TOP TEN ALBUM 2018 DI GIANLUIGI MARSIBILIO

 
21 dicembre 2018
 


Come ogni anno arriva il fatidico momento delle classifiche. Ci si trova come spesso accade nella vita, davanti a delle scelte e quella di selezionare i dieci dischi dell’anno è importante, perché anche noi, insieme ai nostri dischi, tiriamo le somme dell’anno, il risultato del contaggio non è mai zero, tocca a noi tracciare le somme di eventuali deficit o surplus.

L’equazione, come detto, non è perfetta, ma anche per il 2018 con Indie For Bunnies provo a fare i conti con la discografia, con il mio Spotify, con i suoni e le parole che mi hanno segnato e quindi con me stesso.

Il quoziente italiano nelle mie classifiche è sempre presente, quindi in molte posizioni troverete tutto il mio italo-centrismo nell’ascoltare e recensire musica.

10. BAUSTELLE
L’amore e la violenza vol 2

[Warner Italia]
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Probabilmente non a livello del suo predecessore, il colpo di coda di una stagione poetica dei Baustelle, ma comunque non sarebbe una mia vera top ten senza un pensiero, un elemento che rimandi ai Baustelle.
Il disco comunque contiene un pezzo da brividi che è “Il Minotauro di Borges”: l’infinito rincorrersi tra passato, futuro, letterature e immagini è il vero indirizzo poetico dei Baustelle, che ci sono, c’erano e ci saranno.

#9) COURTNEY BARNETT
Tell Me How You Really Feel

[Milk! Records/MOM+POP/Marathon]
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Ci sono molti modi per trovare la grazia e nel 2018, la Barnett è una via per raggiungere una salvezza non banale, non immediata.
Il suo disco sembra comporre finalmente un puzzle che ci fa finalmente capire la sua qualità artistica. Ad uscirne fuori alla grande è lei, le sue idee e intuizioni: una rivelazione totale.

#8) RICCARDO SINIGALLIA
Ciao Cuore

[Sugar]
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Un disco distante dai miei ascolti che proprio per questo ha avuto la capacità di spezzare in un modo assurdo ogni preconcetto. Sinigallia sa suonare, produrre, scrivere e con questo disco ha la capacità di scrivere tutto in modo urgente, necessario per lui che compone e per noi che ascoltiamo.

Rara bellezza.

#7) MARIA ANTONIETTA
Deluderti
[La Tempesta]

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Un disco verità quando arriva è facile da riconoscere: Maria Antonietta ha portato se stessa in un’altra dimensione artistica, come anche nel live ha mostrato nel suo giro della penisola. La sua figura si erge completa e complessa in un disco che è cucito su delle emozioni piccole, eterne, profonde. “L’ira del leone è la saggezza di Dio” probabilmente la cantautrice ha finalmente riversato tutto questo in un suo disco.
Un album così, nel corso dell’anno, diventa un vero fratello.

#6) SETTI
Arto

[Vaccino Dischi]
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Impossibile rimanere imparziali davanti ad un disco così. Meriterebbe il podio ma il sesto posto è semplicemente per non sembrare troppo partigiano. Setti non canta nel suo disco, disegna, illumina, racconta e lo fa in un modo unico. “Arto” è quello di cui il cantautorato italiano ha un bisogno assoluto e se visto in questa direzione, il lavoro può essere fondamentale per capire qualcosa in più sulla nostra musica e sul suo futuro.

#5) SNAIL MAIL
Lush

[Matador]
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La top 5 è una zona calda, caldissima e allora per aprirla scelgo uno dei progetti più interessanti usciti durante l’anno. “Lush” è una perla che in un solo colpo consacra la poetica di Snail Mail, un artista così è assolutamente legata all’urgenza comunicativa che hanno mostrato le artiste durante il 2018.

#4) SOCCER MOMMY
Clean

[Fat Possum Records]
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Capire cosa significa cantare in modo personale e colloquiale è semplice. Ascoltare “Clean” è un esercizio di stile, di comprensione. Soccer Mommy è una scintilla nella notte e se molti dischi sono apocalittici, Sophie Allison (vero nome di Soccer Mommy) riesce a dare la sensazione che anche la notte più buia e intricata può essere illuminata e migliorata. Partendo da un disco così è facile migliorare una serata.

#3) BOYGENIUS
Boygenius EP

[Matador]
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Prendi due cantautrici incredibili, unisci la fuoriclasse assoluta (Julien Baker) e senza nemmeno troppo sforzo verrà fuori Boygenius. Il trio ha una conformazione ben precisa e si inserisce perfettamente in un discorso profondo su come la musica stia cambiando, loro a livello internazionale rappresentano la parte migliore di un movimento che sfocia anche in Snail Mail, Soccer Mommy. Boygenius però è la più forte spinta intimista del 2018, e allora appena parte il breve EP stiamo in silenzio, per ascoltare una magia.

#2) ICEAGE
Beyondless

[Matador]

Tutto ciò che doveva esser morto, risorge, ma non con un attitude compassata, ma anzi si accende e ritrova nuova verve in nuovi elementi narrativi. Sconvolgono per la loro voglia di rompere ogni equilibrio, non c’è tradizione o filo rosso che leghi gli Iceage, loro sono selvaggi, e “Beyondless” è un altare che finalmente ha esaudito le nostre preghiere.

#1) ANY OTHER
Two, Geography

[42 Records]
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Primo posto meritato perché sostanzialmente penso che ad Adele Nigro non manchi nulla per competere con le sue più nominate colleghe estere e allora preso da una botta di patriottismo dono la testa della classifica proprio a Any Other, un progetto che nel corso degli anni ha saputo spiazzare e stupire, sempre in un modo assolutamente positivo. Adele gioca in un modo meraviglioso con la sua cultura musica e registra un disco in cui fluisce bellezza pura.
Any Other non ha paragoni.

 

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