LE MIGLIORI SERIE TV DEL 2018

 
6 Gennaio 2019
 

COBRA KAI
1^ Stagione

La situazione è ribaltata e nelle dieci puntate assisteremo ad una escaltion di colpi di scena senza sosta, compreso il ritorno del dojo di karate più amato della storia del cinema: il Cobra Kai. La prima stagione la si può vedere in chiaro solo per le prime due puntate, sottotitolate in inglese, sul tubo, per poi essere acquistate, dalla terza in poi, ad un prezzo davvero irrisorio. Fidatevi, tornate ad All Valley e accompagnate Johnny nel suo tentativo di rinascere come uomo e come atleta, seguite di nuovo Daniel che riscoprirà gli insegnamenti di Miyagi che per troppo tempo aveva dimenticato, salite sulla pedana ripetendo come un mantra: Cobra Kai, non muore mai!
(Dario Thorre)

THE END OF THE FUCKING WORLD
1^ Stagione

Complici la brevità degli episodi e della serie nella sua interezza, ma anche due protagonisti completamente fottuti e irresistibili, “The End Of The Fucking World” si lascia guardare molto bene, a tratti addirittura avvince alternando grasse risate (all’episodio di ‘Frodo’ potevo morire) a tenere commozioni.
Molti personaggi sono ben riusciti (il padre di lui, la poliziotta buona), altri sono terrificantemente prevedibili e macchiettistici (il padre di lei, il padre adottivo di lei… poveraccia, tutti a lei i personaggi di merda).
(MC)

ATLANTA: ROBBIN’ SEASON
2^ Stagione

Donald Glover, quando non si trasforma in Childish Gambino, produce e interpreta una delle serie più dibattute e interessanti degli ultimi anni. Vite complicate quelle di Earn Marks e del cugino rapper Alfred “Paper Boi” Miles che cercano di sopravvivere tra successi, insuccessi, razzismo strisciante e ricerca di una strana normalità. Ma la vera protagonista è la città di Atlanta, microcosmo violento e visionario come non mai in undici episodi coinvolgenti. Glover osa e non delude. Ogni episodio fa storia a se, creando un mosaico di generi (dal thriller alla commedia all’horror al dramma) senza rinunciare alla qualità. Una conferma. Diffidare delle imitazioni.
(Valentina Natale)

LA FANTASTICA SIGNORA MAISEL
2^ Stagione

Ovvero gli anni Cinquanta nella versione a forti tinte (pastello) confezionata su misura da Amy Sherman – Palladino e Dan Palladino. Ritroviamo la vulcanica Midge Maisel alle prese con un marito (Joel) ormai ex ma non poi così tanto, figli, due genitori in fuga a Parigi e una carriera di stand up comedian tutta in salita, da costruire con l’aiuto dell’amica – manager Susie. Rachel Brosnahan è ormai completamente a suo agio nei panni della protagonista, soliti dialoghi al fulmicotone scritti dai Palladino. La prima serie ha fatto il pieno di premi prestigiosi (Golden Globe, Critics Awards ed Emmy) stesso destino potrebbe toccare a questi nuovi episodi.
(Valentina Natale)



NARCOS MEXICO
1^ Stagione

Dopo aver superato brillantemente l’addio a Pablo Escobar con i racconti relativi al cartello di Cali, per Narcos inizia una nuova sfida. Si torna indietro nel tempo e ci si sposta in Messico, ai tempi della genesi del cartello di Guadalajara di Félix Gallardo. Esame superato a pieni voti per una produzione ancora una volta eccellente, che sa coniugare ricostruzioni più o meno fedeli e capacità di trasmettere al telespettatore emozioni forti sul filo di una tensione sempre latente. Probabilmente è solo l’inizio di un nuovo ciclo narrativo che ha ancora molto da attingere ai tristi fatti di cronaca relativi al narcotraffico messicano.
(Enrico Amendola)

DAREDEVIL
3^ Stagione

La triste notizia è quella relativa alla cancellazione della serie targata Netflix, forse dovuta al prossimo debutto della piattaforma Disney proprietaria dei Marvel studios. E’ un vero peccato perché, al di là degli ascolti elrvati, è il prodotto a brillare di luce propria. La terza stagione di Daredevil si rivela come una delle migliori targate Marvel, tra redenzioni e rinascite del protagonista e le prove eccellenti di un un memorabile Vincent D’Onofrio sempre nei panni di Wilson Fisk ed alcuni comprimari di primissimo piano come l’agente Nadine e la nuova nemesi Bullseye. C’è solo da augurarsi che tale patrimonio possa vedere di nuovo la luce su qualche altra piattaforma o, perché no, sul grande schermo.
(Enrico Amendola)



THE HAUNTING OF HILL HOUSE
1^ Stagione

Basata su un romanzo di Shirley Jackson, Hill House è piombata nel catalogo di Netflix ridefinendo qualitativamente il concetto di “Horror Drama”. Nei dieci episodi che compongono la serie ci si spaventa tanto ma mai in maniera subdola con “jump scares” sistemati ad hoc; più che altro si respira una sensazione fortissima di angoscia e terrore che accompagna con costanza il telespettatore. L’atmosfera svolge un ruolo primario ma anche la scrittura è di primissimo piano, mescolando magistralmente l’horror con drammi familiari. Non si esce del tutto integri dalla visione, anche al netto di un finale coerente ma forse meno cupo ed oscuro di quanto la prima metà abbondante di stagione suggerisce.

WILD WILD COUNTRY
1^ Stagione

Noi ridiamo e scherziamo ma Bhagwan Shree Rajneesh, da queste parti associato quasi esclusivamente ai meme di Osho, è stato tra i guru più controversi dello scorso secolo. “Wild Wild Country” ripercorre l’incredibile parabola della sua comunità religiosa iniziata con la fascinazione spirituale di massa che negli anni ’70 ipnotizzo molti occidentali e culminata nel decennio successivo con il consolidamento, in terra americana, di una setta dove la spiritualità aveva definitivamente ceduto il passo a potere, affari e cospirazioni.
Il misticismo orientale diventa spy story e legal-drama, “Wild Wild Country” eredita lo scettro di “Making A Murderer” e si impone come il più avvincente ‘true-crime documentary’ dell’anno.
(Alessio Pomponi)

SHARP OBJECTS
1^ Stagione

Dopo “Big Little Lies” Jean-Marc Vallée torna a dirigere una mini-serie interamente al femminile tratta dal romanzo di Gillian Flynn (“Sulla Mia Pelle”). Sullo sfondo della solita lenta e bigotta provincia americana la storia personale di Camille perseguitata da ricordi e traumi si sovrappone alle complesse indagini di un efferato duplice omicidio. “Sharp Object” riesce nell’intento di confezionare un ottimo thriller, il migliore della stagione televisiva appena trascorsa, e al contempo un toccante dramma di relazioni tormentate e insoluti scontri generazionali sublimando il tutto con le eccellenti perfomances delle tre protagonisti (Amy Adams, Patricia Clarkson e la giovanissima Eliza Scanlen).
(Alessio Pomponi)

 

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