TOP TEN ALBUM 2018 DI RICCARDO CAVRIOLI

 
17 Dicembre 2018
 

#10) LUCY DACUS
Historian
[Matador]

Musicalmente è lirismo guitar-rock al femminile, capace di spaziare dal folk a distorsioni anni ’90 che ci mandano letteralmente in paradiso (il finale di “Night Shift” è roba che rimanda quasi ai Radiohead dei tempi d’oro del secondo disco). Il suono è potente eppure capace anche di una dolcezza surreale, si esalta in ritornelli deliziosamente indie-pop per poi farsi improvvisamente più spesso, scuro e sonico.

#9) SOFTER STILL
Nuances
[Fandango]

Gli anni ’80, con i suoi synth, quelle ritmiche così incalzanti e alte nel mix, il sound declinato secondo il magico verbo del sophistipop: tutto quello che volevamo dai Softer Still lo troviamo, ma, per fortuna, non manca mai nemmeno quel tocco sognante e magico che avvolge ogni brano, rendendolo capace di entrarci subito sottopelle, avvolgente e quasi malinconico come potrebbe essere “Why Does It Rain” o ballabile e capace di farci muovere testa e piedi, vedi “Priorities”.

#8) OUR GIRL
Stranger Today
[Domino]

Fuzzy guitar che sanno dispensare, con mirabile equilibrio, la dolcezza e il rumore, l’oscurità e spiragli accecanti, il trattenere il fiato e l’esplosione in un urlo stordente. Soph Nathan è artista raffinatissima: il suo mondo pulsa forte e intenso e, trasportandolo in musica, c’invita a toccarlo con mano. Fatelo, l’esperienza sarà meravigliosa.

#7) AIDAN MOFFAT AND RM HUBBERT
Here Lies The Body
[Nonesuch]

Tutto così evocativo che pare un dipinto in musica, uno di quelli in grado di dar vita a un episodio ‘Sindrome di Stendhal’, così raro eppure inevitabile di fronte a simili magnificenze. La cosa meravigliosa è che il disco continua a crescere ascolto dopo ascolto, inesorabilmente.

#6) MASSAGE
Oh Boy
[Tear Jerk]

Cosa dobbiamo aspettarci da questi eroi? Guitar-pop, cristallino e delizioso, quello che piace a noi, che abbiamo il cuore gentile e ci emozioniamo con questi ritornelli fatti apposta per scaldarci il cuore ed entrarci in testa. La parola d’ordine sembra essere “semplicità”. Tutto scorre in modo gentile e suggestivo, mentre il jangle-pop dei nostri richiama tanto The Go-Betweens quanto la Sarah Records (“Liar” è una di quelle meraviglie che avrebbe potuto comparire in loop in ogni raccolta della Sarah).

#5) WINTER DIES IN JUNE
Penelope,Sebastian
[Autoproduzione]

Gli Winter Dies In June non hanno paura nè di rischiare nè di cambiare pelle. Il dialogo tra la strumentazione e la voce di Alain (che narra di una storia d’amore tra due ragazzi, come una diario, tra luoghi, avvenimenti e sensazioni vissute) non avviene più così spesso solo con la chitarra, ma anche con synth che riempiono maggiormente il suono, che si fa più stratificato, e che si sposano a quel gusto sempre in bilico tra l’Inghilterra e l’America. Mutevoli gli Winter quindi, ma sempre loro.

#4) ILLUMINATI HOTTIES
Kiss Yr Frenemies
[Tiny Engines]

Si è già data una definizione più che calzante la deliziosa Sarah Tudzin, ovvero ‘tenderpunk‘. Partendo da questa parola noi siamo già innamorati. Se poi sentiamo il suo dischetto, beh, questa giovane fanciulla di Los Angeles diventerà immediatamente la nostra eroina, magari solo per qualche giorno, ma lo diventerà sicuramente.

#3) ALPACA SPORTS
From Paris With Love
[Elefant]

Siete pronti? Bene, ve lo dico subito…questo è quanto di meglio Andreas e i suoi Alpaca Sports abbiano fatto nel corso della loro carriera. Inutile fare tanti giri di parole quando il succo del discorso è tutto qui. Andreas e Amanda, grazie anche all’intervento di uno che di pop se ne intende come Lisle Mitnik, trovano la perfetta quadratura del cerchio e dosano alla perfezioni le giuste parti di twee, nostalgia, zucchero filato, ritmi ballabili e sguardi che fanno battere il cuore, per creare il mix perfetto. Se poi immagiamo di gustarci questa delizia all’ombra della Torre Eifell, beh, allora la magia è davvero completa.

#2) FLASHER
Constant Image
[Domino]

Bello, ma davvero bello questo disco dei Flasher. Il terzetto di Washington parte dal post- punk, ma possiede una sapienza musicale decisamente rigogliosa, tale da rendere entusiasmante il proprio sound, che si fa cangiante e stilosissimo.

#1) NIGHT FLOWERS
Wild Notion
[Dirty Bingo]

Signori e signore ecco la perfezione. I Night Flowers non deludono le aspettative e piazzano un disco che entra subito, di diritto, nell’Olimpo del guitar-pop più dolce ed emozionante. Li abbiamo visti crescere questi ragazzi, li abbiamo visti affinare via via un songwriting che partiva da una base molto vicina ai Pains Of Being Pure At Heart per arrivare ora a una maturità, una personalità e una consapevolezza impressionante.

 

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