WISHLIST: I 10 DISCHI PIU’ ATTESI DI FEBBRAIO 2019

 
31 gennaio 2019
 

Ogni mese escono valanghe di dischi. Pure troppi a volte. Starci dietro non è facile, nemmeno per noi. Così sulla nostra personale agenda ne abbiamo selezionati, in anticipo, dieci che, forse, potrebbero (nel bene o nel male) colpirci. Magari ci sbagliamo, ma la buona volonta ce l’abbiamo messa.

WHITE LIES
Five
[PIAS]
Release date: 1 febbraio

Polarizzatori di emozioni (o li si ama o li si odia), ecco che tornano in pista i White Lies. I singoli anticipatori di questo nuovo album del terzetto inglese vanno, bene o male, a parare nel loro classico sound, senza particolari sussulti a dire il vero. Se diamo per scontato che il meglio lo abbiano già dato con l’esordio e con “Big TV”, ci par di capire che andremo incontro a un disco che giustificherà il nuovo tour e non sposterà di certo gli equilibri consolidati tra fan e meno fan.

MASSIMO VOLUME
Il Nuotatore
[42 records]
Release date: 1 febbraio

Sei anni dopo “Aspettando i barbari”, il panorama intorno quella strana cosa che chiamiamo musica italiana è cambiato totalmente, ma i Massimo Volume ci sono ancora.
Diversi da tutto, fedeli solo a loro stessi e a quell’idea di unicità che fin dagli esordi ha scandito tutti i loro passi e reso ogni loro nuovo disco un’esperienza intensa e mai ripetitiva. Con “Il nuotatore” i Massimo Volume diventano un trio formato solo dal nucleo storico della band (Egle Sommacal, Emidio Clementi e Vittoria Burattini) e confezionano un album che scava proprio nell’essenza del loro suono, mai così volutamente scarno, minimale, eppure molto caldo e pieno, grazie anche alla produzione di Giacomo Fiorenza. Le note stampa ci dicono: “Non c’è l’ausilio dell’elettronica, non ci sono sintetizzatori o tastiere, nessun trucco. Solo i Massimo Volume al loro meglio e nella forma più pura“. La curiosità è altissima.

IAN BROWN
Ripples
[Polydor]
Release date: 1 febbraio

L’ultimo album di Ian Brown era datato addirittura 2009. Nel mezzo c’è stato un sussulto marchiato Stone Roses, con la speranza che la band tornasse davvero in pista, non solo live ma anche in studio. Speranza che non ha trovato concretezza. Quando la tristezza ci stava per assalire ecco che il buon Ian inizia a buttare fuori singoli e il disco, atteso per il primo marzo, uscirà un mese prima, meglio così. I brani anticipatori dell’album non sono affatto male. Quella voce inconfondibile da sola ci evoca mille sensazioni. Pregevole lavoro sulla ritmica come sempre e piacevoli riverberi anni 70. Dai Ian, sorprendici!

THE SPECIALS
Encore
[UMC]
Release date: 1 febbraio

Il tempo vola e se ci pensiamo bene un nuovo album d’inediti per gli Specials mancava da 20 anni (considerando che “Conquering Ruler” del 2001 era un disco di cover), più o meno. “Encore” vede, oviamente, il ritorno in studio del cantante Terry Hall, che aveva lasciato la formazione nel 1981 ma che era tornato in pista nella terza reunion, quella del 2008 e che vede ancora la band attiva tutt’oggi. Non mancano nemmeno Lynval Golding e Horace Panter. Che dire? Beh qui abbiamo a che fare con la band ska britannica che merita di essere riconosciuta fra i massimi esponenti del movimento 2 tone ska inglese, siamo sicuri che il risultato sarà all’altezza delle aspettative, alte.

BEIRUT
Gallipoli
[4AD]
Release date: 1 febbraio

A distanza di tre anni dall’ultimo “No No No” (non esaltante a dire il vero), Zach Condon è pronto a tornare con il progetto Beirut. Il nuovo disco s’intitola “Gallipoli” e il brano che ha dato il nome all’album è stato scritto proprio in provincia di Lecce. New York e Berlino sono le altre città xhe hanno visto scrittura e regitrazione. Il soggiorno pugliese avrebbe portato ottime ispirazioni al buon Zach, sempre pronto a mescolare il suo folk, con il romanticismo e pulsioni più da banda, senza dimenticare la world music e sonorità gipsy. Il percorso all’album ci pare decisamente positivo.

BOB MOULD
Sunshine Rock
[Merge Records]
Release date: 8 febbraio

Bob Mould, storica ex voce dei leggendari Husker Du, annuncia “Sunshine Rock”. Il successore del buon “Patch The Sky“, uscito ormai due anni fa, ha avuto come anticipatore proprio il brano che da il titolo all’album e Bob ne parlava così: “Sto cercando di mantenere le cose più luminose in questi giorni: è un modo per rimanere vivi. Sunshine Rock è una canzone brillante e ottimista, e una volta che l’ho finita sapevo che sarebbe stata la title track. Ha davvero dato il tono per la direzione dell’album”. Se il buongiorno si vede dal mattino…

MERCURY REV
Bobbie Gentry’s The Delta Sweete Revisited
[Bella Union]
Release date: 8 febbraio

L’album è una rivisitazione del capolavoro dimenticato di Bobby Gentry e vede la collaborazione di numerose cantanti, tra le quali Norah Jones, Hope Sandoval, Beth Orton, Lucinda Williams, Rachel Goswell, Vashti Bunyan, Marissa Nadler, Susanne Sundfør, Phoebe Bridgers, Margo Price, Kaela Sinclair, Carice Van Houten e Laetitia Sadier.
“Bobbie Gentry’s The Delta Sweete Revisited” è il tributo devoto e affettuoso ad un album che aveva anticipato di ben tre decadi il loro album definitivo del 1998 “Deserter’s Songs”, una spedizione nell’America trascendentale. Dal loro rifugio per registrare, nelle Catskill Montains di New York, i membri fondatori Jonathan Donahue e Grasshopper con Jesse Chandler (precedentemente nella band texana Midlake) onorano il trionfo creativo di Gentry con ingegno ed eleganza.

BE FOREST
Knocturne
[We Were Never Being Boring]
Release date: 8 febbraio

Non si preannuncia un album facile quello dei Be Forest, che ammettono di aver impiegato molto tempo per realizzarlo, ma c’è voluto anche molto tempo per capirne realmente la vera anima, visto che mancano dei riferimenti precisi (sia di tempo che di spazio) come accadeva negli album precedenti. Da quello che possiamo capire è il loro album più ambizioso e intenso, ricco tan to di fascino quanto oscurità. Il risultato sarà un vero e proprio risveglio emotivo per l’ascoltatore, sopratutto in tempi instabili, incerti e indecifrabili come gli attuali.

LADYTRON
Ladytron
[!K7]
Release date: 15 febbraio

Il sesto album della band inglese arriva dopo un periodo di stop seguito alla pubblicazione del quinto album “Gravity the Seducer”, datato 2011. E’ passayo quindi un bel po’ di tempo, ma ora ci siamo. Alla produzione il noto Jim Abbiss e la band stessa, che, per voce di Daniel Hunt afferma: “Questo album + molto più pesante di ‘Gravity’, che era un disco intenzionalmente più seducente ed etereo: le atmosfere ci sono, ma c’è più urgenza sotto“. Helen Marnie aggiunge: “Per noi, è come stare insieme ad un vecchio amico, entrambi siamo cambiati, ma abbiamo ancora quel terreno comune che ci lega: la familiarità s’incrocia all’eccitazione“.

PIROSHKA
Brickbat
[Bella Union]
Release date: 15 febbraio

Beh, guarda un po’ chi si rivede: “Brickbat” è l’esordio del supergruppo formato da Miki Berenyi (ex cantante e chitarrista dei Lush), KJ “Moose” McKillop (ex chitarrista dei Moose), Mick Conroy (ex bassista dei Modern English) e Justin Welch (ex batterista degli Elastica). «Pensate a un “Brickbat” come ad un lupo travestito da agnellino», afferma la nota stampa parlando del titolo del disco.
Certo, non è che la somma dei talenti garantisce immediatamente un risultato fenomenale, ma i primi assaggi che ci rimandano gli anni ’90 ci fanno decisamente ben sperare!

 

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