THE STONE ROSES: LA TOP 10 BRANI

 
di
5 febbraio 2019
 

Il 24 giugno 2016 si è svolto ad Hampden Park, Glasgow, l’ultimo (pare) atto della carriera degli Stone Roses di Ian Brown, Mani, Reni e John Squire: una band di culto quella di Manchester, fonte di ispirazione per centinaia di altri gruppi a venire.

E’ appena uscito il nuovo album solista del frontman Ian Brown e il trentennale dell’omonimo album d’esordio è alle porte (usciva il 2 maggio 1989): non è questa un’ottima alzata per schiacciare con i dieci brani più significativi, in ordine cronologico, del quartetto inglese?

10 – SALLY CINNAMON

1987

Squire a creare vortici lenti e sognanti di chitarra, primaverile ed apripista al pop rock anni ’90

9 – ELEPHANT STONE

1988

Mani e Reni aprono il varco al fiume che è – ancora- la chitarra di Squire: vitale, ricca, eclettica. Brown e una melodia super pop fanno il resto. Bingo.

8 – MADE OF STONE

1989, da “The Stone Roses”

Atmosfere più cupe di chitarra e basso, rotte da un ritornello ancora una volta spensierato e da ballare ad occhi chiusi e braccia alte. Altra gemma.

7 – I AM THE RESURRECTION

1989, da “The Stone Roses”

Reni meccanico alla batteria, Mani a creare il giro di basso perfetto, Ian e Squire che si girano intorno con voce e chitarra. E poi il ritornello: un inno.

E la seconda parte è un jam funky e graffiante che sa di Big Beat come poco altro.

6 – WATERFALL

1989, da “The Stone Roses”

Estasi cristallina, prima che Squire prenda la situazione in mano con una lunga coda, in cui Mani e Reni danno un personale saggio di tecnica.

5 – I WANNA BE ADORED

1989, da “The Stone Roses”

Il basso grunge e sognante, le atmosfere rarefatte, i riverberi shoegaze, la voce soffusa di Brown: ipnotica, lieve ma trascinante, è l’apertura dell’omonimo primo disco. Apposto.

4 – FOOLS GOLD

1989

Cercavate un trip lisergico, tribale, un basso che non ti lascia scappare, una sequela jam di chitarra e ritmi di batteria vorticosi ed alieni? Eccovi serviti. Madchester all’ennesima potenza.

3 – ONE LOVE

1990

Mani e Reni apparecchiano la tavola, ancora, al jamming blueseggiante/Doors di Squire: il cantato di Brown fa il resto rendendola indimenticabile.

2 – LOVE SPREADS

1994, da “Second Coming”

I livelli del primo album, in genere, sono forse irraggiungibili: qua però, niente da dire. Squire fa il Jimmy Page, Mani e Reni danno l’ennesima prova di tecnica sopraffina, senza mai invadere la scena.

1 – BEGGING YOU
1995, da “Second Coming”

Vedi sopra, e qua i ritmi si fanno più danzerecci, incalzanti, nevrotici: The Chemical Brothers, niente da dichiarare?

 

Oggi “The Smiths” degli ...

Il 20 febbraio del 1984 usciva l’omonimo album di esordio degli Smiths, la band che, in quattro anni di attività e altrettanti album, ...

Oggi “The Runaway ...

Il 16 febbraio 2004 usciva “The Runaway Found”, l’album d’esordio dei The Veils. Anticipato dai singoli “Lavinia” (24 ...

The Weekender: ascolta gli album di ...

Da qualche anno ormai il venerdì è il giorno della settimana consacrato alle uscite discografica. Quale migliore modo allora per ...

Wolftrips Podcast 8 febbraio 2019 ...

In questa puntata di WOLFTRIPS, faremo un viaggio musicale nelle netlabel più underground, ascoltando musica che spazia dal nu jazz – ...

Oggi “Crooked Rain, Crooked ...

Era il 1992 quando i Pavement di Stephen Malkmus e soci se ne uscirono con il mitico “Slanted & Enchanted”: capolavoro di ...