“NELLA MUSICA, NON ESISTONO REGOLE”: LA NOSTRA CHIACCHIERATA CON CRISTOPHER BACCO, ART DIRECTOR DELLO STUDIO 2 DI PADOVA

 
16 ottobre 2018
 

Lo Studio 2, studio di registrazione professionale di Padova, ha festeggiato i primi sei anni di attività. Era doveroso fare un punto della situazione con Cristopher Bacco, che ci parla del passato, del presente e, perché no, anche del futuro di una realtà musicale affermata e conosciuta praticamente in tutta Italia.

Lo Studio 2, è ormai una realtà assolutamente affermata, non solo nel Nord Italia, ma, mi permetto, anche a livello nazionale. Mi chiedo se, quando a Vigonovo c’è stata la chiusura, pensavate fosse arrivata la fine della corsa…
Abbiamo pensato che la corsa era appena cominciata. La chiusura della parentesi a Vigonovo ci ha dato nuove energie per continuare con ciò che meglio ci riesce: la produzione musicale. Non si smette mai, in questo mondo, di cambiare, di migliorare, di andare alla ricerca del prodotto perfetto. Abbiamo fatto tesoro di tanti anni di lavoro e abbiamo aperto una nuova fase per lo studio. Riaprire a Padova – in Via Garigliano – è stata come una rinascita.

Guardando la tua pagina Facebook si nota un curriculum di tutto rispetto, in cui emergono realtà affermate e consolidate a livello nazionale, ma anche realtà emergenti. Mi piacerebbe sapere cosa ti sei portato dietro, da queste situazioni, nella tua gestione dello Studio 2.
Mi piace non fare distinzioni, quando parlo degli artisti con cui lavoro. Per me ogni produzioneva eseguita avendo la percezione esatta delle persone con cui la si sta facendo. Il fattore psicologico, se così possiamo chiamarlo, è molto importante nel ruolo del produttore. Dobbiamo essere in grado di stabilire una relazione con gli artisti in poco tempo, dobbiamo avere a che fare con molti stili di lavoro, molte personalità, dobbiamo accogliere le aspettative e portarle a un livello più alto. Questo modo di gestire gli artisti fa parte del mio carattere, ma sicuramente è anche frutto di tanti anni di esperienza e dei legami stretti con loro, non solo davanti a un mixer.

Dall’emergente al nome affermato. Come cambia il tuo approccio a seconda di chi si rapporta con te?
Confermo quanto detto prima. Cerco di avere con tutti un approccio molto simile. Fare molta selezione dei lavori di cui occuparsi a Studio 2 è un fattore che aiuta a monte la creazione di un rapporto con gli artisti. Che sia il disco di esordio, o un nuovo disco di un progetto già consolidato, un approccio professionale senza pregiudizi – né di genere, né di età anagrafica – è necessario per lavorare in armonia con la sensibilità di chi sta registrando. Ho imparato che un artista emergente può essere più delicato rispetto a un nome già affermato, e viceversa.


Sei stato anche negli Studi di Abbey Road a Londra. Si respira davvero un’aria magica o, forse, lo spirito dei Beatles ha abbandonato l’edificio?
Ho avuto il piacere e l’onore di lavorare in questo tempio della musica, ricco di persone, strumenti e modalità operative tuttora innovative. È il miglior studio al mondo, i dischi che ne sono usciti e gli artisti che lo hanno frequentato hanno creato un’energia, una condizione mentale che mi ha aiutato a migliorare. Sapendo quello che è accaduto, dopo il primo ingresso a Abbey Road mi sono sentito più concentrato, sia a Londra che in altre città. Come produttore, ho varcato la soglia dello studio sentendomi più determinato.

Che consiglio desideri dare a un artista o una band che si accinge a registrare un primo album?
Non fatevi influenzare, siate voi l’influenza. Affidatevi a gente competente, referenziata, in ogni campo che circonda la fase della produzione musicale. Siate spinti dal bisogno, e non dall’obbligo, di dire qualcosa. E non prendete queste parole come dogmi: nella musica, non esistono regole.

In conclusione, ci sono un paio di artisti, magari stranieri, che vedresti volentieri allo Studio 2?
Sto aspettando Paul McCartney, gli Arctic Monkeys, i Lemon Twings… sono alcuni tra i miei idoli. Scherzi a parte – anche se ci conto sul serio – penso che chi deve arrivare, arriverà. È un onore per melavorare e aver lavorato con tutti gli artisti che sono passati per Studio 2, e allo stesso modo sono fiero dei dischi prodotti.

 

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