DELTA V
Heimat

[ Ripley / Sony – 2019 ]
8.5
 
Genere: Elettro pop
Tags:
 
4 febbraio 2019
 

I Delta V si erano fermati nel 2006 dopo “Pioggia.Rosso.Acciaio” e il ritorno alla voce di Francesca Touré che aveva accompagnato Carlo Bertotti e Flavio Ferri tra fine anni novanta e inizio millennio, poi sostituita da Lou Heredia e da Gi Kalweit. Un cerchio si era chiuso e quel progetto che aveva portato in Italia i suoni dell’elettronica più elegante punteggiando il tutto con cover di alta qualità sembrava arrivato al capolinea. Per stanchezza, per mancanza di stimoli nonostante il contratto con la EMI prevedesse ancora due album.

Ci hanno messo tredici anni i Delta V a tornare a Base Luna da uno “Spazio” fatto di viaggi e di periodi passati lontano da casa. Ad affiancare Carlo Bertotti e Flavio Ferri c’è una nuova voce, quella di Martina “Marti” Albertini, già presente nel progetto multimediale “Gli Ultimi” dedicato alla Resistenza partigiana uscito lo scorso 25 aprile.

“Heimat”, prodotto da Paolo Gozzetti, è punto d’approdo e di partenza. Quella dei Delta V è una piccola patria fatta di affetti precari, di canzoni nude, ostinate, terse, come loro stessi le hanno definite. Un paese dove ricordi e presente convivono fianco a fianco, le “Domeniche d’Agosto” vissute a sedici anni e le incertezze dei “30 anni”. Vite minime “dove gli ultimi e i penultimi si sfidano e non vincono” come quelle raccontate ne “Il Cielo che Cambia Colore”, le regole che “Disturbano” ma forse ti salvano.

Testi che più che scritti sembrano scolpiti sulle pietre dure della strada fatta per tornare a casa, arrangiamenti sempre molto curati in cui la voce di Martina Albertini si inserisce con grande sicurezza. Dopo Bruno Lauzi, Mina e Battisti i Delta V si misurano con altri mostri sacri, rielaborando “Io Sto Bene” dei CCCP con una raffinatezza che è stata apprezzata sia da Giovanni Lindo Ferretti che da Massimo Zamboni.

E’ un album intenso e pieno di riferimenti musicali “Heimat” (i Kraftwerk, gli Zero 7, la colonna sonora di “Stranger Things”) ma non suona mai pesante, si ascolta con estrema facilità. E’ la testimonianza lucida e diretta dei tanti cambiamenti vissuti da Carlo Bertotti e Flavio Ferri in questi anni di assenza. C’è nostalgia ma anche speranza nei Delta V versione 2019, capaci ancora una volta di unire leggerezza e profondità.

Tracklist
1. Il cielo che cambia colore
2. Domeniche di agosto
3. Disturbano
4. Io sto bene
5. Il mondo brucia
6. 30 anni
7. Gli aeroplani
8. Come un missile
9. L’inverno e le nuvole
10. Battaglia
11. Disubbidiente
 
 

MONO – Nowhere Now Here

Voglio subito mettere in chiaro una cosa: credo che “Nowhere Now Here” sia un buon disco. Ha tutte le caratteristiche necessarie per ...

Jessica Pratt – Quiet Signs

Sono passati già quattro anni dal suo secondo LP, “On Your Own Love Again”, ma questo weekend Jessica Pratt ritorna finalmente con ...

Said The Whale – Cascadia

“Cascadia”, il sesto album dei Said The Whale uscito a febbraio per Arts & Crafts, è un disco facile e puro. Facile nel ...

Bob Mould – Sunshine Rock

“Sunshine Rock” è uno splendido modo per celebrare il decennio più impegnativo della mia carriera” ha detto Bob Mould presentando il ...

Wilderness – I’m Not ...

E se la next big thing dell’indie rock venisse dalla provincia di Frosinone? Nel momento in cui scrivo i Wilderness contano appena ...