PUSHA T
Live @ Fabrique (Milano, 09/10/2018)

 
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How many Pusha T day-one fans here?
Ci tiene a sottolinearlo Terrence Thornton che lui di dischi ne ha sfornati, prima dell’acclamato (anche su queste pagine) “DAYTONA”. Vero è, d’altronde, che è meglio tardi che mai, e quindi ben venga un Fabrique quasi colmo per l’arrivo di King Push in Italia, reduce da uno che se non è disco dell’anno in territorio hip-hop poco ci manca.

Disco che – durando una ventina di minuti – c’è il tempo di suonarlo tutto, dalla tripletta iniziale “If You Know You Know”-“The Games We Play”-“Hard Piano”, sparata in faccia quasi senza soluzione di continuità in apertura, a uno dei vari diss a Drake (“Infrared”), passando per la bombastica “Come Back Baby” e la sentita “Santeria”. È anche vero che il concerto dura poco meno di cinquanta minuti, ma si tratta (per rimanere in un ambito tematico tanto caro a Push) di una “dose” di street rap ampiamente sufficiente a soddisfare ampiamente un pubblico in astinenza da un vero e proprio evento hip-hop nel nostro paese.

King Push ripercorre pressoché l’intera carriera, disseminando qua e là anche le strofe che l’hanno reso celebre in perle del suo pigmalione Kanye (“New God Flow”, “Mercy”, “Feel The Love”, “So Appalled” e soprattutto “Runaway”, salutata con un boato dai fan in platea) e del compare Future (“Move that Dope”, che precede “Don’t Like.1” in chiusura di set). Non mancano gli highlight da “My Name Is My Name” e “King Push” (dischi che a “DAYTONA” hanno da invidiare giusto un po’ di concisione e coesione in più) come “F.I.F.A.” e “Numbers On The Boards”, e nemmeno una chicca dal passato (“Grindin’”) per quei succitati day-one fans, pescata dai tempi dei Clipse, il vecchio progetto col fratello Gene “No Malice”.

Tanti pezzi per cinquanta minuti, ma Push (da solo sul palco, a mo’ dell’ultimo Kendrick) li contrae per mantenere sempre alta la tensione. E va bene, benissimo così. Ci aveva promesso una “DAYTONA experience” a inizio live e così è stato: lampo il disco, lampo il concerto. Ma che lampi, per la miseria.

Setlist
If You Know You Know
The Games We Play
Hard Piano
Nosetalgia
F.I.F.A.
Numbers On The Boards
So Appalled
Runaway
New God Flow
Grindin’
Come Back Baby
Santeria
What Would Meek Do?
Infrared
Feel The Love
Mercy
Move That Dope
Don’t Like.1

 

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