“BRISTOL è UNA CITTà STRANA IN CUI LE COSE POSSONO MUOVERSI MOLTO LENTAMENTE”: NE PARLIAMO CON SCOTT JARROLD DEI SANTA CRUZ

 
6 novembre 2018
 

Sembra ieri che rimanevo incantato ad ascoltare “Way Out”, esordio dei Santa Cruz di Bristol. Sembra. In realtà quel disco magnifico usciva a fine 1997, pensate un po’ quanto tempo è passato. Influenzato tanto dal brit-pop quanto dal sound tipico della città di Bristol, l’album entrava piano in circolo, ma, ascolto dopo ascolto, diventava assolutamente magnetico e coinvolgente. Un primo disco e poi il nulla. Voci su un secondo disco che non ha mai visto la luce. Nel 2016, casualmente, vedo che i Santa Cruz hanno una pagina Facebook e che, ogni tanto, postano qualche foto. Mio Dio, che sia il segnale della riscossa? Subito mando un po’ di messaggi privati e addirittura riesco a mettere in piedi un’intervista che però per circa un anno e mezzo resta, li, in attesa. Anzi, peggio, visto che un giorno mi arriva un messaggio in cui mi si dice che le mie domande non avranno risposta perché la band è definitvamente ferma e non avrebbe senso rispondere. Ammetto che l’amarezza fu tanta. Me l’ero ormai messa via quando, ecco “la luce”. La band, sempre tramite il proprio Facebook annuncia una ristampa (anche in vinile) dell’esordio per il 2019. Ma non solo, il buon Scott Jarrold, voce della band (ex cantante, tra l’altro, anche dei Rorschach), mi avverte che risponderà pure alle mie domande.

E prontamente le risposte arrivano…

Ciao ragazzi, ho visto che il vostro account Facebook è attivo e non posso fare a meno di chiedermi se i Santa Cruz siano ancora un gruppo attivo. Cosa è successo alla band dopo quel primo magnifico album?
I Santa Cruz non si sono mai ufficialmente sciolti come band. Non intendiamo suonare altri concerti, anche se è ancora possibile.
Dopo che la band registrò il primo album, andammo in tour nel Regno Unito per promuovere il disco, pubblicammo un paio di singoli ma non riuscimmo a entrare in classifica.

Il secondo album sarà mai pubblicato? Ha un suono diverso o è simile al primo album?

“Music for The 2nd album” era un secondo album, ma il lavoro non era completamente finito prima che la band smettesse di andare avanti.
La musica era più elettronica del primo disco, con il gruppo che cercava di fondere il proprio gusto per il sound chitarristico e quello, appunto, per la musica elettronica. Ti confesso che è stato qualcosa di abbastanza difficile da fare e, a nostro avviso, non molte band hanno avuto successo in questa fusione musicale. Si spera che questo secondo album possa venire pubblicato all’inizio del 2019.

Immagino che possa essere frustrante per una band avere un secondo album pronto e non poterlo pubblicare?
Il tutto è stato reso ancora più frustrante dal fatto che l’etichetta discografica con cui avevamo firmato per fare dei dischi, la MCA, era stata sostituita dalla Island Records durante la registrazione del secondo album. Il team della nuova etichetta non ha gradito il lavoro, quindi la band è stata abbandonata a sé stessa e gli è stato impedito di pubblicare musica per almeno 10 anni, a causa del contratto che aveva firmato. Tecnicamente i Santa Cruz non possedevano le proprie registrazioni.

Voi siete di Bristol. Quanto ha influenzato il modo in cui scrivevate musica?
Ti dirò che Bristol è stata sì un’influenza, ma allo stesso modo in cui ogni città lo potrebbe essere: abbiamo cercato di rendere la nostra band diversa dalle altre di Bristol che erano già di successo in città, ma, se devo trovare un punto comune, abbiamo condiviso il desiderio di scrivere musica con un punto di vista politico.

Pensi che gli anni ’90 siano stati l’epoca d’oro per la musica inglese?
Gli anni ’90 sono stati certamente buoni per le band britanniche. Non la chiamerei un’era d’oro, era più come la fine dei grandi investimenti delle case discografiche prima che Internet cambiasse completamente il modo in cui accediamo alla musica. C’erano alcune grandi canzoni e un’euforia generale, forse causata dallo stato d’animo positivo, di breve durata, mosso dal governo di Tony Blair. Ogni decennio ha grandi canzoni, gli anni ’90 ne hanno avute molte provenienti dal Regno Unito.

La vostra musica deve essere ascoltata diverse volte prima di essere assimilata e compresa, a differenza di un suono più immediato, fatto da alcune band nei ’90. La vostra musica è più simile a una droga, che richiede tempo per entrare nel sistema e catturarti. Forse proprio per questo il sound dei Santa Cruz è sopravvissuto a tutti questi anni ed risulta ancora coinvolgente. Cosa ne pensi? Quali sono le tue canzoni preferite?
Siamo felici che la nostra musica sia riuscita a catturare la tua immaginazione. Abbiamo passato molte ore ad ascoltare musica fantastica cercando di capire la fonte di ciò che diventa classico, alcuni sono istantanei, alcuni dicono che i Velvet Underground richiedano molto più tempo per entrare in mente alle persone. Se hai questo in testa, puoi dire che la nostra musica ha alcune qualità che le permettono di rimanere dentro te, come un grande film o un libro. I miei brani preferiti di “Way Out” sono “Scissormen” e “Make it Better”.

Perché “Way Out” non è su Spotify?
Way Out uscirà su Spotify, spero entro la fine del 2018 e forse alla fine raggiungerà un pubblico affamato di grande musica. 😉

Ma il vostro componente Michele Schillace sa parlare italiano?
Michele Schillace sa parlare pochissimo italiano, sua mamma che è inglese ne parla un po’ e di più suo padre, che è italiano, dalla Sicilia.

Ultima domanda. Mentre aspetto fiducioso che qualcosa di nuovo a nome Santa Cruz possa essere pubblicato, cosa mi suggeriresti di ascoltare?
Non so cosa ti piaccia ascoltare Ricky, ma. proprio da Bristol, 2 album molto buoni sono usciti quest’anno, ovvero BEAK> e Idles, una band post-punk molto rumorosa. Per un suono un po’ simile a “Way Out”, sento dire che anche l’ultimo album dei Suede dovrebbe essere un buon lavoro.
Grazie ancora per il tuo interesse, Ricky e spero, finalmente, di aver dato risposta alle tue curiosità. Bristol è una città strana, in cui le cose possono muoversi molto lentamente, ma quando succede qualcosa qui, beh, spesso ha una durata qualitativa più elevata. Ciao.

 

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