TOP TEN ALBUM 2018 DI VALENTINA NATALE

 
18 dicembre 2018
 

#10) DARLINGSIDE
Extralife
[Thirty Tigers]

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Armonie vocali, testi interessanti, un folk pop intenso e malinconico venato di elettronica. E’ la ricetta dei Darlingside, band di Boston che si era fatta notare oltreoceano con “Pilot Machines”, “Birds Say” e l’EP “Whippoorwill”. Tornano con un disco dal sound meno tradizionale, più sperimentale. Divertenti, simpatici e piacevolissimi da ascoltare

#9) A GRAVE WITH NO NAME
Passover
[Forged Artifacts]

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Alexander Shields, cuore e anima del progetto A Grave With No Name, è un artista capace di raccontare piccole storie private rendendole universali. Le tredici canzoni di “Passover” esplorano territori più melodici rispetto al passato ma sempre carichi di emozioni. Un elegante album che parla di famiglia, rimpianto, lutto, rinascita e di come a volte vivere in modo semplice sia la scelta migliore

#8) LUCY DACUS
Historian
[Matador]

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Scopre le carte Lucy Dacus e dopo un buon esordio (“No Burden”) regala un disco notevole. “Historian” sembra una pagina di diario messa in musica con grazia e maestria. Fresco, arrangiato benissimo, un misto di ballate e indie rock senza pesantezze né forzature. La conferma del talento di un’artista incredibilmente matura, con un timbro vocale difficile da dimenticare

#7) RUMOR
Ti Ho Visto Ad Alta Voce
[Junkfish Records]

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“Ti ho visto ad alta voce”, esordio sulla lunga distanza di Elia Anelli e Marco Platini, è un album che mette insieme stili diversi amalgamandoli in modo non banale né scontato. Elettronica, synth pop e pop contemporaneo si rincorrono in dieci brani di grande intensità. I Rumor sono cresciuti, stanno crescendo, cresceranno ancora

#6) MITSKI
Be The Cowboy
[Dead Oceans]

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Quinto album per Mitski Miyawaki dopo il successo di “Puberty 2” che le ha permesso di dividere il palco con Pixies e Lorde oltre a collaborare con i Xiu Xiu. Torna a parlare di donne Mitski. Donne ironiche, indipendenti, vivaci, romantiche, forti e vulnerabili. Tante identità diverse che interpreta con naturalezza confermando di essere una delle voci al femminile più interessanti di questi ultimi anni

#5) ANNA CALVI
Hunter
[Domino]

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Quello di Anna Calvi è un ritorno tormentato che mette in dubbio regole e convenzioni. Cacciatrice elegante e sensuale, in “Hunter” conferma di essere una delle chitarriste più innovative dell’ultimo decennio (insieme a St. Vincent) e di saper scrivere testi che graffiano e lasciano il segno. Si mette in gioco e non sbaglia, parlando di uomini a modo suo

#4) AS MADALENAS
Vai, Menina
[Brutture Moderne]

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Tornano la bolognese Cristina Renzetti e la brasiliana Tati Valle dopo “Madeleine” del 2015, che aveva fatto gridare al miracolo con la sua sapiente miscela di musica tricolore e verdeoro. Tre anni dopo le As Madalenas confermano l’ottima impressione lasciata da quell’esordio. Dolci, delicatissime, divertenti creano melodie che profumano di saudade, basilico e acqua di mare

#3) CAT POWER
Wanderer
[Domino]

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Ennesima trasformazione per Chan Marshall che torna a imbracciare la chitarra acustica e lascia la Matador dopo una lunga serie di polemiche per approdare in casa Domino. “Wanderer” è un disco blues suonato con dita esperte e il cuore al posto giusto. Non più solo “Good Woman” ma semplicemente donna, Cat Power è capace di bastarsi da sola. Intenso e commovente

#2) AVION TRAVEL
Privé
[Musicacé]

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Quindici anni di relativa assenza dalle scene discografiche e un grave lutto (la morte del chitarrista Fausto Mesolella) non hanno scalfito la dolce ironia della Piccola Orchestra, che torna a farsi largo in un panorama musicale frammentato e difficile come quello odierno. “Privé” conferma la grande qualità artistica e umana degli Avion Travel: avventurosi negli arrang iamenti, passionali e poetici nei testi, con un orecchio al presente e uno al passato

#1) ST. VINCENT
MassEducation
[Loma Vista]

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E’ passato poco più di un anno dall’uscita di “Masseduction” e Annie Clark torna a sorprendere. “MassEducation” è una versione solo piano e voce di quel disco, registrata insieme a Thomas Bartlett in arte Doveman. St. Vincent dimostra che un brano musicale se ben costruito cresce e si trasforma, può diventare completamente diverso da com’era stato concepito all’inizio senza dover rinunciare alla qualità. Coraggiosa, creativa, unica nel suo genere

 

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