OGGI “RATTLE AND HUM” DEGLI U2 COMPIE 30 ANNI

 
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10 ottobre 2018
 

Lo stuolo di critici che trent’anni fa stroncò il mega-progetto americano degli U2, il documentario/doppio vinile “Rattle and Hum”, risultò essere concorde su un aspetto specifico dell’operazione: la sua pretenziosità. Ed è davvero difficile dargli torto, soprattutto per quanto riguarda il film diretto da Phil Joanou: non c’è un singolo secondo della pellicola in cui i quattro irlandesi non diano l’impressione di prendersi un po’ troppo sul serio. Quello che in origine doveva essere un umile omaggio ai suoni “stranieri” del blues, dell’R&B, del gospel e del rock and roll che avevano accompagnato le loro adolescenze dublinesi si trasformò nella testimonianza di una band che con “The Joshua Tree” era sì diventata la più grande del mondo, ma che forse doveva ancora abituarsi davvero a una fama di tale portata.

Il più colpito dai giudizi negativi della stampa fu, senza neanche troppe sorprese, un Bono Vox qui all’apice della sua tracotanza: come si fa a introdurre una versione live abbastanza incolore di “Helter Skelter” con un proclama da spacconi come «Charles Manson rubò questa canzone ai Beatles e noi adesso gliela restituiamo»? Se il tuo proposito è quello di seguire la scia dei Fab Four e “restituirgli il maltolto”, fallo almeno mettendoci un briciolo in più di cuore.

Per non parlare della raffazzonatissima cover (sempre dal vivo) di “All Along The Watchtower” di un Bob Dylan che su “Rattle and Hum” c’è (all’organo Hammond in “Hawkmoon 269” e ai cori in “Love Rescue Me”) ma non si sente. Un trattamento migliore viene riservato all’altro ospite di livello qui presente, ovvero il leggendario B.B. King, che con la sua voce tonante e un assolo di chitarra straripante come il Mississippi nella stagione primaverile imprime a fuoco il marchio del blues su “When Love Comes To Town”, uno dei nove inediti dell’album.

Sono proprio gli inediti a risollevare le sorti di un “Rattle and Hum” che, nonostante le numerose pecche, merita un posto di primo piano nella discografia degli U2. Al contrario del film, infatti, la controparte musicale rende onore alle qualità di un quartetto che, ancora stordito dall’abbuffata trionfale di “The Joshua Tree”, cerca conforto tra “le braccia dell’America” e delle sue sonorità più antiche e genuine. Una vera e propria esplorazione delle tradizioni e degli stili di una terra omaggiata in una splendida lettera d’amore come “Heartland” e, allo stesso tempo, criticata in maniera veemente in un’incandescente versione dal vivo di “Bullet The Blue Sky”, con un eccellente The Edge letteralmente sotto i riflettori (vedere la copertina).

La passione assente in “Helter Skelter” e “All Along The Watchtower” esplode invece nel soul di scuola Motown di “Angel Of Harlem” (una delle migliori prove dietro al microfono di Bono, veramente da brividi) e nell’infuocato rhythm and blues di “Desire”: una hit di neanche tre minuti che all’epoca ebbe il merito di riportare nelle posizioni alte delle classifiche il rock and roll delle origini, quello di gente del calibro di Bo Diddley ed Elvis Presley tanto per intenderci. Il viaggio a stelle e strisce degli U2 prosegue sulle strade di un gospel poco tradizionale e fortemente ritmato (“Hawkmoon 269”), di un country intenso ma forse un po’ dozzinale (“Love Rescue Me”) e di un blues rock duro e quasi elettronico, neanche fosse un antipasto di quanto fatto sentire negli anni ‘90 (“God Part II”, ogni riferimento a “God” di John Lennon non è casuale).

Non manca tuttavia una breve capatina nella natia Irlanda, che colora di verde la meravigliosa ballata folk dal retrogusto celtico “Van Diemen’s Land”; gli arpeggi di chitarra e la voce di The Edge su questo brano potrebbero far sciogliere in lacrime anche i sassi. Il premio per il momento più emozionante di “Rattle and Hum” però non può che andare a “All I Want Is You”, una tenera ballata che affianca il tipico gusto degli U2 per le soluzioni epiche a sontuose parti di orchestra arrangiate da Van Dyke Parks.

Nel film il brano si trova confinato nei titoli di coda: chissà, forse una posizione più felice al suo interno avrebbe potuto risollevarne le sorti. Sta di fatto che, dopo il sostanziale flop nelle sale cinematografiche, anche gli U2 ammisero di essere rimasti insoddisfatti dal risultato finale del documentario. A consolare i quattro divi irlandesi ci pensarono i negozi di dischi: quasi quindici milioni di copie vendute in tutto il mondo e sei settimane consecutive in cima alla Billboard 200. E così Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen riuscirono nel loro intento: conquistare definitivamente il cuore dell’America.

U2 – “Rattle and Hum”
Data di pubblicazione: 10 ottobre 1988
Tracce: 17
Lunghezza: 72:27
Etichetta: Island
Produttore: Jimmy Iovine

Tracklist:
1. Helter Skelter (live at Denver, Colorado)
2. Van Diemen’s Land
3. Desire
4. Hawkmoon 269
5. All Along The Watchtower (live from Save The Yuppie Free Concert, San Francisco)
6. I Still Haven’t Found What I’m Looking For (live at Madison Square Garden, New York)
7. Freedom For My People (Sterling Magee e Adam Gussow)
8. Silver And Gold (live from Denver, Colorado)
9. Pride (In The Name Of Love) (live from Denver, Colorado)
10. Angel Of Harlem
11. Love Rescue Me
12. When Love Comes To Town
13. Heartland
14. God Part II
15. The Star Spangled Banner (Jimi Hendrix)
16. Bullet The Blue Sky (live at Sun Devil Stadium, Tempe, Arizona)
17. All I Want Is You

 

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