OGGI “UNDER THE PINK” DI TORI AMOS COMPIE 25 ANNI

 
31 gennaio 2019
 

I primi tre album di Tori Amos hanno frantumato amicizie e diviso famiglie. Si sono combattute battaglie musicali dall’esito incerto per stabilire quale fosse il migliore tra “Little Earthquakes” (1992) “Under The Pink” (1994) che proprio oggi compie venticinque anni e il successivo “Boys For Pele” (1996). Il risultato in realtà non conta e non ha mai contato granché: il comune denominatore di questa tripletta anni novanta è la qualità.

“Under The Pink”, nato in un periodo che doveva essere di pausa per la ragazza di Newton, ha finito per confermarne il talento purissimo e l’indole ribelle, che l’aveva spinta ad allontanarsi dalla musica classica per suonare sull’amato pianoforte Bösendorfer i Led Zeppelin e Jimi Hendrix. Dopo il successo ottenuto con “Little Earthquakes” Tori Amos avrebbe potuto riposare, restare comodamente seduta sugli allori. Invece ha scelto di raccontare altri piccoli terremoti, esseri umani capaci di tutto.

Sbarazzina, controcorrente Tori con i suoi capelli rossi e le mani che corrono veloci sui tasti. Passando con coraggio dai nove minuti e mezzo di “Yes, Anastasia” ai suoni distorti di “Bells For Her” a quelli sincopati di “Space Dog” alla delicatezza di “Past The Mission” capace di ammansire il tormentato Trent Reznor in un duetto da brividi. Non era mai rassicurante la Tori Amos degli anni novanta, nemmeno quando scherzava sul suo passato da “Cornflake Girl” rinnegando bonariamente quello spot per i Kellogg’s Just Right del 1987 in un brano che in realtà parlava di donne che tradiscono altre donne ed era ispirato a “Possedere il segreto della gioia” di Alice Walker.

Venticinque anni dopo il triste, violento sarcasmo di “Pretty Good Year” è ancora un buon posto per rifugiarsi quando le cose non vanno come dovrebbero. La Ginger sempre sincera di “The Wrong Band” ormai è una vecchia amica e la cameriera di “The Waitress” potrebbe essere la collega con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Le intense sfumature di rosa dipinte nel 1994 resistono alle mode e al tempo. Milioni di copie vendute e grinta da vendere.

Tori Amos – Under The Pink
Data di pubblicazione: 31 gennaio 1994
Registrato The Fishhouse (New Mexico) e Westlake Studios (Los Angeles) febbraio – ottobre 1993
Tracce: 12
Lunghezza: 56:40
Etichetta: Atlantic / East West
Produttori: Tori Amos, Eric Rosse


Tracklist

1. Pretty Good Year
2. God
3. Bells For Her
4. Past The Mission
5. Baker Baker
6. The Wrong Band
7. The Waitress
8. Cornflake Girl
9. Icicle
10. Cloud On My Tongue
11. Space Dog
12. Yes, Anastasia

 

The Rise And Fall Of Our World: ...

Abbiamo i giorni contati, ci restano esattamente solo cinque anni prima che il mondo vada completamente in rovina: è così che si apre ...

Oggi “Primary Colours” degli ...

Non mi capita molto spesso di andare a riascoltare gli Horrors – non ho apprezzato particolarmente l’ultimo paio di uscite a loro nome, ...

Oggi “Illmatic” di Nas compie ...

Di “Illmatic”, album d’esordio del rapper newyorchese Nas, se n’è parlato e se ne continua a parlare moltissimo. Qualcuno, forse ...

Oggi “His ‘n’ ...

1994, Inghilterra. Il vulcano britpop è in pieno fermento. E l’interesse degli addetti ai lavori alto, altissimo, specie e ...

Oggi “Let Love In” di ...

Nick Cave and The Bad Seeds non sono sempre stati i grandi come li conosciamo oggi, anzi, la loro è stata una genesi lenta e graduale che, ...