TOP TEN ALBUM 2018 DI FABRIZIO SILIQUINI

 
24 Dicembre 2018
 

#10) INTERPOL
Marauder
[ Matador ]
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Tra le grandi band che hanno pubblicato qualcosa nel 2018 era quella che rischiava di più, e penso si siano meritati un ricordo per la forza del loro “Marauder”. Non sono quelli degli esordi, non devono esserlo per forza, ma riescono con una leggera deriva rock , ancora ad affascinare, brani a tratti potenti accompagnati da testi più personali ed intimi.

#9) BAUSTELLE 
L’amore e la violenza II
[Warner]
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I Baustelle chiudono il capitolo aperto con il volume uno con un secondo lavoro altrettanto interessante, forse meno sorprendente del primo ma pieno di brani da ricordare. Ritroviamo i soliti testi brillanti e una nuova ricerca pop, la band più snob e antipatica del mondo, come dice Francesco Bianconi, colpisce ancora ma già ci aspettiamo grandi sorprese per il loro nuovo lavoro.

#8) FANTASTIC NEGRITO
Please Don’t be dead
[Essential Music]
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Tornerà presto  in italia per nuovi live da non perdere, vero animale da palcoscenico riesce a confezionare un album di rock blues che sfiora la perfezione. In realtà l’album è più complesso e riesce a miscelare blues, rock e funky , Joe Cocker e Prince , condito da testi che raccolgono le contraddizioni americane fatte di emarginazione, droga e assenza di futuro.

#7) JACCO GARDNER
Somnium
[ Full Time Hobby ]
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Uno dei maggiori talenti in circolazione decide di alzare l’asticella e realizza un album rischioso, totalmente strumentale , e  assolutamente difficile. Un lavoro di ricerca che ha alla base delle scelte stilistiche precise, potremmo dire ambient music se solo avessimo a disposizione una navicella spaziale dove ascoltarla. Da usare con cautela si sono verificati casi da sindrome di Stendhal.

#6) MITSKI
Be the cowboy
[Dead Oceans ]
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Mitski sforna nel 2018 il suo migliore lavoro di sempre, costruendo una strada verso un pop accattivante ma allo stesso momento non banale. I testi allo stesso modo scavano nei pensieri dell’autrice tra  insicurezze e certezze effimere,  ma ci mostrano un’artista matura e sicura di se.

#5) ANNA CALVI
Hunter
[ Domino ]
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Che da Anna Calvi ci si dovesse aspettare qualcosa di grande era un pò il pensiero di tutti e con “Hunter” ci dimostra che ha la grinta e il carattere necessario per le grandi imprese. Il mix di sensualità e capacità vocale e compositiva ci regala una donna alfa come non si vedeva da tempo, cercasi preda disperatamente .

#4) IDLES
Joy as an act of resistence
[Partisan ]
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Con gli Idles rinasce il punk, stessa carica ma moderno ed emozionante, con testi intelligenti e provocatori, e con un cantato che e’ una via di mezzo tra Johnny Rotten e Eddie Argos . Se casomai qualcuno se lo fosse scordato siamo stati tutti “Danny Nedelko”.

#3) GAZ COOMBES
World’s strongest man
[Hot Fruit Recordings]
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Che cosa ci è rimasto dell’ondata Brit Pop? Un Damon Albarn iperattivo e ripetitivo, fratelli Gallagher che galleggiano tra i ricordi , e altri che ci riprovano senza neanche avvicinarsi ai fasti di un tempo, ok mi viene in mente Richard Ashcroft . Per fortuna che c’e’ Gaz Coombes a salvare tutto con un album strepitoso, tra passato e futuro ci mostra come scrivono  canzoni  i grandi della musica, quelli che le idee le hanno ancora.

#2) THE ESSEX GREEN
Hardly Electronic
[ Merge Records ]
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Erano passati così tanti anni dal loro precedente lavoro che non pensavo tornassero più, invece eccoli con un album formidabile, tra  Belle and Sebastian The Beautiful South , e anche i nostri  Baustelle , questi fenomeni di Brooklyn sembrano una band inglese con influenze americane. In un mondo più giusto “Don’t Leave It in Our Hands” avrebbe scalato le classifiche, ma in fondo è andata  meglio così.

#1) LUCY DACUS
Historian
[ Matador]
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Arriva dalla Virginia questa giovanissima ragazza così piena di talento, e ci regala un lavoro veramente notevole, ispirato e  ben arrangiato. Tra testi personali e forti, accompagnati dalla sua dolce voce ci sbatte in faccia un rock capace di alternare momenti dove la melodia governa a momenti in cui è la potenza del suono ad impressionare . Un album da isola deserta  con brani che non abbandoneranno mai la propria personale track list, ditemi avete ascoltato un brano più bello di “Night Shift” quest’anno?

 

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