BLOOD RED SHOES
Get Tragic

[Jazz Life – 2019]
7.5
 
 
4 febbraio 2019
 

Se i Blood Red Shoes fossero americani e non inglesi avrebbero probabilmente raggiunto un livello di fama simile a quello dei The Kills (anche se arrivare primi nella Official Record Store Chart battendo Beck e Pharrell come è successo a “Blood Red Shoes” nel 2014 non è male). Laura-Mary Carter e Steven Ansell si sono incontrati in uno squat londinese nel 2002 quando suonavano in altre band, hanno iniziato a collaborare qualche anno dopo e sono andati avanti tra litigate e tira e molla vari (Laura-Mary Carter ha lasciato la band dopo l’ultimo disco prima di una rapida riappacificazione). Dopo quattro album, diversi EP e una raccolta di inediti tornano alla carica con “Get Tragic” che esce per la loro etichetta (la Jazz Life) ed è stato prodotto da Nick Launay (Lou Reed, Nick Cave, Arcade Fire).

La ragione per cui l’abbiamo chiamato “Get Tragic” è perché abbiamo realizzato che qualsiasi cosa abbiamo fatto negli ultimi tre anni è stata quasi tragica” ha detto Steven Ansell e questo quinto album sembra proprio un viaggio a tutta velocità nell’indie rock più energico e dark. Oltre ad alternarsi alla voce come sono soliti fare, a suonare la Telecaster (Laura) e a maltrattare la batteria (Ansell) i BRS si sono messi alla prova con strumenti diversi ma il carattere è sempre quello degli esordi, di quei due ragazzini un po’ strafottenti conosciuti in “Box of Secrets” e “Fire Like This”. Più maturi, più eleganti, un filo più pop.

La prima novità di “Get Tragic” sono i sintetizzatori che donano un’aria più drammatica e minacciosa a “Eye To Eye”, “Bangsar” e “Howl”. La seconda sono le collaborazioni: Kristian Bell dei The Wytches rende ancora più corrosiva “Nearer”, Clarence Clarity trasforma “Find My Own Remorse” in una ballata che si scalda lentamente, Ed Harcourt ai backing vocals addolcisce a modo suo il ritornello della gotica “Beverly”. Il lato più rock dei Blood Red Shoes torna a farsi sentire nella tripletta finale “Anxiety” – “Vertigo” – “Elija” che completa un album grintoso e moderno, capace di mescolare influenze diverse con personalità. Allacciate le cinture di sicurezza e lasciatevi trasportare.

Tracklist
1. Eye To Eye
2. Mexican Dress
3. Bangsar
4. Nearer (ft Kristian Bell dei The Wytches)
5. Beverly (ft Ed Harcourt)
6. Find My Own Remorse (ft Clarence Clarity)
7. Howl
8. (Interlude)
9. Anxiety
10. Vertigo
11. Elija
 
 

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