SUSPIRIA

 
 
di
7 gennaio 2019
 

di Enrico Serbandini

Splendido. Un errore madornale mettere in parallelo o in competizione i due film dallo stesso titolo. Perché non lo sono affatto. Guadagnino omaggia un suo grande amore giovanile: ‘Suspiria’ di Dario Argento.

Essendo regista di grande sensibilità ed intelligenza, oltre a possedere un linguaggio cinematografico internazionale che ben pochi in casa nostra hanno, non si limita a realizzare un remake. Anzi, ne stravolge proprio gli stilemi artistici e visivi. Poche cose hanno in comune le due opere. La Germania. Ma in due città differenti. La gotica Friburgo e l’algida Berlino. La danza. Le streghe. Fine. Ma lo sviluppo è completamente differente persino nei particolari. Faccio solo un esempio: cosa vi viene in mente quando pensate a quel capolavoro unico che è ‘Suspiria’ di Argento? Nella maggior parte dei casi rispondereste…i colori. Il rosso preponderante. Ecco, Guadagnino lo leva dalla tavolozza. Desatura a bomba regalando una fotografia scarna, esiziale, molto vicina a quel ‘Possession’ di Zulawski anch’esso, guarda un po’, ambientato a Berlino.

Guadagnino stupisce con sei atti sontuosi, nella scrittura, dilungandosi forse un po’ nella seconda parte del film e nel finale, comunque efficace e stordente. Il Sabba. Il climax del film. Sì perché in questo body horror rituale d’autore, la stregoneria si annusa dalle prime inquadrature e diventa evidente subito.

Due sequenze horror, una all’inizio e una alla fine, che non si dimenticano facilmente. La Swinton è meravigliosa e anche la Goth ma la sorpresa è Dakota Johnson. Mai avrei detto né pensato. Notevolissima. Colonna sonora meravigliosa di Yorke tra nenie infantili e lievi distonie. Lo consiglio vivamente a tutti. Ma non andate a vederlo aspettandovi il remake del cult di Argento. Ne sareste profondamente delusi. Qui si tratta di grande cinema d’autore che si mescola con il genere ottenendo un effetto devastante. Potente. Come un pentagramma satanico e un ballo al suono sinistro di ossa che si spezzano. Ce ne fossero.

P.s. aspettate la fine dei credits…

Paese di produzione: Italia, Stati Uniti d'America
Anno: 2018
Durata: 152 min
Genere: drammatico
Regia: Luca Guadagnino
Soggetto: Dario Argento, Daria Nicolodi (personaggi)
Sceneggiatura: David Kajganich
Produttore: Luca Guadagnino, David Kajganich, Francesco Melzi d'Eril, Marco Morabito, Gabriele Moratti, William Sherak, Silvia Venturini Fendi, Bradley J. Fischer
Produttore esecutivo: Carlo Antonelli, Paul Deason, Stella Savino, James Vanderbilt, Massimiliano Violante
Casa di produzione: Frensey Film Company, Mythology Entertainment, K Period Media, MeMo Films, Muskat Filmed Properties, Vega Baby, Amazon Studios
Fotografia: Sayombhu Mukdeeprom
Montaggio: Walter Fasano
Musiche: Thom Yorke
Scenografia: Inbal Weinberg

Interpreti e personaggi

Dakota Johnson: Susie Bannion
Tilda Swinton: madame Viva Blanc / Helena Markos / Dr. Jozef Klemperer
Chloë Grace Moretz: Patricia Hingle
Mia Goth: Sara Simms
Vanda Capriolo: Alberta
Jessica Harper: Anke Meier
 

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