“SIAMO UN UNICO SUPERORGANISMO CHE SUONA MOLTO BENE INSIEME!” INTERVISTA AI SUPERORGANISM

 
9 novembre 2018
 

Abbiamo raggiunto telefonicamente (magari si avesse il teletrasporto!) a Dublino, Harry uno dei fondatori dei SUPERORGANISM per farci raccontare come stanno andando le cose per il gruppo che porta con se , le influenze musicali di mezzo mondo dall’Inghilterra all’Australia, dal Giappone alla Nuova Zelanda. Sono in tour e che bello! saranno anche in Italia tra poco più di una settimana a Milano e a Bologna.

È stata un’intervista in pausa pranzo, in un parco della città in mezzo a uccellini e alberi ondeggianti. Ecco di seguito cosa ci ha raccontato. 

Ciao Harry come stai? In questo momento dove sei?
Ciao! molto bene, siamo in Irlanda, a Dublino al momento. Suoneremo stasera all’Accademia, siamo molto emozionati e Dublino è bellissima!

Vorrei parlare per prima cosa della tua esperienza musicale e di quella  all’interno del gruppo, da dove è iniziato  tutto per te?
Beh, il mio primo approccio è stato quando avevo 12 anni quando ho iniziato a suonare i primi accordi. Ascoltavo alcuni dischi che compravo, ma in realtà non ero interessato a suonare la musica di altre persone, preferivo studiarne tecnica e suonare le mie canzoni e..si.. tutto è iniziato sì quando ero abbastanza giovane.. 

Parlando dei Superorganism,  possiamo dire che sei veramente attivo nel processo di produzione della musica ?
Sì, totalmente, mi considero più un cantautore e/o un produttore, non solo un ragazzo che suona la chitarra in una band. Mi piace davvero molto tutto il processo creativo dalla scrittura fino alla produzione di un disco.

Ho ascoltato il vostro album “Superorganism” per un sacco di tempo, l’ho comprato a Bologna. E per me è proprio un bel disco da ascoltare mentre fai l’amore. Cosa ne pensi? Dopo aver ascoltato l’intero album, hai immaginato una situazione specifica per ascoltarlo?
È interessante quello che dici. Quando siamo arrivati per registrare il disco avevamo più canzoni di quelle che ci sono ora effettivamente,  una volta li abbiamo parlato con il produttore, con l’etichetta discografica (Domino Records ndr) e decidemmo di tenere 10 canzoni. Quindi ascoltai per molto tempo il disco completo per essere sicuro che fossero le canzoni giuste. Le ascoltai in situazioni molto ambientali come andare in giro nei mezzi pubblici di Londra. Immagino che la maggior parte delle persone ascolta la musica, per andare al lavoro,in università durante gli spostamenti…quindi penso che una situazione potrebbe essere questa. Sai, è divertente ascoltare la tua musica dopo un po’ anche se in realtà si può pensare che non sia interessante, ma in realtà fai musica anche perché venga ascoltata da te stesso. Adesso è un po’ che non l’ascolto, perché è un po’ che siamo in tour e suoniamo le canzoni quasi ogni sera, quindi sono abituato a sentire i pezzi nella versione live

Pensi che l’internazionalità del vostro gruppo sia un buon punto durante il processo di creazione?
Avendo tutti questi diversi punti di vista, questi background e queste culture diverse la nostra musica è molto influenzata. Ma allo stesso tempo, avendo avuto accesso a Internet alcune nostre influenze musicali sono molto simili. Internet poi ti consente di accedere in modo davvero semplice a tutto il mondo ed è tutto  a tua disposizione. La musica giapponese oppure quella di Londra la puoi ascoltare una dopo l’altra e puoi ascoltarla anche se sei in Nuova Zelanda, non è che come 20 anni fa o più. Oggi può avere tutta la musica che vuoi, ed è sicuramente Internet è il punto d’incontro.

Parlando dell’ internet,come pensi che abbia influenzato il modo in cui le persone ascoltano la musica?
Mah…coloro che arrivano da culture che non avresti mai sperimentato, grazie a internet adesso possono ascoltare la musica, la tua musica. E non è importante se qualcuno si trova in Cina, in Australia o in Italia tutti possono condividere la stessa esperienza ascoltando la stessa canzone per esempio, in questo modo la musica penetra ovunque.

Uno degli aspetti che mi piace molto della vostra musica è il modo in cui usate qualsiasi cosa per suonare. Ero in esplorazione nel  grande youtube e ho scoperto il video del vostro concerto “Tiny Desk  dove si vedono molto bene i diversi “strumenti”. Anche in molte canzoni dei Pink Floyd si possono notare ascoltarlo come in “Money”, ma per voi dove è venuta fuori questa idea? è stato un  processo naturale?
Sì, è sicuramente stato un processo naturale ed è interessante che tu abbia citato i “Pink Floyd” che è la mia band preferita di tutti i tempi. La cosa interessante è che in un computer puoi avere tutti i tipi di canzoni che puoi suonare come vuoi; ma penso che suonare le cose sia diverso, come avere diversi strumenti da suonare. E puoi sentirlo nell’album. Come ad esempio se cammini per strada e senti l’odore  di fiori, ti ricorderai di quel profumo tutte le volte che farai quella strada anche dopo anni e ti ricorderai di quel momento specifico. È lo stesso con alcune canzoni dell’album nel quale abbiamo registrato suoni specifici con al stessa idea.  

Ricordo i bambini che ridono in “Nobody Cares” mentre giocano nel parco, e mi ricordo di essermi rivista mentre l’ascoltavo.
Sì, è proprio quello che pensavamo nel momento; ed è questo il suono che ci ha ispirato.

Cosa significa il nome del gruppo: “Superorganism”? Stavo pensando a una piccola formica che con tutte le altre piccole formiche lavorano insieme, in un superorganismo, per sopravvivere, voglio dire che siete un collettivo, che suona come piccoli insetti tutti insieme?
Si praticamente esatto! Ci stavamo pensando dall’inizio quale sarebbe stato il nome, pensavamo a”Somenthing for your mind” e poi siamo finiti a parlare del  tema della mente e dell’intelligenza collettiva umana, condivisione e diffusione tra gli individui…e così che è venuto fuori “Superorganism” e a quel punto poi siamo solo rimasti sorpresi che nessuno l’avesse ancora usato!

E finalmente anche qui, avremo la possibilità di vederti suonare qui in Italia con due concerti il ​​il 14 novembre al Locomotiv di Bologna e il 15 novembre al Circolo Magnolia di Segrate, sei mai stato in Italia?
Sì, ci sono stato da solo, ho trascorso come 2 settimane nel 2016 e sono stato in giro per tutta la costa da Napoli a Firenze e poi ho visto le 5 Terre, ma non sono mai stato a Bologna e Milano, quindi sarà la mia prima volta! Adoro l’Italia dai paesaggi, alle persone ai palazzi…

..e ti  aspetti qualcosa dal pubblico?
Non so davvero cosa aspettarmi, in realtà, perché non ci abbiamo mai suonato. Ma durante quel viaggio, sono stato in pub dove suonava una cover band ed è stato davvero molto divertente, la folla era davvero attiva ed energico ed erano davvero divertenti. Quindi spero di godermi davvero il pubblico anche quando sarò in concerto!

Mentre il pubblico cosa dovrebbe aspettarsi?
Beh, il concerto sarà davvero intenso ed esperienziale. Quindi se la gente vuole fare l’esperienza, si ascolti i dischi, conosca le parole e che sia pronto a ballare e a divertirsi. 

Ultima domanda: qual’è il luogo che preferisci dove ascoltare musica?
Io credo che il posto preferito …beh c’è questo luogo veramente bello non troppo lontano da casa mia, è nel mezzo della campagna.
A volta vado la con le cuffiette e mi siedo la, ascolto la musica alla mattina…dove trovo anche ispirazione. Quello è proprio un bel posto!

Grazie mille Harry!

 

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