MUDHONEY
Digital Garbage

[ Sub Pop - 2018 ]
8
 
Genere: Alt rock
Tags:
 
10 ottobre 2018
 

Un disco che è un contenitore di spazzatura e liquami è un onere necessario se la tua band si chiama Mudhoney, il tuo frontman è Mark Arm e, in modo piuttosto silente rispetto a tanti altri nomi roboanti, ha fatto la storia del Seattle sound (grunge).

Riuscire a incanalare tutte le schifezze del mondo e trasformare un album in un gigantesco cassonetto AMA non è un difetto, ma un pregio che esce naturale solo a chi del punk non solo è icona, ma simbolo di vitale essenza.

Mark Arm e la sua chitarra sono il miracolo di transustanziazione che ancora oggi tiene il garage/grunge (chiamatelo come vi pare) vivo e vero.

Il senso di estinzione che invade il disco non è riferito ad una celebrazione asettica di un movimento passato e dell’ennesima protesta sociale, bensì al pericolo reale che l’uomo corre ogni giorno, vivendo in un mondo e in una società votata al fallimento.

Il disagio non viene usato da propulsore sociale, ma viene attualizzato con i Mudhoney, che creano uno specchio in cui anche la regina di Biancaneve ha paura a specchiarsi.

Dalle iniquità contro i deboli al prosperare delle aziende di armi, il disco rappresenta un mondo velocissimo e impossibile da fermare, proprio come il “Mr Gunman” che non può essere firmato in alcun modo.

L’obiettivo è dunque fare più rumore del rumore, per rinvigorire ogni presagio della prossima estinzione di massa.

I riff in pezzi come “Next Mass Extinction” o “21 Century Pharisees” sono la pura rappresentazione di questo teatro della follia che da anni portano in giro i Mudhoney.

In fin dei conti chi può vantare un riff instinct così nel 2018, senza risultare ridicolo o buontempone.

Nessun ascoltatore può uscire bene da un disco così, i Mudhoney vanno ad intaccare  il tessuto sociale per renderlo meno stabile e sicuro per chi si sente a proprio agio in una società che genera continuamente un senso di vuoto. Un lungo conato di vomito, catartico e necessario, deve accompagnare l’ascolto e la lettura di un disco chiave per capire il 2018.

Non c’è mai disgiunzione tra la voce di Arm, la rabbia operaia o le storie dei migranti che arrivano nel nostro baccello di mondo talmente del cazzo da definirsi avanzato, civilizzato.

“Digital Garbage” è una lezione di non-civiltà, perchè quella particolare attitude ad essere barbarici è l’unica cosa che può rappresentarci ogg:, i Mudhoney stanno parlando di me, di te, di noi, del nostro fallimento.

Tracklist
1. Nerve Attack
2. Paranoid Core
3. Please Mr. Gunman
4. Kill Yourself Live
5. Night and Fog
6. 21st Century Pharisees
7. Hey Neanderfuck
8. Prosperity Gospel
9. Messiah’s Lament
10. Next Mass Extinction
11. Oh Yeah
 
 

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