DEATH VALLEY GIRLS
Darkness Rains

[ Suicide Squeeze - 2018 ]
7
 
Genere: garage-rock,indie-rock
 
24 ottobre 2018
 

Formate nel 2013 da Patty Schemel (Hole) insieme al fratello – il chitarrista Larry – le Death Valley Girls sono arrivate ora al loro terzo LP, uscito da poche settimane via Suicide Squeeze Records a distanza di un paio d’anni dal precedente, “Glow In The Dark”.

Se la ex batterista delle Hole ha abbandonato il suo nuovo progetto quasi subito, il fratello e la cantante e multistrumentalista Bonnie Bloomgarden sono rimasti il nucleo centrale della band garage-rock californiana, questa volta accompagnati dalla bassista Alana Amran e dalla batterista Laura Harris, oltre che da numerosi altri ospiti.

Se il rock è morto come parecchia gente scrive, allora è strano ascoltare un album così vitale al giorno d’oggi: il gruppo losangelino, infatti, con i suoi pesanti riff e quel minaccioso senso di oscurità, non nasconde di citare a piene mani band storiche come ZZ Top, Stooges, Black Sabbath, MC5 e chissà quali altre dimentichiamo.

Partiamo con il primo singolo “Disaster (Is What We’re After)”, quello accompagnato dall’ormai famoso video con Iggy Pop per intenderci, e probabilmente il brano più accessibile tra quelli presenti su “Darkness Rains”: il caos e la rabbia causati soprattutto dalla potenza delle chitarre è adornato da un ottimo supporto del sax, prima dell’arrivo del ritornello inaspettatamente catchy.

Non manca certo l’esplosività a “Street Justice”, che ci porta tanta voglia di divertirci e, come dice la Bloomgarden nel testo, “We can party in the streets”. E il messaggio sembra quello giusto e chi ascolta puo’ farlo volentieri proprio.

“Wear Black”, con le sue chitarre minacciose e il suo vibrante organo, disegna un’atmosfera piuttosto cupa e rumorosa, che non ci lascia fiato per respirare (senza dubbio uno degli highlight nei loro prossimi concerti), anche se troviamo una certa dolcezza nei vocals della Bloomgarden; “TV In Jail On Mars”, invece, chiude il disco con una sorta di cammino psichedelico e ipnotico attraverso territori decisamente nebbiosi.

“Darkness Rains” non sarà il disco più innovativo dell’anno, ma è sicuramente solido, intenso e ben suonato e dimostra come il rock ci possa dare ancora tante soddisfazioni.

Tracklist
1. More Dead
2. (One Less Thing) Before I Die
3. Disaster (Is What We’re After)
4. Unzip Your Forehead
5. Wear Black
6. Abre Camino
7. Born Again And Again
8. Street Justice
9. Occupation: Ghost Writer
10. TV In Jail On Mars
 
 

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