JEFF TWEEDY
Warm

[ dBpm- 2018 ]
7.5
 
Genere: songwriting, indie-rock, folk
 
2 gennaio 2019
 

Jeff Tweedy è un esempio puro e discreto di un’identità solista forte e decisa che riesce a trascendere una band di appartenenza. Una reinterpretazione fresca di motivi classici dei Wilco e un modo di percepire la chitarra in modo frenetico sono le armi vincenti di “Warm”, uscito in simmetrica contemporaneità con la sua autobiografia.

All’uscita di questo disco abbiamo affermato e concepito finalmente un’idea più chiara sull’idea musicale da solista di Tweedy. Dalla morte del padre, raccontata in “Do Not Forget”, ai temi legati all’abuso di droghe e alcool sviluppati in frasi come “What drugs did you take / And why don’t you start taking them again / But they’re not my friends / And if I was dead / What difference would it ever make to them”. Il brano in cui viene usata questa potente affermazione è “Having Been is no way to be”: capire che essere stati non è una strada vincente per essere, è probabilmente una grande lezione che arriva dal disco e dall’esempio artistico dato da Tweedy.

Essere stati non è una strada per essere. Un mantra? Un monito? Una raccomandazione? Per Tweedy c’è una dimensione che va oltre tutto ciò e si lega alla ricerca sonora profonda, fatta da un set minimal, dall’essenzialità, dalla non-ricerca di ostentata purezza. Fingering sui tasti della chitarra e riverberi occasionali illuminano e donano una luce diffusa sul disco che fa scavalcare, cavalcare e passeggiare sulla linea di confine che lega Wilco e Tweedy. “The Red Brick” è un buon pezzo per assaporare la parte più classica di Tweedy, nel classicismo di un artista come lui c’è comunque una caratura tale da farci sembrare tutto esatto e mai fuori posto.

Il 70% del disco è composto con assenza di suoni infestanti e che prevaricano l’iniziale semplicità. Le canzoni sono botti di legno in una distilleria: profonde e inamovibili. Il blues è una tendenza opaca che sfocia e si perde nei sentieri di un rock acustico bello, piacevole, ammiccante e caldo.

“Warm” ricalca le pretese della band di Tweedy in cui non c’è ambizione di eternità, ma una costruzione di identità che si sviluppa su un sentiero romantico, pieno di sorprese e mai in linea con le aspettative.

Jeff Tweedy ha elevato delle storie, come i migliori poeti e drammaturghi, da una caratura personale a quella universale, le storie del leader dei Wilco sono come un deposito del caffè: tra una stasi perfetta e un roteare in una tazzina che noi possiamo elegantemente chiamare vita, o in questo caso “Warm”. L’enigma della stasi e dell’autoevoluzione si accendono in un musicista, chitarrista, artista, poco prolifico (come solista), ma assolutamente puntuale.

Tracklist
1. Bombs Above
2. Some Birds
3. Don't Forget
4. How Hard It Is for a Desert to Die
5. Let's Go Rain
6. From Far Away
7. I Know What It's Like
8. Having Been Is No Way to Be
9. The Red Brick
10. Warm (When the Sun Has Died)
11. How Will I Find You?
 
 

Sophie Ellis-Bextor – The ...

Premessa. Adoro la divina Sophie Ellis Bextor. Adoro le partiture orchestarli. Adoro Ed Harcourt. Fine premessa. Quando però è troppo, ...

Hozier – Wasteland, Baby!

Il secondo disco dell’irlandese Hozier, intitolato “Wasteland, Baby!”, arriva a distanza di ben 5 anni ...

Giorgio Poi – Smog

Facile parlare ora di Giorgio Poi, dopo cose come la collaborazione con Calcutta (finita in coda a quest’album) o il tour ...

Telekinesis – Effluxion

L’originalità non è tra le prerogative del one man band statunitense Michael Benjamin Lerner. La sua passione per la grande musica del ...

American Football – American ...

Quando nel 2016 Kinsella e sodali decisero di dar seguito al primo loro capitolo, divenuto nel mentre una sorta di oggetto di culto, ...