OGGI “SHOW NO MERCY” DEGLI SLAYER COMPIE 35 ANNI

 
3 dicembre 2018
 

Gli Slayer si formano nel 1981 ad Huntington Park , sobborgo di Los Angeles quando due liceali che rispondono al nome di Jeff Hanneman e Kerry King (che si conobbero quando King si presento’ ad un provino indetto da Hanneman) decisero di mettere in piedi un gruppo ispirato dalla N.W.O.B.H.M. con gruppi come Judas Priest e Iron Maiden a fare da guida, cosi’ come da band come i Venom, gruppo cardine della nascente scena thrash metal mondiale (ed in futuro uno dei gruppi culto della scena black metal), i Mercyful Fate di King Diamond, e da mostri sacri come Black Sabbath, Deep Purple e Led Zeppelin, senza dimenticare i gusti musicali di Hanneman noto ammiratore della nascente scena Punk Hardcore (gruppi come Dead Kennedys, Black Flag, Verbal Abuse, G.B.H., The Exploited, Misfits erano tra gli ascolti preferiti del giovane).  La scelta del batterista ricadde su Dave Lombardo gia’ conosciuto da Kerry King in quanto attivo in varie band locali (Escape e Sabotage, omonimi del combo italiano ) ma soprattutto per essere il fattorino della consegna pizze che di solito portava le ordinazioni a casa King. Mancavano il bassista e il cantante per completare l’organico e anche qui King pesca dalle sue vecchie conoscenze e decide di reclutare Tom Araya con cui avera militato nei Quits. Araya, il piu’ vecchio del gruppo aveva all’epoca vent’anni , mentre gli altri tre componenti erano appena diventati maggiorenni.

Araya era un giovane molto turbolento, per evitare la sua entrata in una gang di latinos della zona sua sorella maggiore lo convinse a frequentare un corso che l’avrebbe portato al diploma di terapista respiratorio, una sorta di infermiere specializzato in cardiologia e pneumologia. La sua unica passione era la musica da quando si trovo’ in casa una chitarra del fratello.

Formata la band, i nostri iniziano a suonare dal vivo, proponendo cover dei gruppi sopracitati, impegnandosi però a suonare piu’ veloce, dopo aver visto un’altra band della zona dal vivo gli Exodus in cui militava ancora Kirk Hammett prima del trasloco nei Metallica. La vera folgorazione pero’ arriva mentre assistono ad un concerto dei sopracitati Metallica e si rendono conto che devono suonare piu’ veloci e cattivi, e cosi’ iniziano a scrivere brani originali e, finalmente, nel mese di maggio del 1983 riescono a far uscire il loro primo demo autoprodotto che contiene 3 brani, “Fight ‘til death”, “Black magic” e “The antichriist” che in seguito verranno inseriti nel loro disco d ‘esordio.

La svolta arriva il 27 agosto dello stesso anno in cui aprono il concerto dei Bitch in un locale di Los Angeles chiamato “Woodstock”: mentre stanno suonando “Phantom of the opera” degli Iron Maiden vengono notati da Brian Slagel, Guru della neonata Metal Blade Records , che di sovente si recava nel locali della zona per cercare nuovi gruppi da inserire nel catalogo della sua label. Slagel resta ammaliato dalla prestazione della band e, alla fine del concerto, chiede al gruppo se vogliono incidere un brano per la raccolta pubblicata dalla sua etichetta chiamata “Metal Massacre Vol. III”. La band compone per la compilation della Metal Blade il brano “Aggressive Perfector”. E qui finalmente arriviamo al nocciolo della questione. Visto il successo del brano su “Metal Massacre Vol.III” e la continua richiesta di nuovi fan che si presentano a casa di Slagel chiedendo dove si possa trovare l’album di questi Slayer, Il Vate della Metal Blade decide di metterli sotto contratto per un album. Il problema e’ ora trovare i soldi per andare in sala d’incisione per registrare questo debutto, dato che la neonata casa discografica non poteva sostenere i costi di registrazione (all’epoca la sede dell’etichetta era casa Slagel ed il garage era l’ufficio e il magazzino distribuzione). Alla fine ci pensano Tom Araya (l’unico che al momento lavorava) ed il padre di Kerry King a coprire i costi di registrazione.

Nel novembre del 1983 affittano la sala d’incisione in orari notturni, dato che costa meno, ed in circa tre settimane, suddivise in varie sessioni, riescono a portare a casa i dieci brani che andranno a comporre quello che diventera’ “Show No Mercy”. Il full-lenght in questione esce il 3 dicembre dello stesso anno e nonostante la produzione dell’album non sia il massimo, i suoni grezzi e il mixaggio infelice, questo diventera’ nel tempo uno dei capolavori su cui si fondera’ la scena thrash metal mondiale e non solo. Il disco fu un successone nonostante la scarsa distribuzione (la band non potè portare il disco in tour per la vendita, perché le tempistiche dell’uscita furono sbagliate ) e vendette solamente negli Stati Uniti tra le quindicimila e le ventimila copie (dove la media vendita delle uscite della Metal Blade era sulle cinquemila) e, sorpresa sorpresa, vendette quindicimila copie pure nel vecchio continente.

L’album vendette molto anche se apertamente osteggiato (forse anche per questo molti vollero acquistarlo….) dal comitato censorio denominato Parental Music Resource Center (P.M.R.C.) capitanato da Tipper Gore, moglie dell’ecosenatore Al Gore, futuro vicepresidente e degli Stati Uniti d’America nell’era Clinton che alll’epoca non risparmiava nessuno. La leggenda degli Slayer poteva iniziare. Tra le curiosita’ di questo disco si possono annoverare la batteria di Lombardo, visto che il batterista suona con una sola cassa (la famosa dopppia cassa, marchio di fabbrica degli Slayer, apparira’ dall’ EP “Haunting The Chapel” dell’anno successivo), la presenza ai cori (nel brano “Evil has no boundaries” ) di Eugene Victor Hoglan o Gene Hoglan come lo conoscono tutti (batterista tra l’altro di band come Testament, Death e Fear Factory), roadie della band all’epoca e subito licenziato perché, come ricorda lo stesso Hoglan, “ero il peggior roadie di tutti i tempi” ed è impossibile dimenticare la stroncatura, senza se e senza ma, di Kerrang, rivista di punta del settore dell’epoca, fatta da Dave Dickson che in poche righe liquidava “Show no mercy” cosi’ : “pura, assoluta spazzatura”.

Non voglio soffermarmi molto sui brani presenti nell’album , classici che ormai i fan della band conoscono a memoria , voglio solo ricordare un disco che per me e per molti della mia generazione (e non solo…) ha rappresentato qualcosa di speciale.  A chi lo ascoltasse ora, per la prima volta, probabilmente non farebbbe particolare effetto, dato che nei decenni successivi migliaia di band sono uscite con album molto piu’ violenti di questo, ma chi, come me, negli anni ’80 si fosse trovato innanzi a questo album, beh,  credo ricordera’ con nostalgia la propria reazione innanzi al brano d’apertura del disco, quel “Evil has no boundaries” (e qui inizio a cantare come un demente il ritornello “Evil my words defy / evil has no disguise / evil will take your soul / evil my wrath hunfolds”) che mi fece rimanere attonito, come i pastorelli alla visone della madonna di Fatima. “Show No Mercy” grazie di esistere.

Slayer – Show No Mercy
Pubblicazione: 3 dicembre 1983
Durata: 34:59
Tracce: 10
Etichetta: Metal Blade
Produttore: Slayer

Tracklist:
1. Evil Has No Boundaries
2. The Antichrist
3. Die By The Sword
4. Fight Till Death
5. Metal Storm / Face The Slayer
6. Black Magic
7. Tormentor
8. The Final Command
9. Crionics
10. Show No Mercy

 

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