MUMFORD & SONS
Delta

[ Island Records - 2018 ]
5.5
 
Genere: Folk Rock, Folk Pop, Alt-Folk, Folktronica
 
di
26 novembre 2018
 

Death, divorce, drugs, depression: le quattro delta fonte di ispirazione di Marcus Mumford e soci per questo quarto album in studio, con il produttore Paul Epworth (Adele, Florence and the Machine, Coldplay) in attenta ed interessata supervisione: nome forte, ma col serio rischio-contagio- del Pop più mercificatore lì ad incombere.

Laddove i primi due album della band inglese avevano raccolto clamorosi ritorni in termine di vendite e – specie l’esordio del 2009 “Sigh no More”- di apprezzamento di pubblico e critica, già l’ultimo “Wilder Mind” e la sua virata (furbescamente?) synth ed elettrica avevano fatto storcere il naso un po’ a tutti, spersonalizzando in parte quello che dei Mumford era il tratto distintivo capace di conquistare consensi ed amori in lungo ed in largo per il globo.

E l’apertura alle nuove tendenze di sintetizzatori ed elettronica è subito evidente e rimarcata già dall’apertura con “42”: contaminazioni (del recente) Vernon/Bon Iver come se questi fosse lì accanto a loro, ancora chitarre elettriche, per un pezzo dall’animo pur sempre pastorale che ha del munifico e tutti i connotati per essere destinato a platee da stadio, con lo stesso Marcus Mumford che si fa aiutare da autotune e simili per arricchire ed adornare la propria voce; conferme arrivano anche dalla preghiera in musica che è la già estratta “Guiding Light”, la quale rientra sì nei canoni strutturali della prima produzione lato songwriting e carico emozionale, meno convincente invece nella ricerca di quel suono impeccabile, orchestrale e grandioso di cui forse non avrebbe nemmeno avuto bisogno.

E anche quando Winston Marshall torna a pizzicare sul fidato banjo come in “Beloved” o il crescendo di archi e batteria dai connotati marziali tinge d’oro pezzi come “The Wild” e il suo iniziale incedere pacifico e naturale, non sembra comunque esserci qualcosa degno di particolare nota, di soddisfacente e nuova ispirazione, di suggestivo ed appassionante; poco di tutto ciò nemmeno andando avanti con le nuove sperimentali alchimie sonore di “Darkness Visibile” o con le melodie tipiche di casa Mumford e i territori amici fatti di acustica, piano e cori che fanno da contorno a “Wild Heart” o alla luminosa title track “Delta” in chiusura.

Va detto, stile, gusto e tatto personali ed inconfondibili non mancano, i Mumford and Sons ci sanno fare e su questo c’è poco da discutere; semmai si può percepire, quella sì, una sensazione finale di aver provato qualcosa di, seppur con il vestito buono, piuttosto freddino e scialbo, al netto del ricettario classico fatto di genuino sentimento e lucida emotività. O forse è che preferivamo quelle ambientazioni calde, rustiche e toccanti grazie alle quali, e su questo ci possiamo scommettere, a prescindere da questo “Delta” i Mumford saranno ancora in grado di riempire stadi e palazzetti in giro per il mondo.

 

Tracklist
1. 42
2. Guiding Light
3. Woman
4. Beloved
5. The Wild
6. October Skies
7. Slip Away
8. Rose of Sharon
9. Picture You
10. Darkness Visible
11. If I Say
12. Wild Heart
13. Forever
14. Delta
 
 

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