PAUL SMITH
Diagrams

[ Billingham Records - 2018 ]
5.5
 
Genere: Art Rock
 
di
5 novembre 2018
 

Siamo arrivati al quarto album solista per Paul Smith dei Maximo Park, laddove il declino di quest’ultimi sembra ormai irreversibile e certificato: e l’impressione è che il cantate di Newcastle questo lo abbia già percepito, e che le sue energie preferite siano incanalate più che altro nei propri progetti solisti; progetti solisti che, a dire il vero, non hanno mai entusiasmato appieno, nonostante la buona verve creativa, l’eclettismo, la volontà di sperimentazione che Smith ha sempre cercato di applicarvici.

Anche questo “Diagrams” segue il percorso artistico sovra menzionato, Smith è un lucido e sensato songwriter, in questo album emerge la sua capacità di essere un po’ crooner, un po’ chansonnier, un po’ frontman, ciononostante non c’è una concretezza ben definita che lo possa far definire un lavoro degno di nota: le esplorazioni artistiche non sono così convincenti, anzi (e non sempre è un difetto) la disorganicità tra strumenti, volumi, ambientazioni e ritmi appare come un meltin’ pot davvero difficile da apprezzare a fondo, nonostante si cerchi con discreta sicurezza di spaziare tra trame più cupe e riflessive verso momenti più solari e diretti [il reticolato di chitarra post grunge di “Public Eye”, le contagiose linee di basso e chitarra di “Hollywood”, “Silver Rabbit” che ci riporta sui tracciati dei (primi) Maximo Park].

“Diagrams” appare chiaramente più come una sommatoria delle pulsioni dell’autore che portatore di qualche concetto intrinseco o di un qualsivoglia fil rouge, evidenzia come la voce dello stesso sia essere ancora il giusto connubio tra vibrante, morbida e profonda, ma la sensazione immediata è che Smith abbia ancora tanto da dire e tanto da dare, ma che il meglio, purtroppo, sia già stato detto e dato.

Tracklist
1. The Public Eye
2. Around and Around
3. Silver Rabbit
4. Lake Burley Griffin
5. Syrian Plains
6. John
7. The Beauty Contest
8. Hollywood Hills
9. Head for Figures
10. Critical Mass
11. Your Orbit
 
 

Sambassadeur – Survival

L’idea di pop che hanno i Sambassadeur è la nostra. C’è poco da fare. Una canzone semplice, in apparenza, che ti rinfranca ...

These New Puritans – Inside ...

I These New Puritans continuano la loro quieta ascesa in un inafferrabile empireo di art-rock lontano da ogni trend musicale. La band ormai ...

Idlewild – Interview Music

Tornano gli scozzesi Idlewild autentici pezzi da novanta di quello che nella seconda metà degli anni 90 venne etichettato come post ...

Apparat – LP5

Chiudete gli occhi, immaginatevi d’essere all’interno di una stanza vuota, con una sola finestra che mostra il mare e un ...

Priests – The Seduction of ...

Non sono stati tempi facili per la band di Whashington D.C. Quando tutto sembrava procedere per il meglio, con il loro debut “Nothing ...