“DOPO IL PRIMO ALBUM, LA MIA VITA DI TUTTI I GIORNI è CAMBIATA”: CONOSCIAMO MEGLIO JOANNE SHAW TAYLOR

 
2 gennaio 2019
 

Joanne Shaw Taylor è una chitarrista blues inglese: scoperta da Dave Stewart degli Eurythmics nei primi anni ’00, la musicista nativa delle West Midlands si è poi trasferita a Detroit e da lì è partita la sua carriera musicale. Dopo aver recentemente firmato un contratto con la Sony Music, Joanne pubblicherà nel prossimo febbraio un nuovo album, “Reckless Heart” che la porterà in tour in Europa. Proprio nello stesso mese – e più precisamente giovedì 21 – l’artista britannica arriverà anche in Italia per una data al Legend Club di Milano. Noi di Indieforbunnies.com abbiamo approfittato di questa occasione per contattarla telefonicamente per parlare del nuovo disco, delle sue inflenze, di Dave Stewart, degli Stati Uniti, della Sony e di tanto altro. Ecco cosa ci ha raccontato:

Ciao Joanne, benvenuta sulle pagine di Indieforbunnies.com e grazie per il tempo che ci stai dedicando. Suonerai a Milano il prossimo febbraio: sei contenta di suonare nel nostro paese? E’ la tua prima volta in Italia?

Sì. Sono due prime volte, sarà sia la prima volta che suonerò in Italia sia la prima volta che visiterò l’Italia. Sarà fantastico. Sono molto contenta. Mi ci è voluto più tempo di quello che avrei voluto.

Che cosa ti aspetti da questo concerto?

Non lo so. Sarà sicuramente qualcosa di interessante, visto che non ho mai suonato per un pubblico italiano in passato. Spero che sarà un concerto pieno di energia e rumoroso. Sono sicura che il cibo sarà fantastico. (ridiamo)

Nel 2002, quando eri ancora una teenager, Dave Stewart degli Eurythmics ti ha invitata a suonare nel suo supergruppo, i D.U.P. : puoi raccontare ai nostri lettori qualcosa di quella esperienza? Che cosa ha significato per te?

Ho suonato a un concerto di beneficenza e un amico di David era presente e gli ha passato alcune demo. Qualche giorno dopo mi hanno telefonato e mi hanno invitato a Londra e mi hanno chiesto di suonare insieme ai D.U.P.: è stata una cosa incredibile. Non c’era solo Dave, ma anche Candy Dulfer, Jimmy Cliff e altri. Lavorare con musicisti di quel calibro è stata un’esperienza fantastica.

Quindi è stata una di quelle esperienze che ti cambiano la vita.

Sì, assolutamente.

Ho letto che nel 2008 ti sei trasferita a Detroit, Michigan. Che cosa ha significato per te andare a vivere negli Stati Uniti? Come ti trovi a vivere e lavorare in quella nazione?

E’ stato un caso che mi sia trasferita a Detroit. Ho sempre desiderato andare in tour là – molte delle mie influenze provengono dagli Stati Uniti e il blues è ancora molto importante là. Avevo degli amici a Detroit: sono i componenti di una band che aveva aperto per me nel Regno Unito. Ho iniziato a organizzare un tour lì e loro mi hanno aiutato. E’ andato molto bene. Non è stato qualcosa di intenzionale, ma mi trovo bene lì. Mi piace tornare in Europa ovviamente, mi piace andare in tour nel vecchio continente. E’ un posto fantastico, come puo’ essere qualsiasi altro luogo: ho trovato persone molto belle e ottima musica lì. Sono veramente felice.

I tuoi primi due album hanno raggiunto posizioni molto alte nella Top Blues Album Chart di Billboard: credi che ciò possa aver cambiato la tua vita in qualche modo?

Sì, credo che l’abbia fatto. Prima lavoravo in un bar, dopo il primo album la mia vita di tutti i giorni è cambiata e sono andata in tour. Sì, mi ha davvero cambiato la vita e in maniera positiva.

Quest’anno hai firmato un contratto con la Sony Music: credo che possa essere considerato come un grande passo in avanti per un artista. Sei contenta di lavorare con loro?

Sì, assolutamente. E’ stato sicuramente un passo in avanti ed era qualcosa che stavo cercando. E’ successo in maniera naturale. Hanno deciso di far ripartire la Silvertone. Loro stavano cercando me e io stavo cercando loro. Stanno dandomi un grande supporto.

Parliamo del tuo nuovo album, “Reckless Heart”, che uscirà a febbraio proprio pochi giorni prima del tuo concerto in Italia. Per prima cosa, posso chiederti se c’è un significato particolare dietro al suo titolo?

Credo di sì. Parecchie delle canzoni che fanno parte di questo album parlano di una relazione sentimentale turbolenta.

Quindi i tuoi testi parlano soprattutto di questa cosa?

Sì, per la maggior parte di questo mio nuovo disco.

Parlando invece delle tue influenze musicali, quali sono state le tue principali per questo nuovo album?

Credo che siano state le stesse di sempre. Non credo che le noti sempre, non ti accorgi mentre le stai ascoltando. In questo disco credo che ci sia molto soul. E inoltre ho ascoltato molto blues inglese degli anni ’60, Jeff Beck e Rod Stewart.

Per il tuo nuovo disco hai lavorato con il produttore Al Sutton, che ha già collaborato con The Detroit Cobras, Kid Rock e Greta Van Fleet, tra gli altri: che cosa hai imparato da questa esperienza? Che cosa ha portato nel tuo sound?

Siamo amici con Al da dieci anni. L’ho incontrato quando mi sono trasferita a Detroit. Ho sempre voluto lavorare con lui, ma a causa delle tempistiche non eravamo mai riusciti a collaborare poichè io ero in tour o lui era impegnato. E’ stato fantastico riuscire finalmente a organizzarci per poter lavorare insieme per questo mio nuovo album. Siamo ottimi amici e così l’ho coinvolto molto in questo lavoro. Gli ho mandato i miei demo molto presto. E’ stato diverso che lavorare con altri produttori, proprio perché siamo amici. E’ stato divertente e una bella esperienza.

Che cosa ci puoi raccontare del processo creativo di questo nuovo disco?

Ho iniziato a scrivere la scorsa estate. Mi sono chiusa in una stanza con la mia chitarra e ho cercato di analizzare ciò che mi stava succedendo in quel momento. I demo erano molto acustici, mentre, una volta entrata in studio, ho coinvolto molto anche la mia band nel processo.

Ho visto che realizzi la tua musica anche in vinile: che cosa ne pensi di questo formato? Ti piace?

Mi piacciono molto e li colleziono. Quando viaggio ovviamente compro gli mp3, ma credo che i vinili suonino meglio e credo che anche tante altre persone la pensino in questa maniera. Tutto il pacchetto è molto bello. Credo che tra 20 anni verranno ancora prodotti i vinili.

Hai qualche nuova band interessante da suggerire ai nostri lettori?

Ti consiglio questa ottima cantante blues che si chiama Dorothy. E’ una delle mie preferite in questo momento.

Grazie. Un’ultima domanda: per favore puoi scegliere una tua canzone, vecchia o nuova, da usare come soundtrack di questa intervista?

Direi “In The Mood”, il mio nuovo singolo.

Perfetto. Grazie mille.

 

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