. 30 anni dopo, quando Tim ha fondato la campagna di ‘Save Soho’, è apparso sul radar di Lindsay. Sono diventati amici intimi, con il loro amore per Soho che ha fatto da legame (entrambi vivevano nella stessa strada a Soho, anche se a “30 anni di distanza”). Lindsay era stato un fan degli album di Tim “Secrets of Soho” e “The Soho Hobo” e si creava così il famoso melting pot dell’area di inclusività e libertà di espressione che aveva modellato entrambe le loro carriere. E quel terreno comune era alimentato dal messaggio di questa collaborazione.
Entrambi hanno capito che era necessaria una dichiarazione sul pericolo delle etichette: He for She? Lui per Lui? Lei per Lei? La semplicità dei testi era stata fraintesa da svariate campagne che avevano semplicemente mancato il punto.
La canzone non è una chiamata alle armi per i gruppi emarginati. È un’esposizione del pericolo delle etichette. Tim, birazziale e figlio di una donna lesbica che ha combattuto per i diritti delle donne e la liberazione gay negli anni ’70 (Polly Perkins) stava cantando di esperienze di tutta una vita.
Ha scritto la canzone dal punto di vista del suo sé di otto anni: un bambino che non aveva identificato i suoi genitori a causa delle loro preferenze sessuali. Gli importava solo dell’amore che provava da loro. Come tutti i bambini fanno. Qui era la diversità. Il testo “chiedi cosa l’amore vorrebbe” è l’unica domanda che conta davvero. Lindsay Kemp ha capito esattamente cosa stava dicendo Tim e sapeva come illustrarlo visivamente nella canzone.

Lindsay e Tim di Giulia Zonza © 2018

Quando Tim ha finito di scrivere la canzone nel 2017, la prima persona a cui l’ha inviata è stato Stephen Fry, che successivamente è finito nel video. Spiegò a Fry che, per quanto ingenuo suonasse, sognava che in futuro tutte le chiese sarebbero state inclusive e che questo sarebbe potuto essere un inno, cantato proprio in quelle chiese. Ironia della sorte, con la triste scomparsa di Lindsay solo pochi mesi dopo aver completato lo show di Manchester, Tim ha cantato la canzone nella famosa chiesa non cattolica di Roma ai funerali di Lindsay, trasmettendo un messaggio per un futuro più inclusivo.
Lindsay ha aperto nuovi orizzonti alla fine della sua vita, come aveva fatto con la sua famosa produzione ‘Flowers’ negli anni ’70, spettacolo che ha ispirato Kate Bush e molti altri. Ma la sua danza finale, che incarna lo spirito dell’amore in “What Love Would Want”, è una proiezione per un ideale del futuro, una testimonianza dell’incessante desiderio di Lindsay di aprire nuove idee attraverso la sua arte. Era un visionario.
Resta un privilegio aver fatto parte del progetto e aver passare quel tempo con Lindsay, Tim, Andy e l’intero cast.

La compagnia di Giulia Zonza © 2018

“What Love Would Want”  è una chiamata da parte di Tim, da noi e per tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di essere coinvolti, e, fintanto che le coppie e le comunità saranno orgogliose di mostrare il loro amore al resto del mondo, il progetto “What Love Would Want” lo documenterà in musica, film, fotografia, performance e danza.
L’eredità di Lindsay Kemp rimarrà per sempre impressa nei libri di storia, con un lascito che definisce le produzioni teatrali, ma il suo ultimo progetto teatrale nel Regno Unito è stato completato in questo video, con una performance pura e senza età, ricca di amore e luce. “What Love Would Want” è un messaggio audace, iniziato da Tim, ma completato da Lindsay. Se iniziamo a capire il messaggio, anche noi, come Lindsay, possiamo iniziare davvero a capire “che cosa l’amore vorrebbe“.

Per ogni informazione sul progetto, che non ha certo smesso di esistere, ma anzi è pienamente in fermento, vi invitiamo a consultare il sito di Tim Arnold dedicato: “What Love Would Want”.

Lindsay e Tim di Steve Iggulden © 2018

Lindsay di Andy Fallon © 2018

Lindsay e Tim di Steve Iggulden © 2018

Andy Fallon, Naomi Arnold e Tim Arnold di Steve Iggulden © 2018

 

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