KURT VILE
Bottle It In

[ Matador - 2018 ]
7
 
Genere: indie-rock,indie-folk
 
15 ottobre 2018
 

“B’lieve I’m Goin Down…” (leggi la recensione) è ormai lontano tre anni e, in mezzo, troviamo anche il disco collaborativo dello scorso anno insieme a Courtney Barnett, “Lotta Sea Lice” (leggi la recensione): il musicista della Pennsylvania, che abbiamo visto un paio di estati fa in apertura dei Wilco nel sempre splendido scenario di Piazza Castello a Ferrara, non è stato certo con le mani in mano in questo periodo e questo weekend è arrivato, via Matador Records, il suo ottavo LP, “Bottle It In”.

Registrato in numerosi studi in giro per gli Stati Uniti nel corso di due anni e mezzo, il lunghissimo album di Kurt Vile (quasi ottanta minuti) ospita musicisti importanti come Kim Gordon, Cass McCombs, Stella Mozgawa delle Warpaint e Mary Lattimore: al suo classico indie-folk dal sapore psichedelico il songwriter statunitense qui aggiunge spesso suoni lussureggianti e tintinnanti.

Su “Bottle It In” Vile spinge maggiormente rispetto al passato sulla parte elettrica, riproponendo lunghe jam che nell’ultimo suo disco non erano presenti, trovando soluzioni vincenti soprattutto nel lunghissimo e recente singolo “Bassackwards”.

Sulla title-track, ancora più lunga (quasi 10’40”), si nota la presenza della batterista delle Warpaint e dell’arpista Mary Lattimore: il contributo delle due musiciste aiuta senza dubbio Kurt a mantenere l’atmosfera interessante e, in qualche modo sognante, in modo che l’ascoltatore rimanga ben incollato alle sue cuffie.

“Come Again”, con il suo banjo e il suo ritmo vivace, ci porta su territori country-folk, nostalgico e con alcune belle melodie, mentre il singolo “Loading Zones”, ha un sapore più classico e si trova vicino alle cose più belle realizzate dalla sua vecchia band, The War On Drugs.

Stranissima ed eccitante la chiusura, la brevissima e strumentale “(Bottle Neck)”, dai riferimenti funk e piena di synth, che ci porta su territori sonori mai toccati da Vile in passato.

Certo ci vogliono parecchi ascolti prima di riuscire a digerire questo nuovo lavoro del musicista nativo di Philadelphia e non tutti riusciranno ad accettare ben tre brani di dieci minuti (oltre a tanti altri ben superiori ai cinque): a volte purtroppo Kurt tende magari a perdersi (“Skinny Mini”, altro brano molto lungo, non è certo tra i più riusciti di questo disco) e i risultati possono non essere quelli previsti, ma crediamo che “Bottle It In” sia comunque un lavoro solido, sereno e luminoso, che possa portare ancora in avanti il progetto di Vile.

Provate ad ascoltarlo durante un lungo viaggio notturno in macchina, magari lungo qualche autostrada semideserta: potrebbe essere la vostra colonna sonora.

Tracklist
1. Loading Zones
2. Hysteria
3. Yeah Bones
4. Bassackwards
5. One Trick Ponies
6. Rollin With The Flow (Charlie Rich cover)
7. Check Baby
8. Bottle It In
9. Mutinies
10. Come Again
11. Cold Was The Wind
12. Skinny Mini
13. (Bottle Back)
 
 

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